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MARRAZZO VIGNETTA


La trans Natalia

 

Non meraviglia più di tanto la decisione dell’arcivescovo di Firenze, monsignor Betori, di sospendere don Santoro, il prete che ha celebrato le nozze tra un uomo di 58 anni e una donna di 64 anni, che però oltre 30 anni fa, prima dell’operazione chirurgica, era un uomo. La chiesa non perdona l’omosessualità, figuriamoci chi cambia sesso.

Ma sui transessuali non è solo la chiesa ma l’intera società ad avere ancora tabù. Mentre ormai è abbastanza diffusa la tolleranza verso gay e lesbiche, il cambio di sesso rappresenta ancora un antro oscuro che incuriosisce morbosamente (vedi il giallo del trans al Grande Fratello), ma fa anche orrore e paura. Chi decide di varcare fisicamente la soglia di genere, di violare la decisione di Zeus che – secondo il mito raccontato nel Simposio di Platone – tagliò in due l’androgino separando nettamente il maschio dalla femmina, sembra violare un confine che la stragrande maggioranza degli italiani ritiene inviolabile. La chiamano transfobia.

È questo il motivo per cui c’è meno indulgenza per Marrazzo sorpreso con un trans che per Berlusconi in compagnia di escort. La scappatella con donne del maschio italiano è parte del nostro immaginario da sempre, non lo è invece l’uomo che frequenta trans. La mia opinione (che so più che minoritaria) è che le due vicende (ad eccezione del ricatto) siano simili, accomunate dal principio per cui “sono affari loro”. Ma non è così per tutti, e questo spiega la poca indulgenza verso chi “mescola i sogni con gli ormoni” ricorrendo a “bisturi per seni e fianchi finché il mio corpo mi rassomigli” come il trans Fernandinho della bella canzone “Princesa” di De Andrè.

affaritaliani.it

DAL MIO BLOG http://ilblogdimikidelucia.myblog.it Trans tuo, vita meaultima modifica: 2009-10-28T09:04:51+01:00da michelepositano
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