Haiti, aiuti difficili. Ancora persone vive sotto le macerie

Haiti terremoto 1

Per aggirare lo stallo del principale aeroporto di Haiti e la congestione delle strade causata dal terremoto, l’esercitostatunitense ha cominciato a lanciare dall’alto, sul Paese caraibico, cibo e acqua: nelle ultime ore sono stati fatti cadere a terra con i paracadute qualcosa come 14.000 pasti pronti all’uso e 13.000 litri d’acqua in una zona a nord-est della capitale. E adesso si pensa di allargare la zona di azione. Il lancio del cibo dall’alto arriva tre giorni dopo che il segretario alla Difesa, Robert Gates, aveva detto di ritenere troppo pericoloso il lancio dall’alto del cibo, soprattutto in considerazione della estrema insicurezza a terra.


Haiti, la strage dei bambini

Ma la congestione all’aeroporto di Port-au-Prince, dove una sola pista e’ agibile, ha ritardato oltre misura la distribuzione del cibo. I pacchi di cibo Ready-to-Eat (pronti da mangiare) sono considerati sufficienti alla razione alimentare di un soldato in azioni di combattimento, ma di solito bastano a sfamare un paio di persone. Il responsabile Affari Umanitari dell’Onu John Holmes, ha assicurato che, nonostante qualche incidente, la situazione sul terreno e’ tranquilla; e il generale statunitense, Ken Keen, che guida l’imponente missione umanitaria Usa, ha aggiunto che attualmente la situazione a Port-au-Prince e’ piu tranquilla di prima del sisma. Intanto, il giorno dopo la conferma della seconda vittima italiana, la Farnesina ha annunciato che ormai sono solo cinque gli italiani che mancano all’appello, ma due di loro si teme che non siano sopravvissuti.

Ad Haiti si continua a scavare sotto le macerie ed e’ ormai una corsa contro il tempo per estrarre persone ancora vive. Annunciando che, in una settimana dal sisma, sono state recuperate 90 persone, l’Onu stamane ha comunque detto che c’e’ ancora speranza di trovare qualcuno vivo. Nelle ultime ore, e’ stata recuperata una bimba di appena diciotto mesi, estratta coperta di polvere ma ancora in vita. Ma mentre i medici negli ospedali si trovano ad affrontare una situazione che non ha precedenti e sono costretti ad amputare arti che sono solo fratturati, il timore e’ che il peggio debba ancora venire: il diffondersi di malattie infettive, facilitato dalla mancanza di acqua.

“Molte persone hanno subito fratture multiple e ferite interne”, ha spiegato Jon Andrus, della Pan American Health Organization, il braccio americano dell’Oms (l’Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite). Quando vengono frettolosamente dimessi e senza ulteriori cure, i sopravvissuti rischiano di vedere infettate le loro ferite. Tetano e gangrena, sono il rischio immediato, ma c’e’ anche il pericolo di epidemie di morbillo e meningite.

 


I bambini feriti
 affaritaliani.it

Haiti/ Tutti gli appelli per le donazioni

CARITAS – Appello di solidarietà per la popolazione di Haiti colpita dal terremoto; la raccolta fondi andrà a sostenere i progetti di aiuto dell’organismo internazionali e di quella locale. “E’ il paese più povero dell’America Latina”. Oltre la metà degli abitanti vive con meno di 1 dollaro al giorno.

Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui: UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma – Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119 – Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012 – Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113 – CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio).

 

UNICEF –  “Nonostante i gravi danni subiti ai propri uffici a Port-au-Prince, si è subito attivato per fornire un aiuto immediato alle vittime del terremoto che ha colpito oggi Haiti – ha dichiarato il presidente perl’Italia Vincenzo Spadafora -. In coordinamento con le altre agenzie delle Nazioni Unite presenti, l’Unicef fornirà gli aiuti necessari per garantire accesso ai servizi igienici, all’acqua potabile e all’assistenza sanitaria di base. E’ necessario che i bambini, i più vulnerabili in caso di catastrofi naturali, siano protetti. Già da queste prime ore chiediamo a tutti i donatori e alle aziende di sostenere la nostra raccolti fondi per le vittime del terremoto di Haiti. E’ un forte appello che rivolgiamo all’opinione pubblica: non lasciamo soli i bambini di Haiti”. La situazione dei bambini e delle donne ad Haiti era già molto difficile prima che il terremoto colpisse l’isola. Haiti è uno dei paesi più poveri del pianeta –è classificato al 148° posto su 179 secondo l’Indice di Sviluppo Umano dell’Undp- e fatica a riprendersi da anni di violenza, insicurezza e instabilità e da una lunga serie di calamità naturali. 

Si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’; carta di credito online su www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde Unicef 800745000;  c/c bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”;  i comitati locali dell’Unicef presenti in tutta Italia (elenco sul sito dell’associazione).

 

ONG – Attivato l’sms solidale. Il coordinamento di Agire – ActionAid, Amref, Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Gvc, Intersos, Save the Children, Terre des Hommes e Vis – lancia l’appello per la raccolta fondi per i bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei. L’appello si inquadra all’interno di un coordinamento promosso con il ministero degli Affari Esteri, per garantire una risposta coordinata del sistema-paese all’emergenza in corso nel rispetto dei diversi mandati ed ambiti di intervento. I fondi raccolti verranno destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei. Ma la portata del disastro è così ampia da richiedere un intervento di assistenza e ricostruzione della durata di diversi mesi.

E’ possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari tim e vodafone o chiamando lo stesso numero da rete fissa telecom italia. La numerazione è attiva fino al 31 gennaio. E’ possibile offrire il proprio sostegno anche attraverso i seguenti canali: donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870; versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad Agire onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti. Bonifico bancario sul conto BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti; donazioni on line dal sito internet www.agire.it

 

FORUMSAD – Le associazioni che aderiscono lanciano un appello agli italiani perché continuino ad aiutare la popolazione anche “una volta spenti i riflettori”. Attivo un numero verde. “Il violento terremoto che si è abbattuto sull’isola ha seminato morte e distruzione in una terra già in ginocchio. E’ sacrosanto  rispondere all’emergenza umanitaria con tutti i mezzi a disposizione, ma è altrettanto necessario che, una volta spenti i riflettori, Haiti non precipiti nuovamente nell’indifferenza”. Lo chiedono le associazioni che aderiscono al ForumSad e che da anni promuovono nel paese il sostegno a distanza: Abc Onlus (Roma), Anpil (Milano), Azione per Famiglie Nuove (Grottaferrata-Roma), CIFA (Torino), Compassion Italia (Torino), Coopi (Milano), Fondazione Fratelli Dimenticati onlus (Cittadella-Padova), Fondazione PRO.SA (Milano), ForumSaD Friuli Venezia Giulia, Ucodep (Arezzo), Vides Internazionale (Roma).  “Il sostegno a distanza è una risposta concreta ed efficace, – sottolinea il Forum – perché realizza interventi mirati e diretti sui beneficiari e su tutta la loro comunità, in maniera stabile e continuativa, consentendo, a chi vive in povertà, di migliorare le proprie condizioni di vita in maniera duratura e senza dover abbandonare la propria terra”. Una risposta “di ampio respiro e di lungo periodo”

La cronaca delle ultime ore, ricorda l’organizzazione, ha mostrato ha tutti un paese in cui regna la miseria assoluta.  “Il World Factbook della Cia definisce Haiti il paese più povero dell’emisfero occidentale, dove l’80% della popolazione vive nell’indigenza e il 54% in povertà assoluta. Sull’indice globale di sviluppo delle Nazioni Unite, Haiti si attesta al 148° posto su 179. Il Fondo monetario internazionale lo ha scritto chiaramente: anche prima di questo disastro, Haiti, con le sue sole forze, non sarebbe stata in grado di compiere  alcun progresso rispetto agli obiettivi di riduzione di povertà e malnutrizione fissati dall’Onu entro il 2015”. Il ForumSad lancia un appello alla società civile affinché offra il proprio appoggio alle associazioni presenti ad Haiti già da tempo, che in queste ore hanno ancor più bisogno dei donatori italiani: per informazioni e per attivare un sostegno a distanza è attivo il numero verde: 800 91 35 11.

 

AMMADO – La community globale che mette in comunicazione enti non profit, aziende e persone ha creato “l’Appello per il Terremoto di Haiti” per aiutare quattro delle organizzazioni no-profit che operano nell’isola. Insieme alla Croce Rossa Americana, Oxfam Ireland, Aktion Deutschland Hilft e AGIRE (Coalizione Italiana di Aiuto), ammado fornisce uno strumento veloce e semplice per garantire un aiuto alle vittime della tragedia di Haiti, raccogliendo donazioni da tutto il mondo da canalizzare verso le organizzazioni attive sul territorio durante questi momenti cruciali.

Attraverso l’Appello per il Terremoto di Haiti su Ammado, si può donare a partire da un minimo di 4euro, o l’equivalente in altre 32 monete, usando qualsiasi metodo di pagamento internazionale, online da qualsiasi parte del mondo. Per donare al Fondo e ricevere aggiornamenti sulla situazione vai al Haiti Earthquake Appeal, www.ammado.com/haitiappeal.

 


Haiti, aiuti difficili. Ancora persone vive sotto le macerieultima modifica: 2010-01-19T19:25:00+01:00da michelepositano
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