L’arte contemporanea scopre i paesaggi delle città

A Matera apre la mostra “Visioni contemporanee del paesaggio urbano”, a cura di Massimo Guastella. Protagonista la percezione del patrimonio urbano da parte di alcuni tra gli artisti più significativi dall’inizio del ‘900 a oggi, tra cui Tullio Pericoli. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Italia Nostra e Opera Arte e Arti. Il curatore Guastella sceglie Affaritaliani.it per anticipare i temi: “Con questa mostra Italia Nostra si apre all’arte contemporanea. Non più solo salvaguardia del passato quindi, ma anche del presente spesso trascurato”

Parte da Matera (3 ottobre – 15 novembre 2009) la mostra “Visioni contemporanee del paesaggio urbano”, a cura di Massimo Guastella, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Italia Nostra e Opera Arte e Arti. L’intento è sottolineare, mediante la sollecitazione dei sensi visivi, da un lato le emozioni che oggi genera l’incontro con la città e nella città con le sue simbologie; dall’altro il dibattito che alimenta la qualità estetica urbana, tra presente e futuro, a cui le intuizioni artistiche possono contribuire per riflettere sugli spazi del vivere urbano, sui luoghi da re-inventare o salvaguardare o costruire per riqualificare la vita. La mostra, a cura di Massimo Guastella, offre l’occasione per osservare la produzione artistica contemporanea in Italia, il suo rapporto con la città e le modalità di percezione/visione del nostro patrimonio urbano. Le pratiche ‘tradizionali’ della pittura e della scultura suggeriscono una dimensione narrativa, iconica che finalmente dopo anni di isolamento s’impone, anche in virtù del gradimento del mercato, mediante rinnovati linguaggi figurativi in grado di interpretare la contemporaneità e affermare nuovi valori espressivi, a fronte di tanta gratuità concettuale. Il curatore Guastella anticipa ad Affaritaliani.it gli aspetti più interessanti della mostra.

Guastella, quali sono gli aspetti più interessanti della mostra di Matera?
“Sicuramente l’affiancamento con Italia Nostra, che si apre all’arte contemporanea. Credo si tratti di una svolta fondamentale. Non più solo attenzione al passato quindi, ma anche al presente, che ancora non siamo abituati a salvaguardare. La mostra di Matera, tra l’altro, è itinerante. A Natale sarà a Palermo, per poi spostarsi, ma le date non sono ancora state definite, a Ferrara, Roma, Milano e Venezia”.

Qual è il filo conduttore che lega le opere selezionate?
“Protagonisti sono 33 artisti di generazioni molto diverse. Sono convinto che la trasversalità generazionale sia uno sia una delle caratteristiche più significative dell’esposizione di Matera. Si tratta di artisti tutti apprezzati dalla critica e dal mercato, che guardano alla città con sguardo a volte più metafisico, in altri casi più socialmente impegnato, in altri ancora immaginando lo spazio urbano come luogo del passato, senza dimenticare i più giovani che invece si ispirano al cinema thriller e horror”.

Nella sua selezione domina l’arte figurativa…
“Sì, ho volutamente evitato filoni come quello concettuale o quello informale, preferendo pittura e scultura figurativa. E’ evidente che la mia è stata una scelta di campo. Ma non sono il solo in Italia a seguire questa via. D’altronde, anche nel padiglione italiano alla Biennale di Venezia domina il figurativo”.

Com’è cambiata la percezione del paesaggio urbano degli artisti nel corso degli ultimi decenni?
“Sin dai suoi albori l’arte ha guardato alla città con estremo interesse. Dalle prime rappresentazioni di Pompei, passando alla ‘città ideale’ della Firenze del ‘400, passando al vedutismo settecentesco, fino al ‘tempo libero’ descritto dagli impressionisti, arrivando alle periferie milanesi di Sironi e all’originalità del futurista Boccioni, il paesaggio urbano è sempre stato un grande protagonista”. 

Lei da anni è impegnato a portare l’arte (contemporanea e son solo) al Sud. A che punto è l’attenzione del pubblico meridionale verso forme d’arte non classiche?
“Le cose stanno migliorando, anche grazie al contributo di recenti iniziative promosse dalla regione Campania e dalla Puglia. Un’esperienza interessante, ad esempio, mi sembra quella del museo De Nittis di Barletta. Resta il fatto che in una terra con molti problemi economici come il Meridione, è normale che l’arte contemporanea faccia più fatica”.

LA MOSTRA – La mostra presenta leve d’artisti di fama nazionale secondo un percorso trasversale annoverando opere di autori appartenenti a generazioni differenti: da quelle nate nella prima metà del Novecento, tra gli anni Trenta e Quaranta, con Tullio Pericoli, Tonino Caputo, Giorgio Maria Griffa, Uccio Biondi, Diego Saiani, Gioxe De Micheli; a quella immediatamente successiva degli anni Cinquanta-Sessanta con Giovanni La Cognata, Enrico Cazzaniga, Giovanni Frangi, Andrea Giovannini, Luca Matti, Giuseppe Modica, Rita Pedullà, Marco Sciame; e sino alle giovani e promettenti leve dell’arte italiana nate tra gli anni Settanta e Ottanta, con Massimiliano Alioto, Alessandro Busci, Mimmo Centonze, Paolo Cervino, Domenico Dell’Osso, Antonio Fiorini, Matteo Mezzetta, Nicola Nannini, Marco Tamburro, Cristiano Tassinari. Al gruppo si affianca un novero di artisti di origine straniera costantemente attivi sulla scena italiana, quali l’inglese Julia Binfield, lo statunitense Jonathan Janson, i serbi Ana Kapor e Vladimir Pajevic, l’albanese Alfred Milot Mirashi e lo spagnolo Carlos Puente. E un taglio generazionale è proposto anche nel campo, sia pur ristretto, della scultura con Pietro Guida, veterano del gruppo: classe 1921, Paolo Delle Monache (1969) e Francesco Mazzotta (1975), che documentano la continuità espressiva della figura plastica.

IL CURATORE – Massimo Guastella è professore aggregato di Storia dell’Arte Contemporanea presso la facoltà dei Beni Culturali dell’università del Salento (Lecce), ed è responsabile scientifico del Laboratorio TASC
(Territorio, Arti visive e  Storia dell’Arte  Contemporanea) del dipartimento dei Beni delle Arti e della Storia. Ha indirizzato le sue ricerche prevalentemente agli studi sulle vicende dell’arte nell’Italia Meridionale dal XVI al XX secolo. Si occupa di arte contemporanea e cura mostre e happenings.

Visioni contemporanee del paesaggio urbano

Opera arte e Arti via Ridola, 4 Matera

3 ottobre / 15 novembre 2009

ingresso libero, orari 10-13 /17-20, tutti i giorni, festivi e lunedì esclusi

info: 0835.256473 / info@operait.com

affaritaliani


L’arte contemporanea scopre i paesaggi delle cittàultima modifica: 2009-10-03T10:30:18+02:00da michelepositano
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