Joumana Haddad, la donna che ha rotto i tabù sul sesso

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Joumana Haddad, la donna che ha rotto i tabù sul sesso

Poetessa, scrittrice e giornalista, Joumana Haddad ha rivoluzionato la storia delle riviste dedicate alle donne in Libano.
Quando già responsabile delle pagine culturali del celebre quotidiano An Nahar e amministratrice dell’Ipaf o Booker arabo (il premio letterario per il migliore libro arabo), diventa capo redattrice di Jasad, la prima rivista in lingua araba specializzata nella letteratura e nelle arti del corpo.

E’ il dicembre del 2008 quando Joumana Haddad lancia il primo numero della rivista che vuole ‘liberare’ le donne dai tabù legati al corpo, parlando di arte, poesia e letteratura, ma anche di desiderio femminile, corpo e piacere, gioia e bellezza di quel che nel suo paese non deve essere nominato.

La femminilità araba è degna di esprimersi così come non aveva fatto prima. In attesa della sua esibizione nel corso della settima edizione di Poeti del Mediterraneo, che si terrà il 28 agosto presso l’ex Convento dei Teatrini a Lecce, dove la poetessa reciterà i propri versi accompagnata dalle voci narranti di Ivan Raganato e Patrizia Palombo e dal violino elettroacustico di Francesco Del Prete, Joumana Haddad ha parlato con Affaritaliani.it.

 


Opere d’arte selezionate da Jasad

Qual è il rapporto tra corpo e poesia?
“E’ un rapporto vitale. L’atto di scrivere è qualcosa di fisico, io dico sempre che scrivo con le mie unghie, sulla mia pelle. E’ un’espressione carnale di quello che sono. Il corpo stesso per me è una poesia”.

Che cosa risponde a chi dice che la letteratura è una cosa alta che va protetta dalla terminologia sessuale troppo esplicita e soprattutto da quella volgare?
“Con tutto il mio rispetto per le idee diverse dalle mie, devo esprimere il mio dissenso totale. L’espressione dell’erotismo, del corpo e della sessualità sono cose alte, lontane dalla letteratura volgare. La nostra vita, la nostra identità stessa è fatta di corpo. Di cosa dovremmo vergognarci? Del corpo? Non è possibile”.

Come sta andando la rivista Jasad?
“Molto bene. Adesso stiamo preparando il quarto numero che uscirà a settembre. Sono molto soddisfatta”.

Quante copie vende?
“Intorno alle 5 mila, Rispetto alle vendite di riviste del settore femminile è un dato buono, soprattutto considerando il tipo di contenuti trattati”.

Siete ancora ostacolati, subite le stesse intimidazioni che avevate subito al momento del lancio?
“Ogni giorno ci sono insulti e attacchi, ma anche il sostegno è grande. Il pubblico ci appoggia. La cosa più deplorevole è che tutti quelli che mandano mail oscene e offensive sono anonimi, dei vigliacchi”.

A livello politico siete contrastati?
“Per ora è tutto calmo, ma non so quale sarà il nostro destino con il nuovo governo. Noi ci siamo abituati a vivere alla giornata. Il governo attuale ha rispettato le nostre scelte editoriali, il Ministro dell’Informazione Tarek Mitri e quello dell’Interno Ziad Baroud hanno un grande rispetto per la libertà di espressione, ci hanno sostenuto e protetto dagli attacchi che abbiamo subito. Speriamo che con il nuovo governo la situazione resti uguale”.

Chi compra Jasad?
“Non c’è un pubblico settoriale. Giovani e adulti, uomini e donne, la rivista è acquistata da un pubblico eterogeneo e questo ci fa molto piacere”.

A livello di contenuti, cosa è cambiato dal lancio ad oggi?
“C’è una grande varietà, sono 200 pagine quindi è facile spaziare e proporre temi diversi. La cultura è sempre presente con articoli di arte, scienza e letteratura, tutti legati al tema del corpo”.

State valutando l’ipotesi di pubblicare anche il lingue diverse dall’arabo?
“Per adesso il contenuto è disponibile in inglese sul sito internet. Online c’è poco, ci tengo che resti una rivista prevalentemente cartacea, anche se in rete sarei stata più libera e meno criticata, io ho voluto affrontare la sfida del cartaceo”.

Com’ è stata percepita la sua rivista nei diversi paesi europei?
“Ho avuto un sostegno molto importante. Il mio sforzo è stato apprezzato. Nessun paese europeo mi ha criticata, in generale Jasad è stata accolta bene”.

E in Italia?
“L’interesse nella rivista è stato forte. Ci sono persone italiane che non capiscono l’arabo ma che si sono abbonate solo per darmi sostegno”.

A quando dunque il lancio in Italia?
“Ci stiamo pensando, proprio perché da voi ci sono diverse riviste di questo settore, credo che potremmo avere successo”.

In Libano, come è stata accolta la rivista da parte delle donne?
“Noi siamo stati il primo esempio, non ci sono riviste di questo tipo, quindi le donne non erano preparate. Ci sono donne che sono molto contente, altre che vorrebbero addirittura fare un processo alla rivista. Per me la cosa più importante è dare uno spazio di espressione alle donne e invece sono stata accusata di corruzione del genere femminile”.

Lei che tipo di letture fa?
“Nasco come poetessa quindi amo la poesia, tutte le altre cose che faccio sono solo delle estensioni di questa mia passione. Infatti sono felice di partecipare all’incontro che si terrà a Lecce. Mi accompagneranno due attori, Ivan Raganato e Patrizia Palombo, e un musicista meraviglioso che è Francesco Del Prete. Questo incontro sarà ricco di emozioni”.


Joumana Haddad

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Joumana Haddad, la donna che ha rotto i tabù sul sessoultima modifica: 2009-08-18T08:24:42+02:00da michelepositano
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