Trompe-l’œil, tra realtà e simulazione. Quando l’opera d’arte è illusione ottica

Una figura che fugge da una cornice, immaginarie finestre su vedute urbane, piani di tavolo che invitano ad afferrare oggetti. Per la prima volta in Italia una mostra racconta l’intrigante e spettacolare storia del trompe-l’œil, ovvero l’inganno ottico: “Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l’œil dall’antichità al contemporaneo” a Palazzo Strozzi a Firenze. Esposte 150 opere di pittura e scultura provenienti da diversi musei e collezioni

Per la prima volta in Italia una mostra racconta l’intrigante e spettacolare storia del trompe-l’œil, ovvero l’inganno ottico, l’eterna sfida tra la realtà e la sua simulazione, non solo nell’ambito della pittura ma nella trasversalità che ha caratterizzato la sua diffusione nel percorso dell’arte europea, influenzando anche l’arredamento, la moda, il design e la cucina. Dal 16 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 si svolgerà a Palazzo Strozzi a Firenze “Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l’œil dall’antichità al contemporaneo.”

Una mostra che ripercorre l’affascinante vicenda del trompe-l’œil, cioè l’arte di rappresentare come vero ciò che vero non è in un percorso espositivo che esce da tutti i canoni come il ragazzo nel quadro simbolo della rassegna: una figura che fugge da una cornice per esplorare nuovi modi di sperimentare la realtà. Immaginarie finestre su vedute urbane, piani di tavolo che invitano ad afferrare oggetti ingannevolmente prensili, vasellami, abiti, scarpe, bottoni, travestiti in forme di animali e vegetali, sculture policrome che “danno vita” a cloni sottilmente inquietanti: attraverso 150 opere di pittura, scultura e arti applicate provenienti da diversi musei e collezioni, lo spettatore avrà la possibilità di scoprire anche gli aspetti neuroscientifici che stanno dietro le opere d’arte che hanno come tema l’illusione.

Un percorso tra arte e scienza che coinvolge tutti i cinque sensi e conduce il visitatore in un mondo parallelo di inganni non solo visivi ma anche olfattivi, tattili, uditivi, gustativi, con un senso di gioco, spesso ironico, che ci riporta al significato profondo dell’illusione messa in scena dall’artista. L’idea è quella di far scoprire in prima persona allo spettatore i modi in cui il cervello umano può essere ingannato e il piacere che si prova a essere coinvolti in questo. Contemplando i capolavori di grandi maestri come Tiziano, Velæzquez e Mantegna, Tiepolo, Tintoretto, Turrell, Pistoletto si potrà allo stesso modo gustare, toccare, udire, annusare in un viaggio sensoriale che rappresenta una continua sfida alla nostra percezione. Il tema del trompe-l’œil è ripreso anche nell’allestimento ideato dall’architetto fiorentino Luigi Cupellini: attraversando gli spazi della mostra, porte-cornici, falsi pavimenti, creano volutamente un senso di disorientamento che fa vivere un’ esperienza unica.


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Trompe-l’œil, tra realtà e simulazione. Quando l’opera d’arte è illusione otticaultima modifica: 2009-10-07T12:22:25+02:00da michelepositano
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