Lo scandalo del traffico di bambini dall’Egitto all’Italia

Una tratta di minori che parte dall’Egitto e arriva in Italia passando per la Libia. È lo scenario inquietante descritto da Francesco Rocca, commissario straordinario della Croce Rossa Italiana durante il convegno “Emigranti, immigrati, migranti” alla presidenza del Consiglio. Il fenomeno emerge sia dalle storie raccolte al centro di accoglienza Cri di Jesolo sia da quanto riferito dall’assessore capitolino alle Politiche sociali Sveva Belviso che, lanciando l’allarme sull’aumento dei minori non accompagnati a Roma, con richieste di accoglienza aumentate del 100% dallo scorso ottobre, ha indicato negli egiziani, accanto agli afgani, i più presenti in città.

“In base ai flussi degli ultimi 24 mesi, moltissimi minori non accompagnati e senza documenti sono egiziani – ha spiegato Rocca – Vengono tutti da un’unica località, Gharbyia, al confine con la Libia”. Un vero e proprio centro di raccolta del crimine da dove partono per la traversata fino a Lampedusa. “All’arrivo in Italia sono obbligati a lavorare per ripagare il costo del viaggio ai trafficanti – ha continuato Rocca – . C’è un’organizzazione dedita a questa attività che è stata segnalata alle autorità, e continua a svolgere questi traffici nell’indifferenza internazionale. È un mercato infame”. Con l’Egitto, inoltre esiste un problema di reciprocità. “La maggiore età in Egitto è a 21 anni e per gli accordi bilaterali dobbiamo prendere in carico fino ai 21 anni questi ragazzi”, hanno spiegato sia  Rocca sia  Belviso, che ha portato l’esempio di quanto possa essere gravoso il fenomeno per le casse di un comune.

“È un onere di presa in carico importante – ha confermato il commissario della Cri – . Vengono riaffidati alle famiglie di provenienza o inseriti in circuiti protetti. La metà di loro scappano dai centri di accoglienza dove vengono scolarizzati”. La Croce Rossa attraverso un accordo con l’Anci li sta ridistribuendo su tutto il territorio nazionale, “perchè non potrebbero essere mantenuti tutti dal bilancio di un piccolo comune come Jesolo” ha spiegato Rocca. “Altri hanno già delle famiglie in Italia – ha continuato – . Ma prima devono controllare i servizi sociali. Queste famiglie li fanno venire in Italia con questo sistema e non con il ricongiungimento familiare. Ad aspettarli non ci sono solo genitori ma anche parenti, cugini e zii”.

A margine del convegno, il Commissario ha affrontato le ripercussioni del trattato di amicizia tra Italia e Libia siglato dal premier Silvio Berlusconi e dal leader libico Muammar Gheddafi. “In Libia c’è un problema serio di corruzione e di criminalità. Questo va detto con chiarezza”, ha affermato. “ Non bastano gli accordi di cooperazione, il governo italiano dovrà vigilare perché cessino questi fenomeni di corruzione. Dai racconti drammatici che arrivano a Lampedusa è la stessa polizia che organizza gli appuntamenti in spiaggia”. Questa la modalità con cui partono i viaggi della speranza secondo Rocca: “I trafficanti danno l’appuntamento a 300 persone, in realtà la barca avrà posto solo per 180-200 di loro. Tutti hanno pagato prima. Guarda caso, non appena la barca è piena, arriva sempre la polizia e scappano tutti senza poter discutere sulla restituzione di  quanto anticipato. Con quello che sono costretti a pagare gli immigrati, credo che il fenomeno della corruzione dovrà essere stroncato con interventi massicci di polizia esterni a quella locale”.
 


Lo scandalo del traffico di bambini dall’Egitto all’Italiaultima modifica: 2009-03-30T09:37:40+02:00da michelepositano
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