Terrorismo, nuove inchieste sulle torture

WASHINGTON (24 agosto) – Il presidente Barack Obama volta pagina mentre emergono nuove scioccanti rivelazioni sui metodi duri di interrogatorio usati da agenti della Cia sui sospetti delle stragi dell’11 settembre. Agenti Usa minacciarono Khalid Sheikh Mohammed, il cervello degli attentati al World Trade Center e al Pentagono, di uccidergli i figli se Al Qaida avesse colpito di nuovo, si legge nel rapporto top secret con cui l’agenzia di Langley oggi ha fatto autocritica.

In un altra occasione, sempre secondo lo stesso rapporto, un agente avrebbe detto a un prigioniero che sua madre sarebbe stata stuprata davanti a lui se non avesse confessato. Il dossier di 159 pagine, che risale al 2004, è stato reso pubblico nell’ambito di una azione legale dell’American Civil Liberties Union. Queste rivelazioni, da settimane all’esame dell’amministrazione, hanno indotto la Casa Bianca a un deciso cambio di rotta: Obama oggi ha dato via libera a una squadra speciale di anti-Torquemada mentre il Dipartimento della Giustizia ha incaricato un super-procuratore di indagare sugli abusi.

La nuova squadra speciale opererà sotto il controllo diretto del Consiglio della sicurezza nazionale seguendo le direttive dell’esercito Usa: rispettando quindi le convenzioni di Ginevra sulla tortura. I nuovi super-addetti dell’«High Value Detainee Interrogation Group» (Hig) saranno ospitati dall’Fbi, togliendo quindi a Langley (la città della Virginia che ospita la Cia) il controllo degli interrogatori.

L’amministrazione Obama si riserva il diritto di effettuare ‘rendition’, trasferimenti di detenuti in paesi terzi perchè siano interrogati, ma con maggiori garanzie rispetto a quanto accadeva negli anni di George W. Bush.

L’annuncio del nuovo corso è arrivato poche ore prima della pubblicazione del rapporto segreto: sabato erano uscite indiscrezioni che parlavano di minacce di esecuzioni con la pistola e con il trapano elettrico su Abd Al Rahim Al Nashiri, il cervello dell’attentato alla Cole nel 1999, con 17 marinai Usa uccisi.

Con il placet di Obama, il ministro della Giustizia Eric Holder ha affidato al magistrato del Connecticut John Durham il riesame di una decina di inchieste su presunti casi di tortura o abusi commessi da agenti della Cia durante interrogatori soprattutto in Iraq e in Afghanistan. La missione di Dunham è semplice: indagare a tutto campo per capire se ci sono gli estremi per una inchiesta formale.

Le nuove misure hanno creato gravi malcontenti all’interno della Cia, per calmare i quali è intervenuto direttamente il nuovo direttore Leon Panetta con una lunga email ai dipendenti.

Ora voltiamo pagina: è questo in sintesi il messaggio inviato oggi e ribadito anche dal portavoce di Obama, Bill Burton, sebbene – secondo l’ Abc – l’ex capo di gabinetto di Bil Clinton avrebbe minacciato di dimettersi il mese scorso. «Voglio mettere l’accento sul futuro – ha scritto tra l’altro Panetta – con il chiaro riconoscimento che la nostra agenzia prende sul serio le sue responsabilità del passato. In quanto servizio di intelligence di una democrazia è una parte importante di quello che siamo». Panetta ha ricordato che il suo interesse primario è «stare accanto a quegli ufficiali che hanno fatto quanto richiesto dal Paese e hanno seguito le indicazioni legali fornite loro. Questa è anche la posizione del presidente» Obama.

Terrorismo, nuove inchieste sulle tortureultima modifica: 2009-08-25T08:19:34+02:00da michelepositano
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