Dopo tre trimestri di flessione, per gli ultimi

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de nardis

“Dopo tre trimestri di flessione, per gli ultimi tre mesi del 2009 prevediamo un andamento sostanzialmente piatto”. Le previsioni di Federico de Nardis, amministratore delegato di MC2

Dove sta andando l’advertising? Qual è il futuro dei giornali? Che cosa piace al pubblico del web e, di conseguenza, in quali direzioni si muovono gli investimenti pubblicitari online? Sono le domande a cui risponde la grande inchiesta di Affaritaliani.it sul mondo della pubblicità iniziata prima dell’estate. Che ora prosegue con l’intervista a Federico de Nardis, amministratore delegato di MC2, che sta per Media Center al quadrato perché i soci sono due, Fiat e WPP.

Che ad Affari osserva: “Dopo tre trimestri di flessione, per gli ultimi tre mesi del 2009 prevediamo un andamento sostanzialmente piatto. Confrontandosi con l’ultimo quarter del 2008 già in pesante flessione, riteniamo che gli investimenti del 2009 possano pareggiare quelli del 2008. A parte queste considerazioni puramente numeriche, si vede qualche segnale se non ancora di ripresa, almeno di recuperata vitalità del mercato. Ci sono diverse gare in corso, sia a livello italiano che internazionale, e diversi nuovi progetti da parte di clienti che sono stati silenziosi nella prima parte dell’anno. “

Attilio Redivo, chief executive officer di MediaCom Italia, non ha dubbi: “Le nuove frontiere dell’advertising online sono videocomunicazione e social media”. È d’accordo?
“Sono d’accordo: la videocomunicazione, ovvero la spettacolarizzazione dei contenuti per superare i limiti dei formati attuali, è sicuramente l’area di maggior interesse e investimento. Non solo sul web, ma su tutti gli schermi disponibili: PC, Mobile, Out Of Home e ovviamente TV. L’approccio ai Social media impone però un atteggiamento nuovo e diverso, dove le modalità di comunicazione tradizionale possono essere un’eccezione ma non la regola”.

In che direzione sta andando la comunicazione online?
“Vedo più correnti allo stesso momento e credo sia un bene. Di fatto le aziende interpretano la loro presenza e le loro attività in funzione dell’esperienza acquisita e ci sono ancora divari molto ampi tra azienda e azienda. Le aziende evolute, come per esempio i brand di Fiat Group Automobiles per cui lavoriamo (Fiat, Alfaromeo, Lancia ma anche Abarth e Fiat Professional), perseguono una strategia dove Online e Mobile sono integrati rispetto agli altri media. Molte altre imprese hanno ancora un atteggiamento guardingo, come se qualcuno dovesse ancora dimostrare loro che l’online è utile. Non capiscono che rischiano di alienarsi l’interesse di buona parte del mercato”.

La videocomunicazione è la strada più facile per le aziende per approcciarsi al web?
“Apparentemente si, ma il primo problema si presenta quando andiamo ad analizzare i dati. Che cosa vogliamo ottenere? Views? Oppure vogliamo mandare gli utenti sul sito dell’azienda con un click? Stiamo facendo branding o vogliamo convertire l’interesse in un’azione? Bisogna aiutare le aziende a definire strategie chiare, obiettivi definiti e poi misurare tutto”.

Vittorio Bonori, amministratore delegato di ZenithOptimedia Group, sui social media dice: “Sono comete che bisogna sapere sfruttare prima che muoiano”. Lei cosa ne pensa?
“Penso che sia l’atteggiamento sbagliato per approcciarsi ai social media. Ciò che è rilevante a mio parere è che hanno già influenzato in modo profondo le modalità di comunicazione tra gli utenti. Ora sta a noi operatori della comunicazione trovare la formula giusta, cliente per cliente, per operare all’interno dei social media e catturare l’attenzione e l’interesse di chi ha voglia di dialogare con noi. Però di pubblicità in senso stretto sui social media non se ne sente il bisogno”.

Come si può rendere vincente la pubblicità sui social media?
“Ascolto, molta umiltà e disponibilità al dialogo. Non ci sono ricette buone per tutti. Ogni brand ha la sua storia”.

Andiamo oltre. Il futuro dell’informazione digitale sarà free o pay?
“Sarà sicuramente in massima parte free e in minima parte pay. Il free su Internet non è limitabile in alcun modo. Io sono convinto che non sia solo dovuto all’atteggiamento degli utenti ma anche ai limiti tecnologici e alla scomodità dei micropagamenti online. Sono convinto che la piattaforma mobile, grazie a nuove e più flessibili forme di micropagamento, sarà un forte alleato degli editori che hanno contenuti premium”.

Il mondo digitale sarà un’opportunità in futuro per la carta stampata?
“Direi che lo è già, se andiamo a vedere l’allargamento del bacino di utenza di quasi tutte le testate più importanti grazie all’online: Corriere, Repubblica, La Stampa, Gazzetta… Certamente dipenderà non solo dall’atteggiamento delle Concessionarie ma anche e specialmente dall’atteggiamento dei giornalisti e degli editori”.

affaritaliani.it

Dopo tre trimestri di flessione, per gli ultimiultima modifica: 2009-10-16T11:25:05+02:00da michelepositano
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