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“Window in the sky”, una finestra nel cielo, cantano gli U2 nella colonna sonora scelta per aprire il confronto a tre tra i candidati alla segreteria del partito democratico. Il faccia a faccia si scalda subito sul valore del voto alle primarie

Window in the sky”, una finestra nel cielo, cantano gli U2 nella colonna sonora scelta per aprire il confronto a tre tra i candidati alla segreteria del partito democratico. Il faccia a faccia si scalda subito sul valore del voto alle primarie. Da una parte Franceschini e Bersani pronti al lodo Marini-Scalfari, dall’altra Marino che chiede il rispetto alla lettera delle regole e, quindi, la conferma del ballottaggio in caso nessuno raggiunga il 50%. Per Pierluigi Bersani saranno i cittadini a scegliere già domenica: “Le primarie sono un’esperienza preziosa che si collega al lavoro degli iscritti. I cittadini decideranno, perché ci sia l’affermazione di uno di noi in prima battuta”.

Dario Franceschini ha assicurato che se sarà eletto segretario non toglierà “mai ai cittadini il diritto di scegliere il segretario”. Marino conferma la sua richiesta di ballottaggio: “Le regole non si cambiano in corsa“. Diversi anche gli accenti sull’attualità politica. “Se sarò rieletto segretario mi impegno a fare una opposizione più ferma e intransigente e mi metterò di traverso con tutte le mie forze per evitare una nuova nuova stagione di inciuci, sorrisi e pacche sulle spalle”, ha detto Franceschini: non si può fare accordi con chi “calpesta le regole, il Parlamento, gli organi di garanzia”.

Per Bersani: “Il più grande anti-berlusconiano è chi lo manda a casa” e per farlo serve “una grande alleanza”. Marino insiste sulla laicità: “Se non credi nell’uguaglianza delle persone non puoi stare nel Pd e perché quelli che non si sentono laici dentro il cuore a questo giro non li lasciamo a casa? La Binetti doveva essere lasciata a casa due anni fa” quando creò problemi con il suo voto sulla sopravvivenza del governo Prodi.

IL FUTURO DEL PD. No al un “centrosinistra con il trattino”, si’ a “riaprire il cantiere dell’Ulivo”. Bersani spiega qual è il futuro che vede per il partito. Dunque per Bersani bisogna “riaprire il cantiere dell’Ulivo, dialogando con le formazioni civiche e ambientaliste”, ma anche pensare “a un progetto di alleanza con le forze fuori dal parlamento”, tolta Rifondazione con cui su questo c’e’ convergenza. Dunque dialogo con “tutti”, partendo dal tema della legge elettorale “che deve consentire la scelta degli eletti” insieme a un meccanismo che garantisca la stabilita’ della maggioranza nella legislatura.

No grazie alle alleanze che ‘fregano’ gli italiani. Dario Franceschini spiega qual è il tipo di futuro che vede per il Pd e afferma che si devono “preservare bipolarismo e alternanza”, evitando di tornare al passato con un modello elettorale tedesco. “Aiutare la nascita di un centro con cui poi allearsi, che poi dopo la fine del berlusconismo va a destra, significa restare all’opposizione per 30 anni – ha detto Franceschini – non si puo’ più fregare gli italiani: alleanze sì, senza ricomporre tutti quelli che ci stanno. Al modello ‘da Diliberto a Mastella’ dico no grazie”.

Bersani Franceschini
Franceschini-Bersani

No all’alleanza con l’Udc “per avere un assessore in piu'”, soprattutto se quel partito vota contro la legge sull’omofobia. Sì invece ad una “alleanza” con l’Idv, partner “naturale” nonostante i toni a volte esagerati. Questa l’idea di Ignazio Marino per il futuro del Pd, che comunque intanto deve “riportare a casa quei quattro milioni di voti persi per strada”.

PENSIONI. Un “patto tra generazioni” come chiede Dario Franceschini, pronto ad innalzare l’età pensionabile per favorire i giovani, o una verifica dei due pilastri del sistema pensionistico come chiede Pier Luigi Bersani. I tre candidati alla guida del Pd si dicono all’unisono d’accordo con l’ipotesi di innalzare l’eta’ pensionabile, come sollecitato due giorni fa dal governatore di Bankitalia Mario Draghi. Ma sulle ricette si dividono, cosi’ come sono in parte distanti i sindacati cui guardano le diverse anime del Pd. Dario Franceschini propone un “patto tra generazioni” in cui si chieda “ai genitori di lavorare qualche anno in piu’ in favore dei figli”. Mentre Pier Luigi Bersani non esclude la possibilita’ di innalzare l’eta’ pensionabile, ma chiede di verificare “se i pilastri, contributivo e integrativo, su cui e’ fondato il sistema pensionistico sono in condizioni di reggere per dare una pensione decente ai giovani” nel 2020. E Ignazio Marino chiede di “rivedere l’eta’ pensionabile perche’ la vita media e’ aumentata”, ma con determinate garanzie per i lavori usuranti, le donne, i precari e i giovani.

SCONTRO SULLA BINETTI. “Ci sono in tanti, tra i sostenitori di Franceschini, che voterebbero come la Binetti. Devo fare i nomi? Dorina Bianchi, Beppe Fioroni… E’ facile parlare di laicità, ma poi bisogna metterla in pratica”. Ignazio Marino non molla il tema del voto sull’omofobia e attacca l’attuale segretario del Pd. Pronta la replica di Dario Franceschini: “Vuoi dire che se tu diventerai segretario nel partito non ci sarà spazio per chi non la pensa come te?”. Ma Marino insiste: “Tu sei vittima delle correnti” e Franceschini controreplica a distanza: “non ho mai convocato un caminetto di vecchi capi”.

E SU BASSOLINO… “Non avrei mai messo Bassolino capolista alle primarie“. Dario Franceschini attacca Pier Luigi Bersani, parla di rinnovamento della classe dirigente e ricorda tutti i volti giovani incontrati nel suo giro per l’Italia. L’attuale segretario del Pd, durante il confronto tra candidati, parla della sua idea di partito e afferma che “non si puo’ tornare indietro” dalla strada tracciata dal Pd in questi primi anni di vita. Immediata la replica di Bersani su Bassolino: “Lasciamo perdere questioni personali, perche’ c’erano persone che quando sostenevano il segretario andavano bene. Io per primo sono andato in Campania e ho detto ‘rinnovamento’ e lo stesso ha detto Bassolino. Dobbiamo fare dei passi avanti, ci sono le condizioni per farlo”.

GAY. Sì alle adozioni da parte dei single per Ignazio Marino, no alle adozioni da parte dei gay per Dario Franceschini. Due questioni non assimilabili, ma che agitano le coscienze nel Pd vengono così risolti nel corso del dibattito tra i candidati alla guida del Pd. Ignazio Marino apre su due temi eticamente sensibili: “Sono per l’adozione anche per i single ma con regole chiare. E sono anche per ridiscutere il tema della depenalizzazione delle droghe”. E Dario Franceschini, che sul biotestamento ricorda la posizione ufficiale del Pd, si mostra invece cauto su un tema assai dibattuto in passato: “Sono contrario alle adozioni da parte delle coppie omosessuali

testo e foto tratte da affaritaliani.it

DAL MIO BLOG http://ilblogdimikidelucia.myblog.it Pd/ Bersani fa il prodiano, Franceschini il veltronianoultima modifica: 2009-10-17T09:18:22+02:00da michelepositano
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