Lippi: “Voto alle primarie Pd e non allenerò mai più i club”

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Marcello Lippi

Dimenticato il duello all’Ok Corral con Mourinho, Marcello Lippi si cimenta in una sfida politica… andrà a votare alle primarie del Pd. “Certo che ci andrò, anche se non dico per chi ho intenzione di votare”. Non una discesa in campo, ma comunque una esposizione pubblica che ufficializza nel corso di un’intervista a Klaus Davi nel corso di una puntata della trasmissione tv web ‘KlausCondicio’. Il tecnico viareggino va oltre: “Le primarie sono un momento importante e fondamentale. Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto”. Dall’allenatore di tutti gli italiani arriva un pubblico plauso allo schieramento del centrosinistra… “Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un’unità d’intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza. Lo vedo molto determinato in questo grazie anche all’ausilio di forze nuove”. Su candidati e leader spiega: “Ignazio Marino l’ho conosciuto e mi sembra una persona seria. Dario Franceschini non lo conosco”. Ma una parola in più la usa per tesser le lodi di Veltroni: “Nel Pd, poi, conosco anche lui, che rimane una grande risorsa. Mi sembra una persona molto seria che vive questa sua tradizione famigliare con grande orgoglio. È un uomo che fa tante cose, ma non saprei dire se la sua stagione tornerà”.

Lippi ha anche dato un annuncio calcistico: “Lo dico ufficialmente. Dopo l’esperienza della Nazionale non mi vedrete mai più allenatore di club”. Il motivo di questa decisione? E’ esterno al campo di gioco e allenamento: “Non riuscirei, subito dopo una partita che magari non è andata bene a stare per un’ora e mezza a rispondere alle domande dei vari opinionisti. Non ce la farei: sarebbe più forte di me”. Infatti non fa mancare una stilettata contro di loro:  “Si può vivere senza di loro? Certo, si dovrebbe vivere. Come in tutte le categorie, c’è il buono e il cattivo. Sicuramente non sono tutti preparati. C’è parecchio di buono, ma c’è anche parecchio di cattivo”. Da direttore tecnico della Juventus avrebbe meno pressioni in termine mediatica dopo la partita, lasciando l’incombenza al suo pupillo Ciro Ferrara…

Quindi il c.t. difende l’inno di Mameli (“Mi dà una sensazione bellissima, non va cambiato”), boccia la tessera del tifoso (“Ghettiza i supporter in trasferta”) e pensa a una nazionale sempre più multietnica: “Piano piano ci arriveremo anche noi. È inevitabile. Adesso forse non siamo ancora pronti per questo livello di integrazione. Guardo, ad esempio, alla Germania, che recentemente ha vinto il campionato europeo under 21 con una squadra composta in gran parte di oriundi. Se pensiamo a quella che invece sognavano qualche anno fa da quelle parti… Un conto comunque è nascere in Italia, altro arrivarci perchè magari si aveva una nonna che vi abitava e, attraverso la quale, si poteva avere il passaporto. Nascere in Italia, figlio di uno che è arrivato in Italia, è, invece, un pò diverso. Vuol dire essere italiano a tutti gli effetti”.

Infine torna sul calcio e l’omosessualità: “Due membri della Nazionale di calcio al momento non potrebbero mai avere una relazione alla luce del sole. Non si tratta di una questione culturale, ma di un meccanismo di interessi con cui una relazione di questo genere entrerebbe in conflitto”.


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Lippi: “Voto alle primarie Pd e non allenerò mai più i club”ultima modifica: 2009-08-27T08:12:12+02:00da michelepositano
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