Il 2009 tutto d’un fiato: fatti e misfatti dell’anno che se ne va

Dagli stupri d’inizio anno a quelli seriali di Bianchini, dallo scandalo Marrazzo al suicidio all’Ericsson, passando per i Mondiali di nuoto fino ad arrivare al caso Cucchi: la storia di 365 giorni raccontata nei suoi eventi clou

Stupri, piscine da record, scandali, omicidi, trionfi, incidenti stradali, errori giudiziari. E’ un 2009 intenso quello che Roma si lascia alle spalle, vissuto di fatti e protagonisti che sono diventati parte, a volte in positivo, più spesso in negativo, della storia recente di questa città. Dallo stupro di Capodanno, all’incidente di Piazza dei Tribunali, dalla violenza della Caffarella, allo scandalo Marrazzo prima e all’omicidio di Brenda poi, dai mondiali di nuoto agli stupri seriali di Bianchini e fino ad arrivare al caso Cucchi proviamo a ripercorrere quanto accaduto da gennaio ad oggi.

LO STUPRO DI CAPODANNO
Il 2009 ci mette appena tre ore a sporcare i taccuini dei cronisti. Tanto basta a Davide Franceschini, 22enne di Fiumicino, a conoscere, approcciare e ad abusare di una 23enne barista di Ariccia. E’ la festa di Capodanno alla Nuova Fiera di Roma. In un frastuono di musica assordante, scorrono a fiumi droga e alcol. Prima l’approccio, poi la presa in giro della ragazza ed infine la violenza, l’abuso.
All’inizio si parla di violenza di gruppo, di branco. Poi lentamente i contorni diventano chiari. Si cerca un ragazzo con la felpa bianca che in quel bagno chimico ha forzato e picchiato quella ragazza di Ariccia. La polizia lo cerca e lo trova dopo qualche giorno
Viene prima arrestato, poi scarcerato, poi di nuovo arrestato e poi di nuovo scarcerato. In mezzo tante polemiche, un decreto legge ad hoc e ricostruzioni che vanno via via alleggerendo la posizione del giovane. Alla fine per Davide Franceschini arriva la condanna a 2 anni e 8 mesi.
LO STUPRO DI GUIDONIA
E’ il 23 gennaio quando Guidonia, un centro a pochi chilometri da Roma, si sveglia con l’assordante orrore della violenza perpetrata ai danni di due fidanzatini. Violentata lei, chiuso nel bagagliaio lui. Si erano appartati in cerca d’amore: hanno trovato l’orrore che ne segnerà per sempre la vita. Si apre la caccia al branco di cittadini dell’est che si conclude dopo 4 giorni, con l’arresto di 4 romeni, autori materiali della violenza, e 2 loro complici che li stavano aiutando ad organizzare la fuga. 
A Guidonia monta la rabbia. Fuori dalla caserma i romeni rischiano il linciaggio. In città parte una sorta di caccia all’uomo, condita di manifestazioni xenofobe e assalti ad esercizi commerciali gestiti da immigrati. Ne fa le spese anche un’inviato delle Iene che fingendosi romeno, viene picchiato e rincorso in quello che era un centro conosciuto prima dello stupro solo per la base aeronautica. Dopo questo 2009 però purtroppo non sarà più così.
STUPRO DELLA CAFFARELLA
Sono le 18 del giorno di San Valentino. Una coppia di adolescenti trascorre il giorno degli innamorati nel parco dell’Appio Latino. Ad un certo punto due romeni li avvicinano. Rapinano lui, lo picchiano e lo rendono innocuo. Poi la violenza sulla ragazzina, una 14enne. Basta un’ora e la notizia fa il giro della città e lo sgomento è generale. Nuova caccia all’uomo. Si cercano un uomo dalle dita mozzate, Il Monco, e un altro con la faccia da pugile. Dopo qualche giorno verranno arrestati Alexandru Loyos e Karol Racz. Nessuno dei due ha le dita mozzate, il secondo, forse, la faccia da pugile. 
Loyos però confessa. Li arrestano. Il biondino però ritratta. E’ polemica. Ecco l’esame del dna: né Loyos né Racz hanno stuprato la 14enne. Tante scuse e i due vengono mandati a casa. Racz prima fa tappa da Vespa per ricevere le pubbliche scuse da parte del sindaco Alemanno. 
Nuova caccia all’uomo e stavolta i due veri colpevoli vengono presi. Si tratta di Ionut Alexandru e Oltean Gavrila. Quest’ultimo, si scoprirà poi, aveva già stuprato una studentessa nel parco del Pigneto. I due vengono processati a novembre. La sentenza è di 11 anni per Gavrila e 6 per Alexandru. 
Per i due fidanzatini una vita segnata per sempre.

Ore 3.32 del 6 aprile. I romani vengono buttati giù dal letto da una scossa di terremoto. E’ forte, molto forte. Ci si precipita per strada, ma in realtà è successo poco o nulla. Le tv sono mute o quasi. I romani tornano a dormire, ma poche ore più tardi svegliandosi e accendendo la tv trovano la tragedia. A L’Aquila il terremoto non solo ha svegliato, ma ha anche ucciso. Prima 50, poi 100, 200, 300. Il conteggio si ferma a 308 vittime. Parte la gara di solidarietà.
Roma è in prima linea. Dalla Capitale partono i soccorsi e in vari punti della città vengono raccolti viveri e beni di prima necessità da mandare in Abruzzo. E’ una vera e propria gara di solidarietà che i romani vivono con partecipazione e anche con un po’ di paura. Lo sciame sismico infatti fa tremare ancora la Capitale, facendo scendere in strada molte persone. Per fortuna però nessun danno, anche se un uomo, per la paura, muore d’infarto a Monteverde
E’ l’anno della crisi economica che per strada ha lasciato molti disoccupati e molte angosce per un futuro tutt’altro che sereno. Tutt’oggi, nonostante i politici dicono che la crisi sia finita, molti lavoratori stanno protestando per non perdere il posto di lavoro. Nel corso dell’anno di proteste ne abbiamo raccontate tante. Vertenze finite a volte bene, molto più spesso in maniera drammatica. Una storia però ci ha colpito. Una piccola storia, di quelle in qualche modo anonime che infatti sui grandi giornali non hanno trovato grande spazio. Un suicidio, il gesto estremo di un uomo come tanti che ogni mattina prendeva la macchina o il motorino per andare a lavorare nella sua azienda, la Ericsson sull’Anagnina. Un uomo con problemi come tanti, con dissidi familiari e mille paure. Da poco c’era anche quella di perdere il posto di lavoro.
Così il 21 maggio, Claudio, 47 anni, decide di lanciarsi dal dodicesimo piano della sua azienda, già famosa in passato negli anni dell’autunno caldo di 40 anni fa. La notizia raggiunge i suoi colleghi ed  in poche ore il nostro sito viene preso d’assalto dai conoscenti di Claudio che raccontano i perché del gesto e quelle che sono le paure di migliaia di lavoratori a cui anche se la crisi forse non ha tolto il lavoro, di sicuro ha portato via un po’ di serenità. 
A Claudio R. questa crisi ha portato via la vita
luca_bianchiniGLI STUPRI SERIALI DI LUCA BIANCHINI
Luca Bianchini è un 33enne contabile che vive a Cinecittà. E’ fidanzato, ha una famiglia con cui è cresciuto al Torrino, quartiere dove è diventato qualcuno grazie alla posizione di coordinatore del locale circolo del Partito Democratico
Luca Bianchini è però anche l’uomo che per 2 mesi getta nel terrore le donne di mezza Roma. Agisce di notte, con un mephisto in testa, raggiungendo le sue vittime nei garage. Accade la prima volta, almeno quella accertata dagli inquirenti, il 5 giugno alla Bufalotta, quando viene stuprata una giornalista nel garage della propria abitazione. Accade poi a Tor Carbone, in via Sommer, il 3 luglio, quando viene violentata un studentessa. E’ psicosi. Altre donne raccontano violenze, tutte analoghe, tutte con la stessa dinamica. Gli inquirenti non hanno dubbi: è uno stupratore seriale. E’ caccia all’uomo. Vengono sentiti tutti, raccolte testimonianze, scandagliati archivi. Fino a che si arriva a lui, a Luca Bianchini che al momento dell’arresto nega: “State prendendo un abbaglio”. Anche oggi nega, dicendosi vittima di un complotto. Nel mezzo però, ad incastrarlo, due esami del Dna che ne hanno, per ora, confermato la colpevolezza.
Si temeva un flop, un buco nell’acqua, un boomerang per le speranze olimpiche di Roma. Tante infatti le difficoltà organizzative, le pezze messe in corso d’opera ad una manifestazione nata male e che sembrava dovesse finire peggio. Invece, nella piscina calata nel centrale del Tennis, viene scritta una delle pagine più belle della storia sportiva italiana. La piscina del Foro Italico si trasforma nella piscina dei record, ben 43 quelli battuti, e dei sogni per l’Italia, con due ragazze, Federica Pellegrini ed Alessia Filippi che riescono a trasformare il pubblico delle piscine in curve infuocate e non solo per il caldo. 
Un successo di pubblico e di organizzazione che fa da trampolino di lancio per la candidatura alle Olimpiadi del 2020 che nel 2010 dovrebbe concrettizzarsi.
INCIDENTE AL PALAZZACCIO
Tanti, purtroppo, sono stati anche quest’anno gli incidenti che hanno fatto piangere tante famiglie a Roma e in provincia. Un incidente drammatico il 6 settembre ha drammaticamente tolto la vita a 2 giovanissime ragazze, ferendo gravemente una loro amica. Salvi i due amici davanti, tra cui un ufficiale di Marina indagato per omicidio colposo in quanto, accerteranno i test, guidava in stato d’ebbrezza. L’incidente è avvenuto nel cuore della città, al Palazzaccio, all’alba di una domenica dopo una serata passata in discoteca. 
Due vite giovanissime spezzate, quelle di Giulia Brignone e Valentina Arru. Due vite con tanti sogni, come tante, troppe che in quest’anno sono state spezzate da incidenti stradali. Uomini e donne che lasciano famiglie, giovani mogli o mariti, figli e tanti piccoli drammi della sofferenza che solo il tempo sarà capace di sanare. In questi mesi abbiamo scoperto, leggendo i commenti sotto freddi racconti di lamiere contorte e precedenze non rispettate, che dietro ad un incidente, ai suoi morti e al sangue lasciato sulle strade, ci sono esistenze distrutte. Parenti, amici, semplici conoscenti, tutti scossi, tutti sofferenti, tutti segnati da tragedie che vorremmo davvero dover raccontare sempre meno di frequente.
IL CASO CUCCHI
E’ il 27 ottobre quando le associazioni Antigone e “A buon diritto” decidono di mettersi al fianco della famiglia Cucchi e di denunciare una morte sospetta in carcere. Tra il 22 e il 23 ottobre Stefano, 31enne geometra di Torpignattara, è morto all’ospedale Pertini in circostanze misteriose. La famiglia vuole chiarezza, è certa o quasi che qualcuno non abbia fatto il proprio dovere e che qualche d’un altro l’abbia fatto sin troppo
Decide così di diffondere le foto, di far vedere come era ridotto il povero Stefano. Ecchimosi al volto, lividi sulla schiena, occhi neri, quasi bruciati. I segni del pestaggio ci sono tutti. Spuntano anche i testimoni. Il pestaggio in effetti ci sarebbe stato e sarebbe avvenuto nelle celle del Tribunale, nel giorno dell’udienza di convalida del fermo per possesso di droga.
L’indagine condotta dai pm Barba e Loy porta a 6 avvisi di garanzia. Indagati 3 agenti e 3 medici del Pertini. Le inchieste amministrative interne smontano il caso e scagionano i colpevoli. La giustizia dei tribunali invece va avanti continua ad indagare e nonostante l’attenzione mediatica si sia affievolita tutti ancora attendono una verità.
LO SCANDALO MARRAZZO E LA MORTE DI BRENDA
E’ il 23 ottobre quando 4 carabinieri della stazione Trionfale vengono arrestati perchè accusati di voler estorcere denaro al Presidente della Regione Lazio Marrazzo minacciandolo con un video compromettente. La notizia in poco tempo si trasforma. La morbosità mediatica si concentra non su quelle “4 mele marce”, ma sul contenuto del video. Si parla di un trans. Marrazzo inizialmente nega tutto. Ma poi il 24 ottobre la verità emerge dai verbali che vengono pubblicati sui giornali
Il Governatore Marrazzo è stato ripreso dai Carabinieri in atteggiamenti intimi con un transessuale. Quel video aveva fruttato alle “4 mele marce” assegni da 20.000 euro, mai però incassati. Marrazzo lo ammette sui verbali. E’ bufera. In poche ore il Governatore, pressato, si autosospende dalla carica. I poteri passano a Montino e per l’ex presentatore di Mi Manda Rai Tre inizia un dramma umano che lo porterà a rinchiudersi in un convento
Nel frattempo la cronaca comincia a parlare brasiliano e a dipingersi degli accessi colori dei transessuali che da anni abitano ed esercitano nella zona della Cassia ma di cui la cronaca si accorge solo perchè viene sfiorato un uomo potente. Brenda, Natalie, China, Barbara, invadono giornali e talk show. 
Ecco perchè quando il 20 novembre Brenda viene trovata morta in via due Ponti lo stupore è generale. Si pensa ad un suicidio, ma in poche ore la magistratura decide di indagare per omicidio preterintenzionale. Iniziano gli speciali, i talk show, i plastici che ricostruiscono la scena del crimine, fino all’improvviso silenzio. Chi ha ucciso Brenda è ancora un mistero. 
Al 2010 e alle sue pagine di cronaca l’obbligo di fornire questa ed altre risposteb
Il 2009 tutto d’un fiato: fatti e misfatti dell’anno che se ne vaultima modifica: 2009-12-31T08:51:00+01:00da michelepositano
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