Portafoglio/ Nuovi minimi storici per i tassi su Bot e Ctz, come investire nell’era dei rendimenti nulli

Borsa

 

 

Ennesimo successo per il Tesoro e dunque ennesimo ribasso per i rendimenti dei titoli di Stato a breve termine: l’ultima asta di Bot a sei mesi ha registrato un rendimento medio ponderato semplice dello 0,550%, in calo di altri 0,044 punti rispetto al precedente minimo storico del mese scorso. Quanto ai Ctz (scadenza 30/06/2011), la quinta tranche é stata collocata al tasso lordo semplice dell’1,505%, in calo di 0,097 punti rispetto alla tranche precedente.

Ma visto che dai rendimenti lordi vanno tolte sia le tasse (pari al 12,5% dell’interesse), sia le commissioni applicate dalle banche, investire in Bot a sei mesi è ormai equivalente a mantenere i soldi sul vostro conto corrente, visto che vi rende lo 0,08% all’anno, mentre i Ctz vi offrono ancora un rendimento dell’1,29%. Interessi che con un’inflazione che a fine luglio era ormai pari a zero debbono intendersi come reali.

Il risultato si spiega con l’immane massa di liquidità che gravita sui mercati sotto la spinta delle banche centrali che da mesi stanno monitorando il mercato del credito per evitarne il collasso. Con tassi di riferimento  prossimi allo zero e una propensione a investire in nuovi finanziamenti a sua volta ai minimi da parte delle banche commerciali la gran parte del denaro pompato dalla Bce e della altre banche centrali nel sistema attraverso il riacquisto di titoli di stato o societari oltre che la concessione di finanziamenti a costo minimo (a fine giugno la Bce lanciò un maxi rifinanziamento da 442 miliardi di euro al costo dell’1% sulla durata di un anno che interessò 1.121 gruppi bancari di eurolandia) i tassi a breve non possono evidentemente che continuare a scendere, visto che le banche stesse “reinvestono” (si fa per dire) la liquidità ricevuta in strumenti monetari piuttosto che in nuovi impieghi alla clientela.

Un quadro destinato a non mutare molto rapidamente, tanto che non sono da escludere ulteriori lievi limature dei già modesti rendimenti. Per un investitore non è dunque il momento giusto per investire in questa classe di strumenti né direttamente né attraverso fondi comuni (che anzi prevedendo il pagamento di commissioni di gestione o più raramente di accesso di fatto finiscono col deprimere ulteriormente il risultato per l’investitore finale, nonostante l’operato dei gestori).

Piuttosto chi non se la sente di scommettere sulla ripresa (che sarà lenta e graduale ed in Europa certamente meno “briosa” che non in Asia o negli Stati Uniti, ma presto o tardi arriverà) e non vuole impegnare il proprio capitale su strumenti a più lungo termine (che invece da qualche tempo non registrano ulteriori cali dei rendimenti), farà bene ad approfittare di qualche offerta in termini di conto corrente che ancora esiste da parte delle banche (anche se anche qui i tassi non sono più quelli pubblicizzati ancora pochi mesi fa e spesso si riferiscono solo a uno o pochi trimestri iniziali e valgono solo a partire da certe soglie di deposito, dunque attenzione a leggere bene i contratti).

Mantenersi liquidi sembra la migliore strategia al momento, in attesa che tra sei mesi o un anno qualcosa si muova e la ripresa porti con sé non solo ulteriori recuperi dei listini azionari ma anche un rialzo dei rendimenti. Sarebbe il segnale che il peggio è veramente passato e questo, al di là di qualche frazione di punto percentuale di rendimento in più o in meno, farebbe realmente la differenza in chiave prospettica anche per quel che riguarda le speranze di rendimento dei vostri risparmi a medio termine.

Luca Spoldi

Portafoglio/ Nuovi minimi storici per i tassi su Bot e Ctz, come investire nell’era dei rendimenti nulliultima modifica: 2009-08-27T07:57:37+02:00da michelepositano
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