Mezzo secolo fa la legge Merlin: il sesso dalle squillo alle camgirl-

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Il 29 gennaio 1958 sprangati i portoni delle case chiuse: oggi ci si spoglia in Rete

 RAFFAELE SCHETTINO

Il 29 gennaio del 1958 i portoni delle case chiuse vengono sprangati, l’Italia volta pagina con la speranza di dire addio al fenomeno secolare della prostituzione. “Italiani, arrangiatevi. Li hanno chiusi”, urla il principe De Curtis dalla finestra in un film storico diretto da Mauro Bolognini, “A voi è rimasto un chiodo fisso”. In realtà 52 anni dopo l’entrata in vigore della legge Merlin il fenomeno della prostituzione resiste, anzi dilaga. O meglio si evolve in mille sfumature che diventano via via sempre più nitide grazie alla diffusione della tecnologia. Mezzo secolo dopo, al boom delle case chiuse si sostituisce quello delle “cam girl”, ragazze esibizioniste che accettano di “vendere” il proprio corpo agli utenti telematici. Un business milionario, un fenomeno che dopo la pubblicazione del “diario di Helen”, una webcam girl” ha preso piede sbancando la Rete.

 

«La cam girl – raccontava Helen, nikname dietro al quale si celava una giovane di 25 anni che vive a Milano, autrice del libro – è una ragazza che si spoglia davanti ad una webcam; ma il rapporto con l’utente non si limita solo all’ambito sessuale, c’è chi paga anche solo per parlare. Non voglio rappresentare una categoria anagrafica e non credo che questo sia solo un fenomeno giovanile. Ognuna fa le sue scelte, io ho raccontato solo la mia storia: on line si possono trovare studentesse che hanno bisogno di soldi per pagare gli studi come donne di 50 anni che cercano un modo di guadagnare per aiutare il marito ad arrivare a fine mese o per mantenere i figli.

 

Limitare l’esperienza al mondo dei ragazzi è riduttivo, non ci sono solo adolescenti che si spogliano per comprarsi il vestito firmato o le scarpe all’ultima moda”. In realtà, di ragazze in vetrina ce ne sono migliaia, e in Italia la crescita delle camgirl è stata stimata con un incremento del mille per cento solo negli ultimi due anni. Ragazze in proprio che sfruttano le chat di Messenger o Skype ma soprattutto ragazze iscritte a portali specializzati, che offrono visibilità e spazi in cambio di percentuali sui guadagni. E’ una forma più “elegante” della prostituzione, ma il concetto di base è lo stesso: “far soldi sfruttando il proprio corpo”. Unica differenza, e nemmeno tanto sottile: niente incontri e niente rischi.

 

Chi è nel giro garantisce guadagli per oltre 2mila euro al mese, raddoppiati se si ha la fortuna di essere casalinghe con più tempo a disposizione per stare in chat. Basta una webcam, un computer, una connessione Internet (ADSL obbligatoria), è tutto quello di cui hai bisogno per iniziare. Poi ci si registra ai siti specializzati e bisogna solo aspettare che qualche utente faccia la sua scelta, paghi attraverso postpay o carta di credito e lo show puo’ iniziare. E che il sistema vada a gonfie vele lo dimostra il binomio internet + sesso che si rivela ai primi posti in tutte le ricerche fatte sulla Rete. Il sesso su internet ha infatti messo in crisi molte aziende del settore, tra cui la stessa Playboy.

 

Mezzo secolo fa la legge Merlin: il sesso dalle squillo alle camgirl-ultima modifica: 2010-01-30T08:00:52+01:00da michelepositano
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