Berlusconi attacca: «Non faccio festini

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Il premier Silvio Berlusconi da Danzica torna a parlare delle 10 domande poste dal quotidiano Repubblica. «Solo il modo in cui sono poste – ha detto – mi fa dire che a questa gente non rispondo. Se queste domande, in altro modo, me le avesse poste un giornale che non fosse un super partito politico di un editore svizzero con un direttore dichiaratamente evasore fiscale, avrei risposto». Nega di aver mai partecipato a festini e critica anche il Corriere che avrebbe difeso l’attacco di Hitler alla Polonia. Sugli accordi Italia-Libia, infine, querela Di Pietro che aveva parlato di «vantaggi solo per le sue saccocce». Il direttore di Repubblica Ezio Mauro fa sapere che risponderà al premier domani dalle pagine del quotidiano.

Il premier parla di «domande insolenti, offensive e diffamanti». Fa sapere che avrebbe risposto a quelle domande se poste da un altro giornale, ma certo, ha aggiunto, «non a quella se fossi malato, perché basterebbe le cose che ho fatto in questi quindici mesi di attività governativa per vedere che io non solo non sono malato, ma sono Superman: cioè a me Superman fa ridere». Poi, poco prima di entrare in macchina diretto all’aeroporto, Berlusconi ha aggiunto: «Scrivete che io dico queste cose con ironia, con il sorriso; trasmettete il sorriso fra una riga e l’altra».

«Io non ho mai frequentato nessuna minorenne, tantomeno la signorina Letizia – ha detto – Non ho mai in vita mia dovuto dare soldi a una meretrice, visto quello che hanno detto i giornali italiani giusto per confermare il loro amore per l’Italia. Terzo, io in vita mia non solo non ho organizzato ma non ho mai partecipato a quelli che chiamano festini perché in mia presenza non si può attuare nessun atto che sia fuori dall’eleganza e dalla buona educazione anche perché le poche cene che ho fatto, ad esempio l’ultimo anno, io le faccio a villa la Certosa con 15 uomini della scorta, una decina di uomini di servizio che cambiano tutte le volte, una decina di orchestrali e quindi soltanto delle menti malate possono immaginare che ci possano essere delle cose del genere». Il premier ha chiarito di aver spiegato in questo modo la vicenda al premier polacco Donald Tusk.

«Mi trovo quindi costretto – ha aggiunto – quando incontro qualche collega a mettere dei punti sulle “i” su queste situazioni. Non che me lo chiedano – ha precisato -, ma ogni tanto si fanno dei complimenti circa la mia vivacità, sul fatto che dimostro vent’anni di meno, su come faccio ad avere questo fascino…».

«Vista la cattiva pubblicità che i giornali che conoscete hanno fatto su di me all’estero – ha concluso – su certi giornali amici da loro imbeccati qualche volta mi sento di dover fare certe affermazioni che in Italia non c’è bisogno di fare visto che l’ultimo sondaggio mi ha portato al 68,5% mentre i giornali che fanno queste cose perdono lettori, copie e hanno perso ormai assolutamente di credibilità».

Attacco anche al Corriere. Il Corriere della Sera reo, secondo il premier, di aver elogiato l’attacco della Germania nazista alla Polonia. L’espulsione di una «minoranza tedesca dalla Polonia è stata la scusa con cui Hitler ha invaso il Paese e il Corriere della Sera ha applaudito, titolando “fantastica operazione umanitaria”: bravi». «C’era qualcuno – ha aggiunto il premier ridendo – che ha detto che se avesse dovuto rifare tutta la modernità avrebbero fatto tutto uguale, meno i giornali». E i giornalisti? Gli chiede qualcuno. «I giornalisti – ha risposto – vanno bene, sono tutti delle brave persone».

Di Pietro: Ezio Mauro evasore? Berlusconi faccia tosta. «Berlusconi dà dell’evasore a Ezio Mauro? È come il bue che dà del cornuto all’asino – commenta Antonio Di Pietro – Siamo abituati alla faccia tosta di Berlusconi e non ci meravigliano più le sparate che quotidianamente ci propina per nascondere la verità».

Italia-Libia, il premier querela Di Pietro. Il ledaer dell’Idv critica gli accordi Italuia-Libia e il premier lo querela. «Gli accordi con la Libia – aveva detto Antonio Di Pietro questa mattina – portano vantaggi solo alle sue saccocce e a quelle dei suoi amici imprenditori i quali vanno a fare affari in Libia alle spalle della credibilità del nostro Paese, alle spalle dei cittadini e di tante persone che vengono trattate come animali dal rais di Tripoli». Berlusconi ha dato mandato ad uno studio legale di Milano di avviare un’azione civile contro Di Pietro per le dichiarazioni fatte oggi a proposito degli accordi fra Italia e Libia. In una nota diffusa dall’avvocato Cristina Rossello si legge si parla di «contenuto denigratorio».

Berlusconi attacca: «Non faccio festiniultima modifica: 2009-09-02T08:55:29+02:00da michelepositano
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