Immigrati/ L’Onu ancora dura con l’Italia. E la Toscana fa marameo a Maroni

Immigrati

L’ONU ANCORA DURA CON L’ITALIA – Fermare i respingimenti degli immigrati in Libia. È quanto è tornato a chiedere il rappresentante per l’Italia dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) Laurens Jolles nell’incontro avuto al Viminale con il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

RESPONSABILITA’ – Dal punto di vista del diritto internazionale “l’Italia è responsabile per le conseguenze del respingimento” dei migranti riportati in Libia sostiene l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr).

LA RISPOSTA DEL GOVERNO
“I respingimenti andranno avanti, così come previsto dall’accordo tra Italia e Libia”. E’ quanto ha confermato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al delegato per l’Italia dell’Alto Commissariato per i rifugiati , Laurens Jolles, durante l’incontro avvenuto al Viminale. Nel corso del colloquio, sono stati affrontati i temi legati al contrasto dell’immigrazione clandestina e alla protezione internazionale dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Il ministro Maroni si è detto molto attento alle questioni poste dall’Unhcr, che, a suo avviso, pero’, devono trovare una soluzione in sede europea. Il ministro, infine, ha proposto la creazione di un tavolo tecnico tra Unione europea, Libia, Italia e Unhcr per approfondire i temi sollevati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite.

LA TOSCANA CONTRORRENTE – E intanto i toscani vanno controcorrente. “Diritti umani” garantiti ai clandestini
. Sia per curarsi sia per mangiare e dormire. È questo uno dei punti fondamentali della nuova proposta di legge approvata dalla giunta regionale della Toscana proprio mentre il Parlamento nazionale dava il via libera all’introduzione del reato di clandestinità per gli stranieri irregolari.

L’intento della proposta legislativa toscana è chiaro fin dal titolo, “Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella regione Toscana”: a tutti gli extracomunitari, indipendentemente dal possesso del permesso di soggiorno, saranno riconosciuti i diritti inviolabili e fondamentali della persona. E quindi l’accesso ai servizi. Per chi è regolare, significherà poter contare su un sistema sempre più in grado di abbattere le barriere linguistiche e culturali: sportelli informativi, mediatori culturali, difensore civico, insegnamento della lingua italiana.

Per chi è irregolare, significherà soprattutto poter contare su un sistema di assistenza socio-sanitaria: saranno garantiti non solo i servizi sanitari in caso di rischio vita e l’istruzione per i minori, come fino ad oggi, ma anche l’accesso alle mense e agli alloggi temporanei alle stesse condizioni di tutti gli altri cittadini italiani bisognosi.

La nuova legge, nell’ambito delle competenze legislative regionali, pone le basi per una politica più organica sull’immigrazione. In una regione in cui, ultimo dato disponibile, all’1 gennaio 2008 erano residenti 275.149 stranieri, pari al 7,5% della popolazione: percentuale più alta della media nazionale, pari invece al 5,8%.

In un recente convegno l’assessore regionale alle Politiche sociali Gianni Salvadori ha spiegato le linee guida della proposta di legge: “Lavoriamo affinché sia garantito a tutti, così come la nostra Carta costituzionale espressamente prevede, il principio di uguaglianza, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione.  L’articolo 3 della nostra Costituzione continua a essere il nostro riferimento essenziale”. E sul provvedimento sulla sicurezza del Governo ha rilevato il rischio “di portare una reale ‘insicurezza sanitaria’ per l’intera cittadinanza”.

Il testo è stato approvato in commissione Attività produttive a maggioranza, con il voto favorevole dei gruppi Pd e Gruppo misto e il voto contrario dei gruppi Fi-Pdl e An-Pdl. A giorni si attende la discussione e il voto in Consiglio regionale. Proprio come si attende a livello nazionale l’esame al Senato del disegno di legge sulla sicurezza. Un disegno di legge nazionale che “contiene una serie di norme assolutamente negative, incivili e assurde”,  al contrario di quelle toscane, commenta Antonio Mummolo, presidente dell’associazione Avvocato di strada che dal 2000 è presente in molte regioni e offre tutela giuridica alle persone senza fissa dimora.  “Tutto ciò che estende diritti a persone che lavorano in Italia e producono reddito, perché di questo si tratta nel caso degli stranieri, è positivo. E poi ogni regione può fare da apripista su certe questioni e provocare un dibattito”.

 

Immigrati/ L’Onu ancora dura con l’Italia. E la Toscana fa marameo a Maroniultima modifica: 2009-05-16T08:37:07+02:00da michelepositano
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