Caso Boffo, in campo Tettamanzi «Rinnovo stima e gratitudine»

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ROMA — «Rinnovo la mia sti­ma per il dottor Dino Boffo e la mia gratitudine per il servizio che rende alla comunità cristia­na e al nostro Paese, e dico la mia vicinanza umana ed evange­lica per il momento di prova che sta attraversando…». La di­chiarazione del cardinale Dioni­gi Tettamanzi arriva in serata co­me un segnale molto forte dal­l’episcopato italiano, segnale confermato dall’«incoraggia­mento » che trapela Oltretevere.

Dopo la «piena fiducia» arri­vata venerdì dalla Cei subito dopo le accuse del Giornale ber­lusconiano, e la «stima e la fidu­cia mia personale, dei vescovi italiani e di tutte le comunità cristiane» confermata l’indo­mani dal cardinale Angelo Ba­gnasco — durissimo nel con­dannare l’attacco «disgustoso e molto grave» ai danni del di­rettore di Avvenire — , le paro­le dell’arcivescovo di Milano bloccano sul nascere i primi se­gnali di inquietudine tra i ve­scovi, con relative ipotesi di di­missioni di Boffo. Era stato Do­menico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, ad osservare che Boffo «potrebbe anche de­cidere di dimettersi se ritiene che tutta la vicenda, pur essen­do priva di fondamento, possa nuocere alla causa del giornale o alla Chiesa». Insomma «non per un’ammissione di colpa», aveva chiarito monsignor Mo­gavero, «se Boffo accettasse an­che di passare per un disgrazia­to pur di non nuocere al giorna­le, per il bene della Chiesa, fa­rebbe la cosa giusta». Lo stesso Mogavero ha detto di aver ricevuto, come gli altri vescovi, la cosiddetta «informa­tiva » anonima: «Ho subito pen­sato che fosse un’operazione pi­lotata da qualcuno, diretta a noi vescovi. È un documento vecchio di mesi, attendevamo che da un giorno all’altro scop­piasse la bomba: che è scoppia­ta nel momento in cui a qualcu­no è sembrato più opportuno. Un’operazione squallida, quasi un avvertimento mafioso».

L’ipotesi di dimissioni ha cre­ato agitazione nella Cei, tanto che in serata il vescovo di Maza­ra ha precisato: «Ribadisco la mia stima e apprezzamento ver­so Boffo: non ho mai chiesto le sue dimissioni, una scelta che spetta a lui e a chi lo ha designa­to ». Di lì a poco sono arrivate le parole di Tettamanzi: La «sti­ma » e la «gratitudine» nei con­fronti di Boffo, scrive l’arcive­scovo di Milano, «si fondano sul lavoro quotidiano che tutti possono riscontrare leggendo Avvenire e che lettere anonime (di cui si parla e che anche io a suo tempo ho ricevuto e in quanto tali, come mio costume, non ho preso in considerazio­ne) non possono vanificare». Anche dal Vaticano, del re­sto, si conferma stima e inco­raggiamento a Boffo, ricordan­do la telefonata che il segreta­rio di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, ha fatto l’altro giorno al direttore di Avvenire.

 

Caso Boffo, in campo Tettamanzi «Rinnovo stima e gratitudine»ultima modifica: 2009-09-01T08:17:06+02:00da michelepositano
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