Frocio a chi?/ Dal cinema alla famiglia, la società italiana si scopre gay friendly: “Gli omosessuali oggi sono come i divorziati vent’anni fa

Gli Stati Uniti hanno annunciato nei giorni scorsi il loro sostegno alla dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti degli omosessuali: una decisione che pone, per l’ennesima volta, la nuova amministrazione di Barack Obama su una strada opposta a quella percorsa da George W. Bush. Dagli Usa all’Italia: questa settimana Polistena, in provincia di Reggio Calabria, è stato il primo comune italiano a dichiararsi “amico dei gay” e ha approvato all’unanimità un regolamento contro le discriminazioni ai glbt (gay, lesbiche, bisessuali, transgender), proposto dal consigliere Massimo Frana (Pd).

Stiamo quindi diventando una società gay friendly? Stefano Bolognini, autore di “Una Famiglia Normale” (Edizioni Sonda), una sorta di micro-inchiesta (appena presentata a Milano) in cui una madre, un padre, la nonna ottantenne, un fratello e il cugino (oltre alle rispettive compagne conviventi) si confrontano con l’omosessualità dell’autore, non ha dubbi: “Sicuramente oggi c’è una maggiore apertura e disponibilità. La famiglia italiana ormai è pronta a parlare serenamente di omosessualità e ad accogliere nel proprio nucleo i gay. Anche perché la famiglia si sta trasformando e assume varie forme. Per famiglia oggi si intende anche solo una vedova. O una coppia di gay”.

Già. Se cambia la società, cambia la famiglia. E la società sta cambiando: il Parlamento danese, il primo del mondo ad adottare nel 1989 il matrimonio civile fra omosessuali, ha da poco approvato un provvedimento che rende possibile l’adozione di figli alle coppie omosessuali.
Ma saranno accettati dalla società i figli di gay? Bolognini scommette che è solo questione di tempo: “Se negli anni ’80 i figli dei primi genitori divorziati spesso vivevano un senso di disagio nei confronti degli altri bambini, ora sono i figli dei gay a dover affrontare la difficoltà di sentirsi diversi dai bimbi di genitori etero. È inevitabile, ma transitorio”.

Trasformazioni della società che vengono registrate anche dal cinema: dopo l’Oscar di Sean Penn ottenuto con “Milk“, storia del primo politico Usa dichiaratamente gay a raggiungere un incarico istituzionale e le polemiche sanremesi scatenate dalla canzone di Povia, è arrivato nei cinema italiani “Diverso da chi?”, commedia su un politico omosessuale italiano (Luca Argentero) che si scopre attratto suo malgrado da una donna (Claudia Gerini), con cui arriverà a costruire un particolare rapporto a tre insieme al compagno di sempre (Filippo Nigro).

E pure dal settore dell’editoria non mancano le novità: fresco di stampa è il primo volume delle avventure di Gus e Waldo di Massimo Fenati, una coppia di pinguini omosessuali alle prese con le normali nevrosi di vita quotidiana (TEA edizioni). Un fenomeno che ha conquistato l’Inghilterra, dove le avventure sono già giunte alla terza serie e i pinguini si sono trasformati pure in strisce spassose per il Guardian e per il Times, in attesa di approdare al cinema (da protagonisti) e di essere lanciati persino in una serie di libri interattivi per l’iPhone.

 

 

 

Ela Weber Lesbo

 

 

Frocio a chi?/ Dal cinema alla famiglia, la società italiana si scopre gay friendly: “Gli omosessuali oggi sono come i divorziati vent’anni faultima modifica: 2009-03-23T09:04:45+01:00da michelepositano
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