Haiti tra caos e speranze-Cento bambini sepolti a Leogane

Nelle fosse comuni 70mila cadaveri. I sopravvissuti nelle bidonville. Clinton atterrato a Port-au-Prince

MILANO – Haiti tra caos e speranze. A quasi una settimana dal violento sisma che ha devastato l’isola caraibica si continua a scavare tra le macerie. A Port-au -Prince è una corsa contro il tempo: squadre di soccorso arrivate da tutto il mondo cercano sopravvissuti. Le storie di speranza di persone estratte vive da ciò che resta degli edifici crollati si uniscono però a quelle di chi non ce l’ha fatta. Il sito della Cnn riferisce di cento bambini che potrebbero essere rimasti sepolti sotto le macerie della loro scuola crollata a Leogane. Il bilancio delle vittime del sisma resta incerto, mentre sono già circa 70 mila i cadaveri cui è stata data sepoltura nelle fosse comuni. Nella capitale, messa a dura prova in queste ore anche da violenze e saccheggi, il governo di Haiti ha imposto maggiori misure di sicurezza. Le violenze non hanno risparmiato le operazioni di soccorso. Tre americani (e non trenta come si era appreso in un primo momento) sono stati feriti mentre smistavano aiuti in aeroporto. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha chiesto 1.500 poliziotti e 2.000 caschi blu in più sull’isola. Intanto sull’isola è arrivato l’ex presidente Bill Clinton, inviato speciale dell’Onu per Haiti. Dolore in Italia per la notizia, confermata dalla Farnesina, della seconda vittima tra i connazionali presenti ad Haiti: è stato infatti ritrovato il corpo senza vita del funzionario Onu Guido Galli.

 

STATO DI EMERGENZA E LUTTO – Il governo ha proclamato lo stato di emergenza fino alla fine del mese e 30 giorni di lutto, mentre sono circa 70 mila i cadaveri cui è già stata data sepoltura nelle fosse comuni. La situazione, afferma Medici senza frontiere, «non migliora, le strade sono piene di gente disperata. La mancanza di cibo e di acqua potabile causa ulteriore stress». I volontari di Msf stanno, fra l’altro, lavorando 24 su 24 nelle sale operatorie allestite per i feriti. È «enorme» la richiesta di interventi chirurgici salva-vita. Nel suo nuovo ospedale nel distretto di Carrefour, un’équipe chirurgica ha realizzato 90 operazioni mentre un’altra ha effettuato 20 interventi chirurgici in un container. A Port-au-Prince sono arrivati oltre 100 operatori umanitari per dare supporto alle équipe che lavoravano stabilmente a Haiti già prima del terremoto. Tra loro vi sono chirurghi, anestesisti, nefrologi e psicologi. Ha iniziato la sua attività anche l’ospedale da campo italiano allestito dalla Protezione civile a Port-au-prince, accanto all’ospedale pediatrico di Saint Damien. Il primo intervento è stato l’amputazione di parte della gamba ad un uomo. Oltre 200 pazienti sono in attesa fuori dalla struttura, sistemati sotto alcuni teloni per ripararli dal sole.

LA SCUOLA CROLLATA – A Leogane, cittadina a ovest di Port-au-Prince, si teme per la sorte di circa cento bambini, che potrebbero essere rimasti sepolti sotto le macerie della loro scuola crollata. Lo riferisce il sito della Cnn. Nessuno al momento sa dire se sotto le macerie del”istituto vi siano o meno i corpi dei bambini. Si ha solo la certezza che la scuola non c’è più, è crollata. La Cnn è riuscita a mettersi in contatto con Santos Alexis, il sindaco di Leogane «Non sappiamo quante persone siano morte. Io ne ho contate personalmente oltre quattromila» ha detto Alexis, che ha detto di non avere informazioni sulla scuola. Come riporta l’emittente americana, secondo alcuni testimoni potrebbero esserci almeno cento bambini sotto ciò che resta di una scuola. Ma al momento non si hanno conferme

SALVATI – Nella capitale haitiana intanto si scava ancora tra le macerie nella speranza di trovare sopravvissuti. Come è accaduto sabato, quando le squadre di soccorso hanno salvato due haitiani dalle macerie del Caribbean Market di Port-au-Prince, lo stesso dove stava lavorando al momento del sisma l’italiano Antonio Sperduto, tuttora disperso. I due, un uomo di 30 anni ed una 40enne, sono in buone condizioni. La loro salvezza è dovuta a una serie di circostanze e al contributo delle tecnologie. Da una parte infatti, sono stati fortunati ad avere vicino del cibo; dall’altra grazie ai cellulari sono riusciti a mandare messaggi all’esterno e così hanno “guidato” le ricerche. L’uomo, riferisce Ivan Watson della Cnn da Port-au-Prince, ha detto di essere riuscito a sopravvivere mangiando burro di arachidi e gelatina. Al Caribbean Market sono al lavoro squadre di soccorso statunitensi e turche. Il team South Florida Urban Research and Rescue che opera sul posto e i volontari turchi del Gea erano sul punto di abbandonare le ricerche due giorni fa: gli sms dei sopravvissuti sotto le macerie hanno riavviato il lavoro di soccorso. I due non sono gli unici ad essere stati salvati. Anche un funzionario danese dell’Onu è stato estratto dalle macerie del quartier generale delle Nazioni Unite a Port-au-Prince.

LE VITTIME ONU – Nel giorno della visita del segretario generale Ban Ki-moon, l’esperto di affari civili Jen Kristensen è stato tirato fuori «praticamente senza un graffio» dalle rovine dell’edificio. «Un piccolo miracolo» lo ha definito Ban, che ha sorvolato in elicottero la devastazione del sisma. «Sono qui per dirvi che siamo con voi» ha detto il segretario Onu ai volontari impegnati nei soccorsi e a ciò che resta della missione Minustah, «non vi lasceremo soli: questo è un disastro di portata pari allo tsunami». Il bilancio provvisorio delle vittime dell’Onu, militari e civili, ad Haiti, è di almeno 46 morti. Più di 500 persone mancano tuttora all’appello. Lo ha indicato il portavoce delle Nazioni Unite Martin Nesirky.

SALVATI – Nella capitale haitiana intanto si scava ancora tra le macerie nella speranza di trovare sopravvissuti. Come è accaduto sabato, quando le squadre di soccorso hanno salvato due haitiani dalle macerie del Caribbean Market di Port-au-Prince, lo stesso dove stava lavorando al momento del sisma l’italiano Antonio Sperduto, tuttora disperso. I due, un uomo di 30 anni ed una 40enne, sono in buone condizioni. La loro salvezza è dovuta a una serie di circostanze e al contributo delle tecnologie. Da una parte infatti, sono stati fortunati ad avere vicino del cibo; dall’altra grazie ai cellulari sono riusciti a mandare messaggi all’esterno e così hanno “guidato” le ricerche. L’uomo, riferisce Ivan Watson della Cnn da Port-au-Prince, ha detto di essere riuscito a sopravvivere mangiando burro di arachidi e gelatina. Al Caribbean Market sono al lavoro squadre di soccorso statunitensi e turche. Il team South Florida Urban Research and Rescue che opera sul posto e i volontari turchi del Gea erano sul punto di abbandonare le ricerche due giorni fa: gli sms dei sopravvissuti sotto le macerie hanno riavviato il lavoro di soccorso. I due non sono gli unici ad essere stati salvati. Anche un funzionario danese dell’Onu è stato estratto dalle macerie del quartier generale delle Nazioni Unite a Port-au-Prince.

GLI ITALIANI – Gli italiani ancora da contattare sono sette, mentre le vittime accertate, con il ritrovamento del corpo del funzionario dell’Onu Guido Galli, salgono a due. Per altri due connazionali ci sono «fondate e concrete ragioni di forte preoccupazione». È quanto riferisce la Farnesina in una nota. Martedì da La Spezia salperà la portaerei italiana Cavour, diretta ad Haiti con un contingente militare interforze composto da quasi ottocento militari per concorrere alle attività di ricostruzione e di soccorso intraprese dalla comunità internazionale delle popolazioni delle zone colpite dal sisma. Da Malpensa e da Fiumicino sono partiti i primi aiuti italiani.

BILANCIO E SOCCORSI – Sull’isola caraibica la macchina dei soccorsi prova a far fronte alle necessità dei sopravvissuti. Intanto nelle fosse comuni sono stati sotterrati 70mila cadaveri, come ha affermato il segretario di stato all’istruzione Carol Joseph, mentre secondo una stima fornita dagli esperti americani le vittime in totale potrebbero essere 200mila. Il sisma e le numerose repliche hanno causato anche il ferimento di 250mila persone, i senzatetto sono un milione e cinquecentomila. I sopravvissuti vivono ammassati in bidonville improvvisate a due passi dal palazzo nazionale, parzialmente distrutto, simbolo di un potere decapitato dalla catastrofe. La priorità è ormai quella di evitare una ecatombe sanitaria: la carenza di acqua potabile e di servizi sanitari aumenta fortemente il rischio di epidemie.

GLI AIUTI ECONOMICI – Alle popolazioni devastate dal sisma continuano ad arrivare le promesse di aiuto della comunità internazionale. L’Unione europea ha deciso di destinare ad Haiti 122 milioni di euro (30 da parte della Commissione, 92 da parte degli stati membri) per assistenza umanitaria di emergenza e altri 100 milioni di euro (della sola commissione UE) in assistenza non umanitaria. La decisione è stata assunta dalla riunione straordinaria dei ministri dello Sviluppo. Haiti avrà inoltre a disposizione 200 milioni di euro di fondi della sola Commissione UE, ai quali si aggiungeranno prossimamente gli altri impegni degli stati membri. Tra i maggior contributori della Ue, c’è la Gran Bretagna che ha annunciato di voler triplicare gli aiuti, a 22,6 milioni di euro. La Francia ha deciso di donare 10 milioni di euro all’Onu per rispondere alla richiesta di aiuti urgenti per Haiti. La Germania si è impegnata per 7,5 milioni di euro. Domenica il ministro degli esteri Franco Frattini ha riferito che l’Italia ha già impegnato 5 milioni di euro ed ha deciso di cancellare il debito dell’isola caraibica, che ammonta a 40 milioni di euro. L’appello Onu punta a raccogliere 562 milioni di dollari per Haiti. Infine si terrà il prossimo 25 gennaio a Montreal, in Canada, la conferenza internazionale sulla ricostruzione di Haiti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, parlando alla radio France Info. «È quello che darà speranza» agli haitiani, ha affermato il capo della diplomazia di Parigi.

Haiti tra caos e speranze-Cento bambini sepolti a Leoganeultima modifica: 2010-01-18T19:02:00+01:00da michelepositano
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