http://ilblogdimikidelucia.myblog.it “Bordelli comunali per abbassare le tasse”. La proposta di un sindaco torinese

 

prostitute

Un bordello per pagare le tasse comunali. Acqua e raccolta rifiuti in primis. L’idea originale arriva da Diego Maria Bili, provocatorio vicesindaco di Lombardore, paesino in provincia di Torino che conta mille e 500 abitanti. Per ottenere un risparmio di un centinaio di euro all’anno alle famiglie del suo paese basterebbe creare in paese una casa chiusa con una decina di ragazze “professioniste, serie, capaci di farsi conoscere e apprezzare per le loro doti in camera da letto”. Una casa di tolleranza di proprietà del Comune insomma. E c’è di più. Bili vorrebber che la proposta arrivasse in Parlamento e che, in barba alla legge Merlin vecchia ormai di 50anni, si istituissero le case chiuse anche in Italia. A partire proprio dal suo paese dove lo stravagante vicesindaco le vuole gestite direttamente dall’amministrazione che decide e sceglie anche il «personale». Tanto che il posto per farla sorgere è anche già stato individuato. 

Una casa chiusa a tutti gli effetti quindi. Affaritaliani ha intervistato il vicesindaco Bili, ideatore di questa provocazione contro lo Stato per capire cosa lo ha spinto verso questa decisione.

“Sono dieci anni che stiamo combattendo la prostituzione sulla strada. L’anno scorso grazie alla legge Maroni, con pacchetto che ha fatto per i sindaci dove potevano essere più autonomi abbiamo fatto un ordinanza. Su questa abbiamo messod elle multe di 400 euro sia per le prostitute sia per chi le adescava. Il risultato è stato ottimo. La prostituzione è praticamente scomparsa dalle nostre vie. Prendendo spunto da questo e visto che gli altri sindaci non hanno fatto nulla abbiamo pensato di lanciare questa provocazione per eliminare le prostitute dalle strade. Così è nata l’idea di fare  delle case chiuse comunali. Così da sanare i debiti dei comuni che hanno l’acqua alla gola e riempire le tasche dei cittadini  in difficoltà dopo la crisi”

E che la provocazione non sia uno scherzo lo si capisce dall’enfasi del vicesindaco e da quell’ordinanza comunale che lui stesso aveva firmato un anno fa, quando era sindaco, e che vieta la prostituzione a Lombardore. Pena: una multa di 400 euro al cliente colto in flagrante e una altrettanto salata alla prostitute. In 12 mesi sono state elevate più di 40 contravvenzioni. In 12 mesi sono state elevate più di 40 contravvenzioni. Gli automobilisti le hanno pagate tutte; le prostitute no, ma sono quasi sparite. Quelle che resistono si vestono come educande e la “strada dell’amore”, la provinciale che unisce Lombardore a Volpiano, alle sette di sera è quasi deserta

“Il nostro obbiettivo è che si faccia qualcosa contro la prostituzione nelle strade e che da Roma qualcuno si svegli per far si che la legge Merlin venga modificata. Sono certo che la nostra proposta verrà portata a Roma. Anche perchè la legge Carfagna, proprio contro le prostitute, è sparita nei meandri del parlamento”

Ma dove verrà creata la casa chiusa? Anche a questo c’è una risposta. “Abbiamo già un luogo dove farla: un capannone pubblico, un ex edificio industriale alla periferia del paese. Lo facciamo diventare un posto carino e discreto, dove può andare chiunque, purché maggiorenne. E così restituiamo decoro alle nostre strade che invece adesso sono luoghi di incidenti evitati per miracolo e piene di tappeti di preservativi”.

“Io penso che sono sicuro che la proposta è valida. La prostituzione c’è, non ci si deve nascondere dietro un dito. Esiste. Ci sono prostitute a tutte le ore della giornata, quando i bimbi vanno a scuola, quando la gente lavora. Bisogna trovare una soluzione. Nessuno ne parla perchè in Italia siamo un paese di bigotti. ma tutti vorrebbero le case chiuse

Che cosa ne penserebbero le prostitute?
“Si sentirebbero sicuramente più protette e pulite. Avrebbero un lavoro dignitoso, dove pagherebbero le loro tasse dove avrebbero diritti e doveri”.

Ma a cosa servirebbero i soldi guadagnati nel bordello?
“Ad abbassare le tasse ai nostri cittadini. Noi vogliamo risanare questo tipo di attività. Se ci fosse una casa chiusa gli introiti verrebbero spesi per alleviare il peso delle tasse. E’ giusto che questo denaro che è sporco, che alimenta traffici illeciti di droga, armi e altro venga utilizzato per cose giuste. I miei cittadini sarebbero ben contenti di avere un bordello sotto casa. Ma dovranno aspettare: questa è solo una proposta. Il sindaco getta acqua sul fuoco della polemica: “Un comune piccolo come il nostro per sollecitare il Governo o far riflettere l’opinione pubblica può solo fare provocazioni pesanti”.

Di Floriana Rullo 


affaritaliani.it

http://ilblogdimikidelucia.myblog.it “Bordelli comunali per abbassare le tasse”. La proposta di un sindaco torineseultima modifica: 2009-11-26T09:38:56+01:00da michelepositano
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