http://ilblogdimikidelucia.myblog.it Ore decisive per rilancio Fiat, a rischio le tute blu di Pomigliano

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POMIGLIANO D´ARCO (NAPOLI) – Sergio Marchionne ha scritto i suoi numeri in un dossier che domani presenterà al ministro Scajola. Sono i numeri della Fiat, o meglio quelli che giustificano un piano di rilancio basato sul rapporto produttività e organico nei cinque stabilimenti più importanti dello Stivale. Gli stessi numeri saranno consegnati a Berlusconi nel summit in programma quasi alla vigilia di Natale tra governo, azienda e sindacati.

Rapporto operai produzione. Oramai la strada è tracciata, e non si può tornare indietro. Il Lingotto si adeguerà ad una legge di mercato che non varrà solo per il settore automobilistico, dicono in molti. “La produttività negli stabilimenti Fiat in Italia è totalmente sproporzionata rispetto al numero degli operai in organico”. Tradotto: “La Fiat non può mantenere l´intera struttura, non può garantire di salvare tutto e tutti”.

La concorrenza straniera. In Italia si producono 645mila auto ogni anno con 22mila dipendenti a lavoro, in Polonia, lo stesso numero di vetture viene prodotto da 6mila dipendenti. Quasi un quarto di quelli nei capannoni Fiat italiani. In Brasile, 700mila vetture vengono prodotte da una forza lavoro sotto le 9mila unità. Questo significa due cose. O in Italia si aumenta la produzione, ma non sarebbe logico visto il livello della domanda del mercato, oppure si trancia l´organico.

L´appello al governo “Non può essere la Fiat a farsi carico di tutto”, dice Sergio Marchionne, rivolgendosi al Governo. E´ ovvio che dietro ai numeri ci sono famiglie, storie, sacrifici, vite da tutelare, è vero anche che Polonia e Brasile sono realtà dove esistono turni di lavoro da terzo mondo, ma è vero anche, dice Marchionne “che il mondo è cambiato, e che bisogna starci dietro per non restare tagliati fuori”.

Il caso di Termini Imerese. In ogni caso, ogni soluzione, a questo punto pare non poter salvare lo stabilimento di Termini Imerese in Sicilia. “Ogni auto prodotta lì costa in media mille euro in più di qualsiasi altra prodotta altrove”, sostiene Marchionne. E questa è anche una sentenza.

Torna nella bufera Pomigliano d´Arco. Nel braccio di ferro tra Fiat e Marchionne ci sono in ballo gli incentivi statali, ma il Lingotto annuncia: “Noi ci adegueremo alle scelte del governo”, che significa tagli senza finanziamenti. Dismissioni e chiusura degli stabilimenti. Se non ci saranno gli incentivi, infatti, si prevede un calo sul mercato di 2,1milioni di auto in un anno, il che costringerebbe Fiat a ridurre la produzione. Qualcosa che suona come una condanna non solo per Termini Imerese ma anche per Pomigliano d´Arco

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http://ilblogdimikidelucia.myblog.it Ore decisive per rilancio Fiat, a rischio le tute blu di Pomiglianoultima modifica: 2009-12-01T08:53:00+01:00da michelepositano
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