Facebook e le voci terroriste del popolo della rete

La libertà d’opinione sul web sembra non avere limiti. Sui social network e sui siti e blog “antagonisti” aumentano ora dopo ora, dopo l’ultimo attacco talebano in Afghanistan, i post di chi non è affatto dispiaciuto che siano morti soldati italiani. E su Facebook esistono gruppi che esaltano il terrorismo o la mafia

Accendi la radio e la televisione e non si parla di altro. I sei militari uccisi, in missione di pace. Senti le loro famiglie, distrutte dal dolore ma orgogliose di quanto hanno fatto per il bene della Patria. Vedi i politici che sfilano nei telegiornali e dicono quello che pensano, e non sempre si riesce a condividere cosa dicono. Brutte notizie trasmesse ora dopo ora con la giusta enfasi. Si scava nella vita dei soldati uccisi. Si cercano i particolari più incredibili. Eppure per capire cosa fanno forse qualcuno ha visto il film trasmesso da Canale 5 in prima serata. Questo mentre La 7 mandava in onda uno speciale con Cicchitto (sempre e comunque pronto a difendere il Governo e depotenziare le dichiarazioni di Bossi) ed Emma Bonino (preparata e competente come pochi altri). E mentre l’onorevole Bonino cercava di spiegare a Bossi che le sue dichiarazioni, ministro della Repubblica, arrivano in tutto il mondo anche grazie alla rete, proprio sulla rete si consumavano delle cose oscene. “Colpita la Folgore: champagne!!!Godo” (roma.indymedia.com) “non accettiamo la propaganda di guerra”, ed ancora “la copiosa ed invasiva sceneggiatura da parte di politica e stampa tutti uniti e lacrimanti nel cordoglio per i militari saltati in aria”.

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Il fondatore di Facebook
Mark Zuckerberg

E poi su Facebook c’è un gruppo “Esultiamo per morte dei soldati italiani in Afganistan: forza Talebani”. Certo chi studia e cerca di analizzare la comunicazione di massa ed anche quella sui nuovi media entra in crisi. E’ il caso di parlare di chi scrive queste cose mentre tutta l’Italia piange i suoi soldati. Poi ascolti in radio l’intervista rilasciata da un esperto come Lucio Caracciolo che a chiare lettere fa capire che è meglio ritirarsi, che non è una missione di pace ma è guerra vera. E passa un altro messaggio chiaro. Con i soldati non è detto che ci sono meno morti tra i civili e che i talebani si fermino. E sui social network e sui siti e blog “antagonisti” aumentano ora dopo ora i post di chi non è affatto dispiaciuto che siano morti soldati italiani. E questo perché sono molto tanti civili, donne e bambini che non volevano questa e tutte le altre guerre.

Ma la domanda che tutti ci facciamo è se può essere accettato da tutti noi che su Facebook esistano gruppi che esaltano il terrorismo o la mafia. La risposta è sicuramente no. Ma è anche vero che chiunque può esprimere la propria opinione. E ritorniamo a quello che deve essere il concetto di libertà che però mai deve trasformarsi in altro. Ma che sensazione si prova a leggere un messaggio tipo questo: “ora che muoiono gli italiani vogliono il ritiro, non perchè gliene freghi degli afgani. Andate all’inferno voi e i vostri mercenari assassini! Stasera festeggiamo”. Ed anche noi che abbiamo riportato questi messaggi stiamo facendo buona informazione? Ci direte di no. Ma almeno abbiamo il coraggio di riproporre il problema del limite. Non soltanto quello della decenza. Ma anche il limite della libertà che c’è o si può esprimere attraverso le nuove tecnologie. Siamo contro ogni bavaglio, ogni censura. Ma le regole servono. Poi quando c’è dolore e morte…ancor di più. E ci piace fare qualunquismo come tanto ne abbiamo sentito in queste ultime ore….”pensiamo a cosa c’è scritto sul web e ci sono le guerre nel mondo?”… Non c’è che dire!!!. Tutto è informazione!!!

affaritaliani.it

Facebook e le voci terroriste del popolo della reteultima modifica: 2009-09-19T10:06:02+02:00da michelepositano
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