Mattone/ Dall’indagine Tecnocasa luci ed ombre per il mercato italiano. Vera ripresa non prima del 2011

Casa immobili 

 

Decisamente non è ancora il momento di comprare immobili per investimento, mentre se state cercando casa potreste fare buoni affari, al contrario di chi si trova nella necessità di vendere a breve; il punto di svolta nella crisi del mattone in Italia potrebbe tuttavia essere alle porte, con la speranza di vedere un primo recupero se non il prossimo anno nel corso nel 2011.

Questo almeno stando ai dati che emergono dall’ultima indagine Tecnocasa riferita al mercato italiano, che mostra come sia proseguita anche nei primi sei mesi del 2009 il calo dei prezzi delle case in Italia (-2,8% in media nei capoluoghi di provincia, rispetto al primo semestre 2008, -2,7% nelle grandi città, -2,3% nell’hinterland delle metropoli).

Se è presto ancora per avventurarsi alla ricerca di buoni affari in ottica d’investimento (anche perché la domanda, in questo caso, pare dirigersi nuovamente sui fondi immobiliari, che nel secondo trimestre dell’anno hanno registrato una raccolta netta positiva di 318 milioni di euro), non è certamente un mercato per i venditori. Secondo Tecnocasa, anzi, il calo dei prezzi è dovuto proprio all’eccessiva offerta, al conseguente allungamento dei tempi per concludere le compravendite e all’estrema prudenza, e maggiore selezione, da parte degli acquirenti potenziali.

Quando si parla di mattone, tuttavia, non è possibile fare di ogni erba un fascio, così scorrendo il rapporto si nota che tra le principali città italiane a soffrire maggiormente è stata Napoli, dove i prezzi registrano mediamente un calo del 3,8%, seguita da Bologna (-3,1%) e Genova(-3,1%), mentre Roma vede un calo medio dei prezzi del 2,8% e Milano dell’1,7%. In assoluto i cali più marcati si sono registrati a Trapani (-11,7%), Varese (-10,7%) e Avellino (-9,5%).

Dati che sembrano indicare una correlazione diretta tra il mercato immobiliare e quello del lavoro, a sua volta appesantito dagli effetti della recessione. Anche guardando la tipologia si ha confermata questa sensazione: a perdere valore sono infatti principalmente le abitazioni periferiche, mentre restano sostanzialmente stabili i prezzi in centro città.

In questo caso è l’hinterland bolognese a registrare il ribasso maggiore dei prezzi (-4% in media), seguito da quello fiorentino (-2,8%) e quello milanese (-2,7%). Ampliando lo sguardo a livello di macro-area geografica, i prezzi scendono di più al Sud (-3,5%) che non al Nord (-3,1%) e ancor più che al Centro (-1%).

In un momento di crisi l’attenzione degli acquirenti si concentra sul rapporto qualità/prezzo, tanto che si preferisce acquistare immobili ristrutturati o di nuova costruzione che non usati da ristrutturare, con la maggioranza delle richieste indirizzate nella fascia di prezzo di 170-249 mila euro (+24,6%). Ad acquistare in questo momento sono in maggioranza giovani (la fascia d’età tra i 18 e i 44 anni pesa per 71,5% del totale degli acquirenti), in larga parte lavoratori dipendenti (64,5%), anche per via della difficoltà che le banche italiane stanno frapponendo (ora più che mai) a chi possiede redditi da lavoro autonomo, per loro natura più incerti.

La destinazione d’uso prevalente è quella di prima casa o casa di sostituzione (77,9% delle compravendite del semestre), il che conferma che chi vede nell’immobile una forma d’investimento (22,1% del totale) preferisce attendere che i prezzi calino ulteriormente, probabilmente rassicurato dalle prospettive che i tassi sui mutui possano rimanere a lungo su livelli modesti. Quanto alle differenti tipologie, la domanda al momento si orienta prevalentemente verso trilocali (36,3% delle preferenze), seguiti da bilocali (28,2% delle richieste) e quadrilocali (21,8%).

Quanto al prossimo futuro gli esperti di Tecnocasa si mostrano prudenti. Il calo dei prezzi dovrebbe infatti proseguire ancora per un altro anno almeno, confermando così la natura di più lungo termine del ciclo economico del settore immobiliare rispetto a quelli dei comparti industriali e dei mercati finanziari,  mentre una stabilizzazione dei prezzi prima ed un graduale recupero poi sono attesi solo dal 2011. Segnali che in parte confermano quanto già emerso dalle indagini di Gabetti Properties, la cui rete di vendita segnalava in questi giorni un incremento di visite e trattative, ma anche la tendenza dei venditori a concedere sconti anche fino al 15% pur di arrivare a chiudere la transazione.

Luca Spoldi

Mattone/ Dall’indagine Tecnocasa luci ed ombre per il mercato italiano. Vera ripresa non prima del 2011ultima modifica: 2009-09-19T10:19:52+02:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento