Fiat/ La Borsa non teme la guerra degli Agnelli

La guerra degli Agnelli? Non è affare della Borsa. Il titolo Fiat non ha avuto infatti alcuna reazione alle tante voci e interpretazioni che nell’ultimo mese hanno riportato sulle prime pagine dei giornali la lotta per l’eredità dell’Avvocato scatenata da Margherita De Phalen.

Sia perché la questione è solo alla fase preliminare e non c’è ancora nulla di certo, sia perché, soprattutto, sono ben altre le questioni che al momento interessano gli investitori.

Per gli analisti, che pure stanno seguendo l’evolversi della vicenda, il controllo dell’azienda torinese è infatti saldamente nelle mani della famiglia e lo scontro interno agli Agnelli difficilmente porterà a qualche spostamento degli assetti. Lo stesso vale per Exor, che controlla il Lingotto.

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John Elkann, Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne

Tra l’altro, a livello di gestione, spiegano gli analisti sentiti da Affaritaliani.it, è altamente improbabile che possano esserci delle novità. Anzi, sembra impossibile anche solo individuare tra gli stessi familiari un’eventuale alternativa a John Elkann.

Per gli analisti, e il titolo in questi giorni si è mosso di conseguenza, le questioni ora importanti sono quelle sul fronte tedesco, con la cessione della Opel, e sul fronte asiatico.

Per il resto, è Marchionne l’uomo cui è affidato il destino di Fiat. Che questo sia nominato da Yaki o da qualche suo parente poco importa, o quasi.


AFFARITALIANI

Fiat/ La Borsa non teme la guerra degli Agnelliultima modifica: 2009-08-27T08:05:02+02:00da michelepositano
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