La maledizione continua

este_12234323_53150.jpgUn’altra morte sospetta, dopo Beatrice, Ferrante, Longoni, Saltutti, Sforzi, di un giocatore viola degli anni settanta. Processo in corso, indagato anche Mazzone
di GIUSEPPE CALABRESE

FIRENZE – La maledizione della Fiorentina continua. Al lungo elenco di morti sospette, su cui ha indagato anche la magistratura, si è aggiunta quella di Massimo Mattolini, 56 anni, portiere della Fiorentina dal ’74 al ’77, deceduto lunedì sera.

Nato a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, nel ’90 aveva scoperto di essere affetto da un’insufficienza renale e nel 2000 aveva subito un trapianto di reni. Più di una volta Mattolini aveva collegato i suoi problemi di salute ai farmaci che prendeva da calciatore, tanto che il suo nome era finito nell’inchiesta fiorentina coordinata dal pm Luigi Bocciolini, che nel giugno 2008 aveva chiuso le indagini sulla morte di Bruno Beatrice, deceduto per leucemia nel 1987, contestando il reato di omicidio preterintenzionale all’ex allenatore viola Carletto Mazzone, al professor Bruno Calandriello, celebre ortopedico e al dottor Bruno Berzi, che dirigeva l’ospedale di Camerata. Qui fra il gennaio e il maggio 1976 Beatrice fu sottoposto a un ciclo quasi giornaliero di raggi Roengten che gli erano stati prescritti per la cura della pubalgia. Secondo i consulenti del pm era da ritenersi accertato il collegamento fra l’irradiazione dei raggi x e l’insorgenza della malattia che ha ucciso Beatrice. Al contrario i consulenti della procura ritennero che non era possibile stabilire un collegamento diretto tra la somministrazione di farmaci come il Micoren (un cardiotonico) e il Cortex (aumenta la massa muscolare), che venivano regolarmente assunti dai calciatori viola negli anni Settanta, e le morti premature di alcuni di loro (per questo reato fu formulata l’ipotesi di omicidio colposo), come Nello Saltutti, stroncato da infarto il 27 settembre 2003 all’età di 56 anni; Ugo Ferrante, ucciso da un tumore alle tonsille il 24 novembre 2004 a 59 anni; Giuseppe Longoni, morto il 22 marzo 2006, all’età di 63 anni, per gli esiti di una vasculopatia che dal ’97 lo aveva costretto su una sedia a rotelle.


A questa lista si era aggiunta anche la morte di Mario Sforzi, ex giocatore delle squadre giovanili della Fiorentina. Non solo, sempre nell’ambito della stessa inchiesta, la procura ipotizzò anche l’accusa di lesioni colpose ai danni di altri due giocatori della Fiorentina: Mimmo Caso, colpito nel ’95 da un tumore al fegato dal quale è guarito e Giancarlo Antognoni, colpito da una crisi cardiaca nel novembre 2004 mentre giocava a calcio in Svizzera. Fu invece escluso dalle indagini il caso di Giancarlo De Sisti, colpito nel 1984 da un ascesso frontale al cervello, da cui si è salvato. È stato appurato, infatti, che l’ascesso era stato provocato da un’infezione.

L’inchiesta per la morte di Beatrice è stata archiviata all’inizio dell’anno per prescrizione di tutti gli indagati, ma la moglie e i figli dell’ex calciatore viola hanno citato in giudizio Carletto Mazzone e i medici Calandriello e Berzi per ottenere un risarcimento danni. Inoltre, proprio pochi giorni fa, la procura ha chiesto l’archiviazione anche per il resto dell’indagine poiché non è possibile dimostrare un rapporto di causa-effetto tra i farmaci assunti e le patologie accusate dai calciatori.

La maledizione continuaultima modifica: 2009-10-14T08:06:42+02:00da michelepositano
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