LA MIA VITA SENZA EMANUELA

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Stamattina nella trasmissione mattino cinque è intervenuta la sorella di Emanuela Orlandi

Sono tanti, troppi, i miseri misteri d´Italia che non hanno trovato risposta. Né nelle farraginose indagini della Magistratura, né tantomeno nei polverosi archivi “segreti” di Stato

Tra questi, la scomparsa di mia sorella Emanuela , è senz´altro tra i più inquietanti e meno spiegabili di quegli anni in cui, tra progetti politici occulti, poteri forti e deviati ed impotenza delle Istituzioni, si assisteva ad una sistematica destabilizzazione dell´Italia. A partire dalla politica, per finire con la gente normale. Queste sono state le dure parole di Natalina Orlandi.

L´antefatto: era il 22 giugno 1983 (guarda caso proprio in questi giorni ricorreva l´anniversario di questa tragica vicenda…) quando Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della prefettura pontificia, usciva dalle “sicure” mura Vaticane, per recarsi, come di consueto, presso una scuola di musica nella vicina piazza S. Apollinare. Queste le uniche cose certe. Poi solo confusione e buio. Qualcuno parla di un uomo a bordo di una BMW scura, altri di una donna che si ferma a conversare con lei. Sta di fatto che nessuno, di Emanuela, ha più saputo nulla da quel fatidico giorno di esattamente 25 anni fa.

Dopo le prime, infruttuose, indagini, che evidentemente sottovalutano questa scomparsa bollandola come una bravata da adolescente, i giorni passano e le notizie non arrivano. Solo qualche telefonata, dall´evidente intento di depistare le indagini, ma nulla di concreto.

Fin qui una cronaca, standard, come potrebbe esserlo quella di qualsiasi persona che scompare, volontariamente o a scopo di rapimento. Ma dal 3 luglio del 1983, la vicenda assume delle proporzioni assai più grandi. Giovanni Paolo II, nel corso dell´Angelus domenicale, rivolge un appello a dei presunti rapitori, rendendo, per la prima volta, ufficiale l´ipotesi che si tratti di un rapimento.

Qualche giorno dopo risponde all´appello un uomo dall´accento straniero (battezzato dagli inquirenti l´americano), che chiede addirittura, in cambio del rilascio di Emanuela, la liberazione del terrorista Ali Agca, attentatore del Papa.

Seguiranno, ma senza risultati evidenti e nuove piste , altre 15 telefonate dell´americano e nuomerose altre chiamate, ritenute scarsamente attendibilli.

Unica cosa, l´analogia con un´altra scomparsa, anch´essa rivendicata dai “lupi grigi”, gruppo cui appartiene proprio Ali Agca, pressoché contemporanea. Quella di Mirella Gregori, adolescente quindicenne.

Oltre ai terroristi di Agca, vengono chiamati in causa altre “organizzazioni”, come lo IOR (la banca Vaticana di Marcinkus) e la famigerata Banda della Magliana.

Secondo alcuni, infatti, quest´uomo dall´accento straniero, colto, conoscitore della lingua latina e dei luoghi di Roma, sarebbe stato proprio il prelato dello IOR. Almeno questo è ciò che emergerebbe da una nota “riservata” del SISDE. Certo è che Marcinkus non ha più la possibilità di difendersi, essendo passato a miglior vita da anni e soprattutto, non ha mai avuto alcun addebito in merito a questa vicenda.

Per quanto riguarda la Banda della Magliana, invece, il collegamento si sarebbe concretizzato nel corso di una celebre trasmissione televisiva che si occupa di casi irrisolti e persone scomparse.

È il luglio del 2005 quando una telefonata anonima sconcerta tutti gli spettatori rivelando che la risoluzione del giallo della Orlandi giacerebbe accanto al corpo di Renato de Pedis (il capo della banda della Magliana), sepolto nella basilica di Sant´Apollinare (?).

E come se non bastasse, qualche mese dopo (Febbraio 2006), un pentito della Banda asserisce che una delle voci telefoniche che nel tempo avrebbero depistato la famiglia Orlandi sarebbe appartenuta ad un killer prezzolato conosciuto dal de Pedis.

Ed ora veniamo ai fatti “recentissimi”: è il 23 giugno del 2008 quando la stampa italiana riporta le dichiarazioni di una donna che tra la primavera del 1982 ed il novembre del 1984 ebbe una presunta relazione con Enrico De Pedis.

Secondo questa donna, Emanuela Orlandi sarebbe stata uccisa ed il suo corpo gettato in una betoniera a Torvaianica, località balneare nei pressi di Roma. Le dichiarazioni, poi, proseguono, tirando nuovamente in ballo Marcinkus, Vaticano e banda della Magliana.

Anche se queste recenti dichiarazioni sono state riconosciute dagli inquirenti come confuse e parzialmente incoerenti, sono risultate abbastanza circostanziate da portare ad un supplemento di indagini sul caso, che potrebbero persino esitare nella riesumazione del corpo di de Pedis.

Nonostante tutto, restano degli interrogativi: perché proprio Emanuela, figlia di un semplice impiegato, adolescente, indifesa? Che relazione tra la Orlandi e Mirella Gregori? Perché la verità sarebbe nella tomba di de Pedis? Perché, proprio dopo 25 anni qualcun altro si decide a parlare? E che credibilità può avere una testimone che parla dopo 25 anni? E´ un attacco al Vaticano? Un messaggio per invitare il Papa a non ingerire in affari “altrui” (vedi questioni etiche e politiche…)? L?ennesimo depistaggio?

Probabilmente non lo sapremo mai.

Intanto resta solo il rispetto, massimo, per una famiglia che dopo tanto tempo ancora soffre per la sorte di una figlia che, sebbene capitata in mezzo ad un intrigo internazionale dalle proporzioni apparentemente enormi (se attendibili le notizie rimbalzate alle cronache in questi anni…), rimane pur sempre una povera ragazza scomparsa

Michele De Lucia

LA MIA VITA SENZA EMANUELAultima modifica: 2009-05-15T11:00:51+02:00da michelepositano
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