Il legittimo impedimento al rush finale Riforme, Alfano vede Napolitano

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Alle 17 il voto finale sul provvedimento. Il Pd ribadisce il suo no: «È solo un trucco». L’Udc: «Non lo voteremo»

MILANO – Con il via libera all’articolo 2 (passato con 282 voti a favore, 224 contrari e 35 astenuti), si è concluso nell’Aula della Camera l’esame degli emendamenti al testo sul legittimo impedimento. Il voto finale sono in programma alle 17 (su Corriere.it sarà possibile seguire in diretta le dichiarazioni di voto). Pd e Idv hanno ribadito il loro “no” al testo e anche l’Udc, che martedì sembrava compatta nell’abbracciare la linea morbida di Pier Ferdinando Casini, ora fa un passo indietro. «L’Udc non voterà il legittimo impedimento sia perché il ddl sul processo breve non è stato formalmente ritirato, sia perché non ci convincono alcune delle modifiche avanzate dal Pdl e dal governo» ha detto il vicepresidente dei deputati Udc, Michele Vietti. «Il nostro sì al legittimo impedimento sarebbe stato condizionato al ritiro del processo breve, che non è stato ritirato, tanto è che oggi non voteremo il legittimo impedimento» ha aggiunto.

IL VOTO SEGRETO – Mercoledì mattina la maggioranza ha proceduto tranquillamente e si è tenuta una sola votazione segreta. Se pure per un soffio, solo 14 voti di scarto, l’Aula della Camera ha respinto un emendamento dell’Udc, su cui il governo aveva espresso parere contrario. I sì alla proposta di modifica sono stati 271, i no 285.

PD E IDV – La legge sul legittimo impedimento «non è una mediazione, un ponte, ma solo un trucco, un meccanismo artificioso per proteggere una sola persona dai suoi processi» ha detto Antonello Soro, deputato del Pd, annunciando il voto contrario del Partito democratico alla legge in discussione. «Con una legge ordinaria – ha attaccato Soro – viene modificata la disciplina di prerogative fissate nella Costituzione. Si tratta, appunto, di un altro lodo Alfano». «Una cosa è il legittimo impedimento perché ti sei rotto una gamba e sei in ospedale, un’altra è dire “faccio il ministro e il lavoro mi blocca”. Prenditi un sabato mattina per andare in tribunale, invece di andare a sciare o andare con la Noemi di turno» è l’affondo di Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, che ha ribadito così il suo “no” al provvedimento. «Oggi è in corso un omicidio della legalità – spiega – Alcune persone hanno occupato le istituzioni e seguendo un modello piduista le stanno trasformando in loro dipendenze» ha aggiunto l’ex pm.

DI PIETRO INCIAMPA – Il leader dell’Idv è stato protagonista di un piccolo incidente a Montecitorio: Di Pietro è infatti caduto mentre si alzava dal suo banco, durante un intervento del collega del Pd, Alessandro Maran, sul legittimo impedimento. Di Pietro si è alzato dal banco per mettere in ordine le sue carte prima della votazione finale sul complesso degli emendamenti, dopo la quale ci sarebbe stata la chiusura della seduta, ma è inciampato in uno degli scalini dell’emiciclo. Subito dopo però si è rialzato e ha scherzato con i colleghi, che lo avevano circondato per soccorrerlo.

ALFANO INCONTRA NAPOLITANO – In mattinata il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale il ministro della Giustizia Angelino Alfano.«Si è trattato di una conversazione sulle prospettive future della riforma, improntata come sempre a una chiara e leale collaborazione» ha detto a termine dell’incontro il Guardasigilli.

Redazione online         corriere.it

Il legittimo impedimento al rush finale Riforme, Alfano vede Napolitanoultima modifica: 2010-02-03T16:51:40+01:00da michelepositano
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