Craxi/ Penati (pd) ad affaritaliani.it: uno statista

Craxi Penati

“Errori li compiamo tutti. E pensare che in dieci anni non ne siano stati commessi sarebbe fuori da ogni logica”. Il capo della segreteria del Pd, Filippo Penati, braccio destro del segretario Pierluigi Bersani, sceglie Affaritaliani.it per ricordare Bettino Craxi nel giorno del decennale della sua morte

Errori li compiamo tutti. E pensare che in dieci anni non ne siano stati commessi sarebbe fuori da ogni logica”. Il capo della segreteria del Pd, Filippo Penati, braccio destro del segretario Pierluigi Bersani, sceglie Affaritaliani.it per ricordare Bettino Craxi nel giorno del decennale della sua morte.
 
19 gennaio 2000, 19 gennaio 2010. Come è cambiata la sinistra in questi anni, dalla morte di Bettino Craxi?
“Come è cambiata la politica nel nostro Paese e in Europa, direi. Credo che in questi dieci anni ci siano stati in Italia tantissimi cambiamenti, sembra quasi un’era geologica per la politica. Siamo passati dalla Prima Repubblica alla cosiddetta Seconda, che vogliamo superare e già siamo a un bilancio di luci ed ombre di come funziona”.
 
Che cosa c’è nella politica di oggi di Bettino Craxi?
“Penso al riconoscimento del merito, che fu uno dei punti che il Psi di Craxi pose con attenzione. Poi alcune cose che furono da lui fatte come statista… e penso a una grande indipendenza, che oggi non c’è, dell’Italia in politica estera. Mi piacerebbe ritrovarla nel nostro governo, che invece ha una politica estera in pantofole. Penso inoltre alle questioni delle libertà della persona, che oggi vengono così tanto evocate. E al tema delle riforme istituzionali, che per primo Bettino Craxi pose all’attenzione, poi non riuscì a concludere. Come per tutte le grandi personalità politiche, credo che ci siano stati errori che non vadano nascosti. Però non va neppure omessa una riflessione sulle cose positive e sulla capacità di innovazione politica che lui ha dimostrato”.
 
La sinistra ha commesso degli errori nel giudicare politicamente Craxi? E’ arrivato il momento di un mea culpa?
“Errori li compiamo tutti. E pensare che in dieci anni non ne siano stati commessi sarebbe fuori da ogni logica. Bisogna evitare di produrre ulteriori lacerazioni, creando invece un clima sereno. Si deve ascoltare il presidente della Repubblica, che nella lettera inviata alla vedova di Craxi ha scritto parole importanti. E’ arrivato il tempo di evitare le divisioni per aprire lo spazio a una riflessione storico-politico serena, che non nasconda quelli che furono gli errori di Craxi ma che non ometta di riconoscere i suoi meriti”.

affaritaliani.it

Craxi/ Penati (pd) ad affaritaliani.it: uno statistaultima modifica: 2010-01-19T19:35:09+01:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento