Regionali/ La verità sul faccia a faccia Berlusconi-Bossi

Bossi

Due tasselli sono sicuri. La Lombardia (elettori permettendo) resta al Popolo della Libertà (come ha annunciato lo stesso presidente del Consiglio complimentandosi con Roberto Formigoni, vedi box a lato) mentre la Lega Nord conquista il Piemonte. E il candidato che sfiderà Mercedes Bresso alle elezioni regionali del marzo 2010 sarà Roberto Cota, capogruppo del Carroccio alla Camera e segretario piemontese del movimento padano. Sono i due punti fermi del primo super-vertice Berlusconi-Bossi che si è svolto ad Arcore lunedì sera. Secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di rilevare, durante il summit non si è parlato di altre Regioni. Il premier ha fatto capire subito di non voler assolutamente mollare Formigoni, anche se – ufficialmente – il Senatùr non considera chiusa la partita per la presidenza del Pirellone. In realtà, quella del ministro delle Riforme è una strategia per ottenere la candidatura del Veneto.

L’argomento Galan non è stato ancora toccato, ma l’impressione è che il Cavaliere non sia così fermo nel difenderlo come è stato con il Governatore lombardo. Insomma, Bossi tiene aperta una porticina per la prima Regione del Nord per avere almeno la seconda (oltre al Piemonte). In Veneto il candidato leghista non sarebbe quasi certamente il responsabile dell’Agricoltura Luca Zaia, che sta facendo bene al dicastero (a detta di molti se non di tutti), anche se non è escluso che Bossi alla fine chieda al ministro di opzionare e scegliere la Regione per lasciare Roma. Allo stato attuale, comunque, due i nomi possibili: il sindaco di Verona Flavio Tosi e il capogruppo al Senato Federico Bricolo. Al vertice di Arcore, soltanto il primo (la decisione finale sui nomi verrà presa a fine settembre), non si è discusso nemmeno di Liguria ed Emilia Romagna, eventuali contropartite per il Carroccio se Galan dovesse restare al suo posto. Il clima è stato molto cordiale. Una cena tra pochi intimi, come piace al capo leghista, accompagnata da un ottimo spezzatino di carne con patate e da fiumi di Coca-Cola… come sempre quando c’è Bossi non si beve vino. Né bianco né rosso. Infine, per concludere la serata e sancire l’armonia tra il Pdl (tranne Fini e i pochi finiani) e la Lega il vertice si è concluso con canti popolari (e non solo) in un clima di allegria.

E ANCHE MARTEDI’ IN GALLERIA… I ministri Umberto Bossi e Giulio Tremonti sono stati al bar Biffi in Galleria in compagnia del figlio di Bossi, Renzo. I tre hanno fatto una breve passeggiata prima di sedersi al bar dove hanno consumato una Coca Cola il leader del Carroccio, una birra il figlio Renzo e un succo di frutta il titolare dell’Economia. Tremonti, lasciando il bar, non ha voluto rispondere alle domande in merito alle polemiche interne al Pdl, limitandosi a dire “siamo andati a vedere il Duomo”, con Bossi. Al tavolo si era unito anche Massimo Ponzellini, presidente della Banca Popolare di Milano.

affaritaliani.it

 

Regionali/ La verità sul faccia a faccia Berlusconi-Bossiultima modifica: 2009-09-09T08:09:40+02:00da michelepositano
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