Maroni boccia la legge antipentiti «Non uscirà dalla commissione»

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Il ministro dell’Interno:«Non passerà. Se non la condivido io e nemmeno il Guardasigilli…»

MONZA – «Ovviamente è una norma che io non condivido come ho già detto: quindi se non la condivido io e non la condivide il ministro della giustizia, non credo proprio che uscirà dalla commissione». Lo ha detto il ministro dell’interno Roberto Maroni rispondendo a una domanda sul cosiddetto ddl antipentiti, fermo alla commissione giustizia del Senato e presentato dal parlamentare Pdl Giuseppe Valentino. Maroni ha risposto a una domanda specifica a margine della firma del patto sicurezza a Monza.

ALFANO – Il «no» di Maroni si aggiunge alla presa di distanza già espressa martedì dal ministro della Giustizia Angelino Alfano: «Quella di Valentino – aveva spiegato il Guardasigilli a margine del voto alla Camera sul legittimo impedimento – è solo un’ iniziativa personale» alla quale peraltro, precisa, «sono assolutamente contrario». Sulla stessa linea anche Pd, Idv e magistrati secondo cui il ddl presentato al Senato da Giuseppe Valentino (Pdl) di fatto «azzererebbe i processi di mafia».

VALENTINO – Intanto non mostra ripensamenti il senatore del Pdl Giuseppe Valentino sul ddl di riforma delle norme sui pentiti, ribattezzato «anti-pentiti», nonostante lo stop arrivato dal governo. Contiene «un principio sacrosanto», spiega: «Io chiedo che ci sia un riscontro esterno alla dichiarazione accusatoria di un collaboratore di giustizia», dice Valentino rivendicando di aver presentato «in autonomia» la proposta. «Dovrebbe essere così anche oggi – osserva Valentino – ora è sufficiente per diventare prova che pezzi di dichiarazioni, da parte di più soggetti, si conferiscano credito a vicenda. Quante accuse infondate poi sono fatte risalire a un morto?». Valentino nega che la sua proposta rappresenti una legge ad personam per tutelare il premier Silvio Berlusconi dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza: «Ho presentato il testo il 27 novembre, una settimana prima della deposizione di Spatuzza».

INGROIA – Contrario al ddl anche il procuratore aggiunto della repubblica di Palermo Antonio Ingroia: «Sarebbe la pietra tombale su tutti i processi istruiti da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino fino ai giorni nostri. Primo: annullerebbe il valore di qualsiasi dichiarazione dei collaboratori di giustizia. Secondo: rimetterebbe in discussione verità processuali consacrate in sentenze ormai definitive. – continua Ingroia -. In sostanza, questo ddl aprirebbe la strada alla revisione di tutti i più importanti processi alla criminalità organizzata. Non si sarebbero potuti fare né i processi contro la struttura militare di Cosa Nostra né quelli contro uomini politici o delle istituzioni in rapporti con Cosa Nostra. – conclude il procuratore -. Qui a Palermo non sarebbero mai stati condannati l’ex numero 3 del Sisde Bruno Contrada e l’ex capo della Criminalpol Ignazio D’Antone, l’ex deputato Franz Gorgone o l’ex senatore Vincenzo Inzerillo. E con questo disegno di legge non sarebbe mai stato processato e condannato in primo grado nemmeno il senatore Marcello Dell’Utri».

Redazione online   corriere.it

 

Maroni boccia la legge antipentiti «Non uscirà dalla commissione»ultima modifica: 2010-02-03T17:37:12+01:00da michelepositano
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