I ragazzi di un liceo inventano il lampione antistupro

Una rivoluzione da ragazzi. Si chiama Solar Video Surveillance (SVS), è un lampione alimentato a energia solare e dotato di web cam collegabile a una centrale di polizia: è il lampione antistupro inventato da un team di ragazzi /una 19enne in particolare) dell’Istituto tecnico industriale Galileo Galilei di Roma.

SVS è una delle invenzioni presentata a ‘Light 2009’, l’evento del CNR organizzato nell’ambito dell’iniziativa dell’Unione Europea ‘la notte dei ricercatorì, promossa in contemporanea in oltre 200 città al fine di promuovere l’interesse e la passione dei giovani per la scienza. I ragazzi, racconta Giuseppe Sciscione, il professore di laboratorio di energie alternative che ha seguito i ragazzi, ora immatricolati tutti alla facoltà di ingegneria, all’esame di maturità devono presentare un progetto sulle energie alternative.

Dotato di un sistema di videosorveglianza a infrarossi e di un sistema di illuminazione senza collegamento alla rete elettrica, il lampione antistupro è alimentato da un impianto fotovoltaico stand-alone e può essere quindi installato in zone remote come parcheggi o parchi dove non ci sono collegamenti alla rete elettrica.

Il gruppo di ‘studenti-inventorì si è dedicato a un progetto di videosorveglianza sensibilizzato dai fatti di cronaca avvenuti a Roma. La lampada, racconta una degli ex studenti dell’Itis, Claudia Vitale, viene alimentata da un pannello solare ed è dotata di batteria che conserva l’energia assorbita di giorno dal pannello per far funzionare il lampione di notte; poi ha una telecamera collegabile alla centrale di polizia. L’idea, ha detto il professore, sarebbe di utilizzare questi lampioni nelle zone a rischio realizzando un progetto col Comune di Roma, per un costo di circa 2500-3000 euro a installazione, per la videosorveglianza di parchi ma anche di garage e altri luoghi pericolosi.

“L’HO FATTO DOPO LA CAFFARELLA” – Ma la protagonista è stata lei, Claudia Vitale, 19 anni, la vera artefice dell’invenzione. ”Ero ancora a scuola, troppi stupri a Roma nell’inverno scorso, seguivo la cronaca. Poi è arrivata anche la tragedia della Caffarella. Mi sono sentita umiliata come donna ma ho pensato che dovevo fare qualcosa. Studio materie tecniche. Così mi è venuta l’idea di progettare un lampione antistupro che illuminasse le zone isolate di Roma e che potesse raccogliere le immagini e le voci per dare alle forze dell’ordine la possibilità di intervenire in caso di aggressione ad una ragazza”, spiega all’Sdnkronos Claudia Vitale,

”Il problema che veniva denunciato riguardo gli eventi di violenza su queste ragazze romane era sempre la mancanza di sorveglianza, la mancanza di soldi per poterla realizzare. Così ho pensato ad un sistema efficiente ed economico. E ho voluto mettere a disposizione delle ragazze come me tutte le mie competenze tecniche”, sottolinea ancora Claudia Vitale che, una volta avuta l’idea, l’ha concretizzata insieme ai suoi colleghi del corso di telecomunicazioni ed elettronica dell’istituto Galileo Galilei, guidato dal professore Giuseppe Sciscione.


affaritaliani.it

I ragazzi di un liceo inventano il lampione antistuproultima modifica: 2009-09-25T08:32:31+02:00da michelepositano
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