New York, collisione in volo aereo-elicottero

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scontro3_g--75x60.jpg

03--75x60.jpgHUDSON_PIXEL_SIZE_3_599413a.jpgUn elicottero della compagnia Liberty turist, con a bordo sei persone, 15--75x60.jpg08--75x60.jpgcinque delle quali italiane, è precipitato nel fiume Hudson, tra Manhattan e Hoboken, dopo essersi scontrato in volo con un piccolo velivolo, anch’esso finito nel fiume, a bordo del quale si trovavano tre persone. Tutte le persone a bordo dei due velivoli sono morte, nonostante il pronto intervento dei battelli e dei sommozzatori della Guardia Costiera e dei vigili del fuoco di New York. Due i corpi già recuperati, uno in acqua e un secondo tra i relitti. Le vittime italiane sono Tiziana Pedrone, Fabio Gallazzi, Giacomo Gallazzi, Michele Norelli e Filippo Norelli. La loro provenienza non è al momento nota. Sull’aereo c’erano i fratelli Steven e Daniel Altman con uno dei loro figli.

Volo a vista. L’incidente è avvenuto in uno spazio aereo molto trafficato, dove i piloti sono soliti operare a bassa quota, volando “a vista” rispetto agli altri velivoli. Un rappresentante della Federal Aviation Administration ha detto che l’aereo, un Piper PA-32, era decollato dal Teterboro Airport, nel New Jersey, diretto a Ocean City, mentre l’Eurocopter AS 350 della Liberty Tours, aveva preso il volo da un eliporto nel West Side. Nell’impatto l’aereo ha perso un’ala. Secondo testimonianze, sarebbe stato il Piper a colpire in coda l’elicottero, che «è venuto giù come un sasso».

Subito dopo l’impatto, un battello della linea Circle Line è stato dirottato sul punto dell’impatto, seguito da altre imbarcazioni e poi dai mezzi di soccorso, ma l’aereo e l’elicottero si erano già inabissati nelle forti correnti dell’Hudson. Sarà ora il National Transportation Safety Board, l’autorità americana che si occupa della sicurezza aerea, a fare piena luce sulle cause della collisione mortale.

Bloomberg: anche un bambino fra le vittime. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha dichiarato durante una conferenza stampa che a bordo dell’aereo c’era un bambino, e di ritenere che l’incidente non poteva dare scampo a nessuno. «Si tratta di un momento molto delicato, stiamo cercando di contattare tutte le famiglie dei turisti coinvolti, alcune persone non parlano inglese e stiamo cercando di fare il nostro meglio». Bloomberg, ha parlato di una «grande tragedia per tutta la città e il paese».

Sette mesi fa l’Hudson era stato teatro di una spettacolare emergenza per un aereo della Us Airways. Dopo l’ammaraggio tutte le 155 persone a bordo erano state tratte in salvo. La Liberty Tours opera voli turistici alla Statua della Libertà, Ellis Island e su Manhattan per tariffe variabili tra i 130 e i 1.000 dollari. In passato i suoi elicotteri sono già stati protagonisti di due incidenti, conclusisi senza vittime: nel 2007 un elicottero ammarò nell’Hudson, ma il pilota riuscì a portare in salvo i sette passeggeri. Nel 1997 un altro velivolò colpì con il ritore un edificio, costringendo il pilota a un atterraggio d’emergenza.

Una turista romana: «Dovevo essere su quell’elicottero con mio figlio, ma siamo arrivati tardi: oggi inizia una nuova vita»

Il New York Times riporta sul suo sito la testimonianza di una turista romana, Paola Casali, che aveva prenotato il giro turistico in elicottero due giorni fa ma che, insieme al figlio Lorenzo è arrivata in ritardo all’eliporto dal quale decollano i mezzi della Liberty Harbor Sightseeing Tours.

Paola Casali, 42 anni, è visibilmente sotto shock, ancora nell’eliporto sulla 30ma West ore dopo il disastro, scrive il giornale. Aveva prenotato un tour con il figlio 13enne, ma è arrivata poco dopo il decollo dell’elicottero. «Quando siamo arrivati non c’erano altri passeggeri, mi sento confusa, ma so anche che siamo stati fortunati. Oggi inizia per me una nuova vita. La cosa strana è che questa mattina Lorenzo era nervosissimo e non voleva più fare il giro in elicottero. Voleva rimanersene in uno Starbucks, ma io gli avevo detto che “no, è tutto molto sicuro”, e gli avevo raccontato che sei anni fa avevo già fatto quel tour, senza alcun incidente».

«Avevo una sensazione – conferma Lorenzo, che tiene in mano il foglio con la prenotazione per il volo fortunatamente mancato – E continuo ad avere paura degli elicotteri»

Le cinque vittime italiane della tragedia aerea sui cieli di New York, a quanto si apprende da fonti vicine agli inquirenti americani, sono: Tiziana Pedrone, Fabio Gallazzi, Giacomo Gallazzi, Michele Norelli e Filippo Norelli. La loro provenienza non è nota. Un secondo elicottero, con altri componenti della comitiva, decollato contemporaneamente a quello precipitato, è atterrato senza problemi.

 L’ultima volta che il fiume Hudson ha fatto parlare di sè nell’ambito di una missione di salvataggio per un incidente aereo risale al 15 gennaio scorso: quel giorno un aereo di linea della Us Airways atterrò, letteralmente, sulle sue acque e tutte le 155 persone che erano a bordo si salvarono.

L’anomalo incidente, e l’ancor più anomalo atterraggio, avvennero a causa di uno stormo di oche: il volo 1549 dell’Us Airways diretto da New York a Charlotte, in North Carolina, era appena decollato dalla pista 4 dell’aeroporto La Guardia quando l’airbus A320 si imbattè nei volatili. Il capitano Chesley ‘Sully’ Sullenberger capì subito che i motori non rispondevano più ai comandi. Essendo ancora in fase di decollo la situazione era molto seria. In pochi secondi il comandante Sullenberger prese una decisione difficilissima: far scendere l’aereo sul fiume Hudson sotto di lui, l’unico spazio disponibile per un atterraggio di emergenza in quelle condizioni. Così fece: ridusse via via la velocità del velivolo e lo portò ad appoggiarsi il più morbidamente possibile sulle acque del fiume, all’altezza delle 48/ma strada.

A bordo di quell’airbus c’erano 155 persone ma non ci fu neppure un contuso. Anche per questo il capitano Sullberger, successivamente chiamato dai media l’eroe dell’Hudson, ricevette gli elogi e le congratulazioni delle principali istituzioni americane. Tra le tante telefonate, anche quella dell’allora presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, e del sindaco di New York, Michael Bloomberg. Il quale per la seconda volta nell’arco di pochi mesi è stato oggi chiamato a riferire di una missione di salvataggio sull’Hudson. «Però a differenza dell’altra volta – ha commentato – purtroppo questa non sarà una storia a lieto fine».

New York, collisione in volo aereo-elicotteroultima modifica: 2009-08-09T09:12:56+02:00da michelepositano
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