Inchiesta/ Undici milioni di italiani usano i farmaci omeopatici. E ora diventano “ufficiali”

Undici milioni di italiani fanno ricorso all’omeopatia, 25mila i medici prescrittori di medicinali omeopatici. Lo Stato italiano nel 2007 ha incassato 40 milioni di euro dalle aliquote fiscali derivanti dalla vendita di prodotti omeopatici. Sono solo alcuni numeri che spiegano il perché l’Aifa (agenzia italiana del farmaco) per la prima volta ha deciso di esaminare circa 31 mila prodotti omeopatici ed eventualmente renderli ufficiali. Proprio nei giorni della Giornata mondiale dell’omeopatia (il due aprile) L’Italia è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. I medicinali omeopatici rappresentano poco meno dell’1% dell’intero mercato farmaceutico (dati resi noti dalla Fiamo, la Federazione italiana delle associazioni e dei medici omeopati, in base a delle ricerche del Censis e della Commissione europea)

Non solo. Secondo i dati IMS il mercato omeopatico nazionale nel 2008, rispetto all’anno precedente, è cresciuto dell’1,2% in un periodo in cui il comparto farmaceutico registra un andamento con segno negativo. Che tradotto vuol dire che consumatori, medici e farmacisti si affidano con fiducia a questa terapeutica. E poi c’è la convenienza economica: il prezzo medio dei medicinali omeopatici al pubblico è di 9,6 euro.

Si va dai colliri, compresse, sciroppi, ovuli, fiale orali fino alle supposte, pomate, linimenti (unguenti) e forme liquide (tinture madri, macerati glicerici e diluizioni), oltre a alle forme farmaceutiche più “tipiche” dei medicinali omeopatici: i globuli e i granuli, composti da un supporto di saccarosio e lattosio imbevuto della sostanza medicinale.


Farmaci omeopatici

L’obiettivo dell’Aifa, l’organismo diretto da Guido Rasi ha preso la decisione di esaminare questi prodotti con un obiettivo. Regolamentare un settore che finora ha come galleggiato ai margini dell’ufficialità anche se al suo interno operano aziende serie e qualificate. “Vogliamo dare garanzie di sicurezza e qualità ai cittadini – spiega Rasi, che evita di esprimere giudizi personali sulle cosiddette terapie non convenzionali -. È un fenomeno che coinvolge milioni di persone ed è giusto dunque stabilire dei vincoli normativi, nel rispetto delle leggi comunitarie. Ci aspettiamo di dover valutare nei prossimi mesi circa trentamila richieste di autorizzazione. I consumatori vanno protetti. Le industrie che lavorano con serietà saranno avvantaggiate”.

Affaritaliani ha intervistato Claudia Gurschler, amministratore delegato di Boiron Italia, azienda leader mondiale nei medicinali omeopatici per capire il perché della diffidenza ancora forte nei confronti di dell’omeopatia nonostante i numeri impressionanti dell’ultizzo di questi prodotti.

L’INTERVISTA

Qual è la differenza tra l’omeopatia e la medicina tradizionale?
“Parliamo sempre di farmaci che hanno in particolare due caratteristiche. La prima è che vengono prescritti su basi un po’ diverse rispetto al farmaco tradizionale. In particolare sul principio di similitudine. La seconda è che hanno dei quantitativi molto molto bassi e molto diluiti, quindi parliamo di quantità millesimale di prodotto”.


Claudia Gurschler

Come vede la forte diffidenza che ancora esiste nei confronti dei farmaci omeopatici?
“La diffidenza sta man mano diminuendo di fronte al fatto che l’efficacia di questi medicinali sta prendendo piede. Più sono le persone che si avvicinano all’omeopatia e ne trovano l’efficacia a livello pragmatico, più decade la diffidenza nei confronti di caratteristiche che non sono ancora ben chiare nei termini di meccanismi di azione”.

I meccanismi di azione dei farmaci omeopatici sono più lunghi rispetto a quelli “normali”? Se prendo un antinfluenzale omeopatico e non uno tradizionale, guarisco più tardi?
“No, assolutamente. Questo è uno dei luoghi comuni. Agisce rapidamente”.

Undici milioni di italiani usano l’omeopatia. Oltre 60mila medicinali, 40 milioni nelle casse dello stato. Numeri incredibili…
“Se questi sono i numeri, è la prova dell’efficacia dell’omeopatia. Non credo che 11 milioni di persone si facciano prendere in giro da medici o medicinali non efficaci. D’altra parte nonostante ci sia stata una buona crescita dell’uso di medicinali, c’è ancora parecchio spazio…”

In che senso?
“In Francia il 40% della popolazione si cura con l’omeopatia. Siamo un po’ indietro, pur essendo il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania”.

 

Quale sarà il prossimo passo, a questo punto. Come leggete la notizia che l’Aifa valuterà 31mila farmaci omeopatici?
“Non vedevamo l’ora che arrivasse questo momento. E’ dal 1995 che i farmaci omeopatici sono considerati a tutti gli effetti dei farmaci e che ottemperano a tutte le normative che riguardano la produzione. Da tempo siamo in regola. Tutte le nostre officine sono controllate e sottoposte a ispezione ogni due anni”.

Ma adesso che cosa succede. Che tempi ci sono perché veniate “riconosciuti?”
“L’Aifa è in ritardo rispetto al decreto legge, in Italia e in Europa, che regolamenta la medicina omeopatica con linee guida. Negli altri paesi il processo di valutazione è già in corso da 10 anni. Manca solo la registrazione.  In Italia sono semplicemente notificati al ministero della Salute, ma l’Aifa non aveva mai preso posizione perché mancavano queste linee guida. Oggi una buona parte degli elementi ci sono in queste linee guida. Speriamo quindi di iniziare presto i processi di valutazione e registrazione per ottemperare alla richiesta formale ed avere un numero di registrazione che concluda il processo di ufficializzazione del farmaco omeopatico come tale”.

Ma esistono prove scientifiche che l’omeopatia funzioni?
“Sì, ci sono diverse ricerche pubblicate su riviste autorevoli. Come ricerche di tipo fondamentale o cliniche  che provano l’efficacia di un determinato medicinale”

Quali sono i farmaci omeopatici più richiesti?
“I colliri, come gli antinfluenzali. Il collirio Eufralia, per esempio, si colloca al primo posto tra i colliri ottici globalmente utilizzati. Può essere usato anche per lunghi periodi perché non ha effetti collaterali”.

Ecco, questo è uno dei vantaggi…
“Sì, a fronte di un’efficacia, non ci sono effetti collaterali o limiti o restrizioni date dal principio attivo. Hanno dei dosaggi infinitesimali che esaltano l’effetto terapeutico ma abbassano completamente l’effetto tossico”.

Sono efficaci su tutte le persone? A volte si parla di effetti psicologici che possono incidere… 
“Assolutamente sì, fanno effetto su tutte le persone. Basti pensare che vengono utilizzati anche a livello veterinario. E lì non penso che il fattore psicologico possa incidere…”

Come definite la medicina omeopatica. Vi piace più definirla una medicina alternativa o secondo voi è una parte della medicina?
“Questo è un punto particolarmente caro. Noi non parliamo di medicina, perché la medicina è una sola. Parliamo di terapeutica, di una tipologia di farmaco, di una farmacologia diversa. Il nostro lavoro è proprio fare in modo che ogni medico possa conoscere meglio questi metodi o per integrarli o per sostituirli quando è il caso, ai farmaci tradizionali”.

Un altro tema dolente riguarda i rimborsi di questi farmaci. Come vi state muovendo? In Italia è previsto un rimborso solo in Toscana.
“Il primo passo per questo ulteriore obiettivo è avere una registrazione. Lo stato non si sente di garantire dei farmaci che non ha ancora valutato. Sarà un passo successivo e una nostra grande lotta. E lo stato ne guadagnerebbe economicamente…”

Bè, costano anche meno…
“Certo. E pensi che la Boiron nel 2006 ha ridotto il prezzo dei principali prodotto fino al 40% per renderli più accessibili. Un investimento enorme.”

Inchiesta/ Undici milioni di italiani usano i farmaci omeopatici. E ora diventano “ufficiali”ultima modifica: 2009-04-02T08:20:21+02:00da michelepositano
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