Libri/ “Io & Davide” di Mauro Marcialis, il nulla della tv

sesso di ogni tipo, droghe, prostituzione, corruzione. “Io & Davide” di Mauro Marcialis (ed. Piemme, 156 pagine, 11 euro) è un romanzo per molti versi sconvolgente. Un’allucinazione letteraria che però mantiene forti verosimiglianze con un certo tipo di televisione che, a telecamere spente, ti immagini esattamente come in questo libro.

Come le è venuto in mente di rappresentare questa discesa all’inferno?
Gli spazi televisivi sono colmi, non c’è spazio per ficcare occhi e naso in quel crimine dove le lobby di potere hanno avuto un ruolo rilevante. Gli spazi sono volutamente colmi. Colmi di nulla. I mostri di bellezza sono i ricettacoli dell’inconsistenza morale, lo specchio in 16:9 del nostro tempo. Anche la tv fisica, strumento di accesso, si è metaforicamente adeguata: è ultrasottile! Ecco l’evoluzione della specie, rappresentata dall’homo hi-tech, opportunamente D&Gitalizzato. Apparire è uguale a essere. Prostituzione equivale a meritocrazia. Corruzione corrisponde a ordine. Degenerazione è pari a normalità. La perfezione è ingannevole, è banalizzata. È, quindi, oscena. “Io & Davide” nasce da qui, da queste riflessioni e suggestioni.

Ovviamente, ogni riferimento alla realtà è puramente casuale… 
Ma è tutto verosimile! Sesso, droga, prostituzione, violenza, corruzione, giuridica ed etica sono parte integrante del vissuto italiano. I dati sono emblematici. Per le droghe: limitandoci alle due sostanze più diffuse, abbiamo circa quattro milioni di consumatori di cannabis e oltre un milione di cocaina, secondo le rilevazioni della Commissione europea. Sesso: dall’esame di alcune indagini risultano novantamila prostitute e oltre otto milioni di clienti.

Nessuno può sentirsi escluso?
Sulla base di tali numeri, nessun ambiente lavorativo e sociale può essere escluso, e i mondi del mio romanzo sono esattamente nella tacca di mira…

Orlando & Davide lascerebbero pensare a Interrante e Vitagliano…
Il richiamo è naturale, essendo i tronisti più noti. In realtà nel romanzo non ci sono riferimenti alla persona Interrante o all’uomo Vitagliano, ma viene utilizzato ed enfatizzato il ruolo che rivestono. Inoltre, i tronisti  del mio romanzo assolvono anche funzioni meramente narrative: hanno infatti un passato marcato da eventi devastanti che influenzeranno il loro complesso rapporto affettivo. Gran parte della strategia della suspense del libro è caratterizzata dai conflitti e dall’ambiguità della loro amicizia.

I due protagonisti del romanzo non si fanno remore a prostituirsi con uomini e donne, e di recente abbiamo letto che esisterebbe un tariffario per le prestazioni dei tronisti. Pura coincidenza, ha portato avanti un’inchiesta prima di scrivere o ha avuto modo di vivere in prima persona certe situazioni?
Pure deduzioni da osservazione. La bellezza è un requisito fondante di un certo tipo di successo televisivo, ed è spendibile. Il sesso ne è il riflesso più immediato. Stiamo parlando di persone con i canoni estetici richiesti dal mercato e profondamente ambiti. La clientela ostenta il possesso di tali personaggi, raccontandone le gesta erotiche e collezionandoli in chiacchiere. 

In trasparenza si intravede nel racconto la trasmissione “Uomini e donne”?
“Uomini e Donne” rappresenta l’elemento scenico dei due personaggi ed è quindi parte integrante del romanzo. La successione delle puntate ne scandisce la struttura ed accompagna il progressivo deterioramento dei tronisti. L’ho scelta perché parecchio significativa del sistema videocratico in questione. Nel corso della narrazione vengono evidenziati, spesso in maniera grottesca, alcuni aspetti reali del programma: le “parti” assegnate alle corteggiatrici e al pubblico, le cosiddette “esterne”, il tuttologo di turno… 

Lei pensa che la tv sia un male dei nostri tempi?
E’ un male variabile, nel senso che si misura nei singoli livelli di coscienza, cultura, etica di ognuno di noi. Considerato che la televisione è l’esatta rappresentazione della nostra società ed è, nonostante quello che si possa credere, generalmente conservatrice, ecco che, in sintesi, propone semplicemente quello che è stato espressamente richiesto.

Perché un libro come “100 colpi di spazzola” scandalizza mentre ancora non ci sono state reazioni forti riguardo al suo?
Lo scandalo si misura in visibilità. “100 colpi di spazzola”, che ammetto di non avere ancora letto, ha venduto moltissimo ed è quindi divenuto un “caso” per inerzia. Da quello che so è, tra le altre cose, un romanzo adolescenziale pruriginoso che probabilmente ha toccato anche impulsi voyeuristici e, nella stessa dose, desideri e disgusti erotici, ovvero le nostre ossessioni. “Io & Davide” non ha raggiunto il grande pubblico e il motivo è noto perfino all’autore: è ragionevolmente disturbante, sia come tematica che come linguaggio, ha parti violentissime e la chiave allegorica adottata per descrivere il disturbo morale e culturale dei nostri tempi non era facilmente accessibile. Certo, se andasse in tv…

 


Libri/ “Io & Davide” di Mauro Marcialis, il nulla della tvultima modifica: 2009-03-27T09:51:31+01:00da michelepositano
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