Saviano all’Era glaciale: «Un pentito

20090925_saviano_roberto_con_daria_bignardi_sito.jpgLo scrittore Roberto Saviano, autore del libro Gomorra, ha rivelato oggi di «aver sentito con le mie orecchie, poco tempo fa, un pentito dirmi che ho una condanna a morte sulla testa». Saviano lo ha detto durante la trasmissione tv l’Era glaciale di Daria Bignardi, in onda su Rai2.

La condanna a morte.
«Un pentito mi ha detto: sì, la condanna ce l’hai». Ovviamente per quanto l’autore ha scritto sulla camorra nel suo libro. «È giusto che lo dicessi al mio pubblico – ha proseguito – perchè se sono qui a parlare, la forza me la date voi». Già in passato si era parlato di un progetto per ucciderlo, ma poi si era parlato di un equivoco investigativo.

Il futuro per Casal di Principe. Ovvio parlare di Casal di Principe e di possibili cambiamenti: «Se Maroni mantiene la promessa di arrestare» Antonio Iovine e Michele Zagaria, «i due latitanti che sono a capo del clan dei Casalesi» allora «forse qualcosa lì può veramente cambiare». Sempre a proposito di Casal di Principe, Saviano ha anche commentato le parole di alcuni ragazzi del Casertano che lo accusavano di aver «infangato il paese».

Saviano e i ragazzi casalesi. Nel corso della trasmissione è stato trasmesso un servizio dedicato ai ragazzi di Casal di Principe il primo giorno di scuola, tutti concordi nel giudicare Saviano come un personaggio scomodo per il loro paese. «Dispiace che siano sempre i ragazzi ad avere queste espressioni nei miei confronti – ha sottolineato Saviano – ma bisogna capire che in quella terra la camorra è lavoro, è edilizia, sono imprenditori che usano ogni mezzo per aver lavoro. «È la solita tiritera camorra, in quelle terre, vuol dire imprenditoria, economia, cemento e non furti o prostituzione».

Le accuse a Saviano. Mi accusano anche di aver pubblicato il libro per la Mondadori ma io con questa casa editrice mi sono trovato benissimo e non mi ha tolto mai niente. Inoltre credo che quando una grande casa editrice crede in te si debba utilizzarla». Quanto alle accuse di essere un codardo perchè viaggia sempre sotto scorta «non l’ho certo chiesta io, ma i ragazzi di Casal di Principe non lo capiscono e pensano che io sia un codardo».

La targa di Impastato rimossa. Critico Saviano anche nei confronti del sindaco di Ponteranica in provincia di Bergamo che ha chiesto la rimozione di una targa in memoria di Peppino Impastato. «Io ho sempre avuto molta solidarietà anche da parte degli elettori del centrodestra -ha commentato Saviano- e vedere che una certa parte politica compie atti come quello di togliere una targa in memoria di un morto ammazzato dovrebbe innescare rabbia nel loro stesso elettorato. È più importante che il suo nome stia lì al nord».

Saviano e la libertà di stampa. Si parla anche della polemica di questi giorni, sulla libertà di stampa. Dice lo scrittore: «In Italia la libertà di stampa c’è, ma ho firmato l’appello di Repubblica perchè mi riferisco alla libertà di poter lavorare serenamente. È una libertà ulteriore che la democrazia dovrebbe rispettare. Firmare oggi vuol dire difendere la serenità di lavorare – ha continuato Saviano – senza pagare con la vita privata la propria opinione».

I commenti su Noemi e sulla vicenda «escort». Saviano ha poi esternato su diversi temi. Su Noemi ha detto: «Per questa ragazza è come aver vinto al Superenalotto». «Si è vista anche a Venezia tra i fotografi». E sulla questione escort: «È una faccenda dolorosa per l’Italia, per l’immagine che si sta dando, ma è anche complicata per l’informazione».

L’analisi delle possibile infiltrazioni. Su appalti e mafia dice: «’Ndrangheta e camorra, secondo anche quanto si è detto in commissione antimafia, si spartiranno i due grandi appalti: la camorra la ricostruzione dell’Abruzzo, la ‘ndrangheta l’Expo di Milano» a meno che non ci siano «commissioni rigide si infiltreranno negli appalti». Bignardi gli ha quindi domandato se qualcuno gli ha offerto di far parte di una commissione e Saviano ha risposto: «Sì, ma in Portogallo. So già che è stata bloccata un’impresa casalese che doveva partecipare alla ricostruzione post terremoto – ha continuato lo scrittore – mentre ci sono tantissimi tentativi di entrare nei subappalti dell’Expo».

Roberto Saviano si confessa. Lo scrittore racconta come da tre anni a questa parte, e dalla pubblicazione del suo best seller «Gomorra la sua vita sia cambiata e non certo in meglio: «Sono spesso costretto a spostarmi rapidamente, sono sempre sotto costante pressione e chiunque si impegna su questo fronte -ha sottolineato- inciampa sempre nella diffamazione. Mi attaccano dicendo che la mia è tutta una messa in scena, che sono sempre in televisione e che sono tutte balle quelle che racconto. Tutto questo è pesante da sopportare. La diffamazione da parte della gente comune si sposa poi con quella di alcuni colleghi perché vendi più di loro. Scopri un paese cattivo -ha concluso- rancoroso dove il diritto diventa un privilegio e oggi sono peggiore rispetto a prima perché non mi fido più di niente e di nessuno, perché le persone non possono capire come si viva così».

Saviano all’Era glaciale: «Un pentitoultima modifica: 2009-09-26T08:16:14+02:00da michelepositano
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