2010 anno delle riforme… mancate. E Teheran avrà la bomba nucleare

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I politologi Roberto Chiarini e Arduino Paniccia prevedono per Affaritaliani.it le tendenze che segneranno l’anno nuovo, in Italia e nel mondo. Nel nostro Paese, ancora contrapposizioni fra gli schieramenti e all’interno della maggioranza, ma difficilmente ci sarà uno scioglimento delle Camere. A livello internazionale, Ahmadinejad coronerà il sogno dell’atomica. E tutti glielo lasceranno fare

Con il nuovo anno, torna il momento degli oroscopi e delle previsioni. Affaritaliani.it prova a indovinare le linee di tendenza della politica nel 2010, affidandosi non agli astrologi ma a due politologi illustri: Roberto Chiarini per lo scenario italiano e Arduino Paniccia per quello internazionale.

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Silvio Berlusconi

Sperando che non riservi episodi drammatici come l’aggressione a Silvio Berlusconi dello scorso 13 dicembre, anche il 2010 sarà un anno inquieto per la politica italiana; probabilmente senza fratture definitive, ma sempre percorso da un clima di contrapposizione. Questa la previsione di Roberto Chiarini, docente di Storia contemporanea all’Università di Milano. “La conflittualità è endemica – osserva Chiarini -. Prima era dovuta alle “chiese ideologiche”; oggi, al fatto che in Italia non si è mai sedimentata l’idea di una democrazia dell’alternanza”. Sotto sotto, insomma, “molti pensano che l’antagonista sia comunque un nemico”.

Secondo alcuni, l’anno che verrà potrebbe essere quello delle riforme condivise. Ma lo storico lombardo è scettico: “Può darsi che si imbastisca un qualche discorso, perché conviene un po’ a tutti, ma mi sembra difficile immaginare una stagione di riforme che sia davvero fondativa e costituente“. E la ragione è semplice: “Per stringere uno stabile patto di armistizio, è necessario che i due schieramenti abbiano ciascuno una leadership indiscussa”. E invece così non è, secondo lo studioso; né da una parte, né dall’altra.

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Pierluigi Bersani

“A sinistra, nonostante tutta la buona volontà di Bersani, il Partito Democratico è tenuto sotto schiaffo da Di Pietro, che trova ascolto anche in una porzione consistente dell’elettorato del Pd… Ma sul versante opposto nemmeno Berlusconi è più il leader indiscusso che era prima”. A tenere sotto torchio il Cavaliere sono la Lega Nord da una parte e Gianfranco Fini dall’altra. E così sarà per tutto il 2010, secondo Chiarini, soprattutto per quanto riguarda il rapporto fra premier e presidente della Camera. “Fini ha scelto per sé un ruolo di pungolo all’interno del Popolo delle Libertà e non può tornare indietro senza perdere completamente la faccia. Se poi resterà nel Pdl o se ne andrà, dipende da come evolverà la situazione nel momento in cui Berlusconi uscirà dalla scena politica e ci sarà una ricollocazione generale nel Centrodestra. Magari con lo stesso Fini alla guida di una forza di centro o di una destra liberale. Prima di allora, non disponendo di “truppe” proprie, Fini non ha nessuna convenienza ad uscire dal Pdl”.

Il 2010 sarà anche l’anno delle elezioni regionali. Consultazioni che in Italia hanno sempre avuto ripercussioni nazionali. “Certo, sono elezioni importanti – concorda il professore -. Ma più che per il loro risultato, per il clima che le precederà e che non faciliterà certo il dialogo”. Non solo. Le Regionali alle porte avranno un’altra conseguenza: “In quella fase Berlusconi non potrà più minacciare la richiesta di scioglimento delle Camere. A febbraio si ritroverà così un’arma spuntata e un ulteriore elemento di debolezza”. Niente elezioni anticipate, dunque, nel 2010? Nemmeno se le Regionali dovessero riservare qualche sorpresa? Chiarini pensa proprio di no. “Potrebbe avvenire solo qualora il Popolo della Libertà riportasse un risultato assai negativo, perché in tal caso Berlusconi non riuscirebbe più ad alzare la voce con la Lega e con Fini. Se non ci sarà una caduta del Pdl, anche un’affermazione della Lega o un calo del Pd modificherebbero poco il quadro… Così come cambierà poco un prevedibile buon risultato di Di Pietro”.

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Barack Obama

Se per Silvio Berlusconi il 2010 rischia di essere un anno complicato, la stessa cosa potrebbe avvenire sul piano internazionale ad un altro protagonista della politica: il presidente degli Stati Uniti e Premio Nobel, Barack Obama. Secondo Arduino Paniccia, esperto di strategia e curatore della rubrica “Globalist” su Affaritaliani.it, l’ex senatore democratico ha fatto finora le scelte giuste, almeno riguado all’Afghanistan, annunciando l’invio di altri trentamila soldati. “La risposta di Obama – afferma lo studioso – era l’unica alternativa all’abbandono e alla conseguente destabilizzazione di un’area già fra le più instabili del pianeta”. Secondo Paniccia, nel 2010 potrebbe finalmente giungere qualche buona notizia dalle parti di Kabul. Purché gli americani non vengano lasciati soli. “Ora anche gli europei devono fare in modo che questo sforzo non venga vanificato. Bisogna agire sia sul ‘surge’, cioè sull’aumento delle truppe, sia dal punto di vista economico. Con questo mix forse si potranno ottenere quei risultati raggiunti pur tra molte difficoltà in Iraq”.

Altro fronte caldissimo è quello iraniano. Paniccia lancia una previsione-choc. “L’Iran si doterà della bomba atomica, non ho dubbi”. E il mondo lascerà che Ahmadinejad raggiunga il suo scopo? “Sì, alla fine il mondo glielo lascerà fare“. E aggiunge: “Dovrebbe esserci un cambiamento radicale nella politica di Obama perché si passi in qualche modo all’opzione militare… Del resto, la teoria della dissuasione ci dice che chi si dota dell’arma nucleare lo fa soprattutto per difendersi e non per attaccare”.

Con l’anno nuovo si spera come al solito in una qualche pacificazione fra Israele e Palestina. “Lì potrà esserci forse qualche miglioramento – è la previsione dell’esperto -, ma non dipenderà più dagli americani che ormai hanno abbandonato la partita”. Un match che invece Obama non potrà trascurare è quello con la Corea del Nord. “Lì dipende tutto dalla Cina, che è l’unica a poter influenzare Pyongyang”. Insomma: “Per costringere la Corea del Nord a una trattativa definitiva, Washington dovrà passerà da Pechino”.

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Vladimir Putin

Tutte sfide non facili. Non per nulla, Obama ha già fatto capire di aspettarsi in altre aree – come il Mediterraneo, la già citata Palestina, l’Africa, il Mar Nero – un maggior impegno dell’Europa. Ma ce la farà il Vecchio Continente, nel 2010, a uscire dall’impasse in cui da sempre si trova? La firma di Globalist è assai scettica: “I capi europei – rileva – sono impegnati ciascuno per la sopravvivenza del proprio paese”. In queste condizioni, difficile trovare una voce comune e soprattutto inaugurare quel cambio di strategia che secondo Paniccia è necessario: ovvero, un accordo forte con la Russia. Anche nel 2010, i due giganti continentali “resteranno in un mero rapporto di cliente e fornitore di risorse energetiche”. Anche perché Mosca “non vuole essere vincolata a un’Europa che le chiede di fare cose per lei impossibili: vedi la questione dei diritti umani”. E così pure nell’anno nuovo l’Europa sarà bocciata nella sua politica estera e in particolare nei suoi rapporti col Cremlino? Sì, risponde Paniccia, ma con una sola eccezione: “Il governo italiano: il nostro Paese è quello che ha con la Russia i rapporti migliori”.

2010 anno delle riforme… mancate. E Teheran avrà la bomba nucleareultima modifica: 2009-12-31T11:30:00+01:00da michelepositano
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