Salute/ Bye bye spermatozoi… E’ colpa dell’inquinamento

gli uomini non sono più quelli di una volta. Negli ultimi 40 anni il maschio italiano ha perso in capacità riproduttiva. A dirlo è una ricerca condotta dall’Università di Pisa che rivela come, dagli anni ’70, sia diminuito il numero di spermatozoi per millilitro di sperma da 71 milioni a 60 milioni. Oltre al numero è calata del 30% anche la motilità degli spermatozoi, requisito importante perché essi riescano a “fare centro”.

Chi sta peggio? La maglia nera tocca propria a una delle “terre della virilità”, la Campania, con Napoli in particolare, dove la capacità riproduttiva è sotto la media nazionale. Ma la situazione è negativa anche in Lombardia, Veneto e Lazio. Se può consolare, il problema non è solo italiano: un recente studio dal francese Pierre Jouannet, ex primario di biologia della riproduzione all’ospedale Cochin di Parigi, ha rivelato che anche i parigini hanno perso negli ultimi vent’anni il 40% dei loro spermatozoi.

INQUINAMENTO – La causa è da ricercare nell’aumentata esposizione ad una serie di sostanze inquinanti che si accumulano nei testicoli con inevitabili conseguenze sul liquido seminale: polveri sottili, piombo ed ossido di carbonio, pesticidi, solventi, metalli pesanti, additivi alimentari, prodotti utilizzati per accrescere il peso degli animali d’allevamento, diossina. “Tutte queste sostanze, presenti nell’aria o accumulate nei cibi, agiscono a livello ormonale sugli estrogeni, che interferiscono nella produzione di testosterone, impedendo la maturazione degli spermatozoi e ostacolando la spermatogenesi, cioè il processo di formazione degli spermatozoi” sottolinea il dottor Vincenzo Gentile, Presidente della Società Italiana di Andrologia. Il risultato è un’alterazione del numero, della motilità e della forma delle cellule sessuali maschili, con un danno che può essere anche permanente, determinando una sempre più diffusa infertilità nel maschio.

A RISCHIO – Tanti a rischio: abitanti di grandi città, lavoratori che con queste sostanze inquinanti operano quotidianamente, abitanti di zone agricole. Il grado di inquinamento fa comunque la differenza: “Negli uomini che vivono nei grandi centri urbani o in aree a forte industrializzazione, ma anche in zone agricole in cui si utilizzano pesticidi, è stata osservata una riduzione della motilità degli spermatozoi che, in alcuni casi, è arrivata al 20% rispetto a quella degli uomini che vivono in città più piccole” sottolinea il dottor Gentile.

LE NUOVE GENERAZIONI – Gli esperti avvertono: gli effetti si protraggono sui figli – a questo punto destinati a ridursi di numero – con effetti anche sullo sviluppo dei genitali: “Bambini ed adolescenti sono fisicamente più strutturati, più alti della media di qualche decennio fa, ma presentano genitali molto più piccoli” spiega il dottor Nicola Mondaini, Dirigente Medico I Livello dell’Ospedale S. Maria Annunziata dell’Università di Firenze. “Inoltre, in un caso su 3, i giovani hanno già patologie andrologiche che nel 60% dei casi possono interferire sulla capacità riproduttiva”.

SOLUZIONI – L’Unione Europea ha da poco approvato un decreto che vieta l’uso di numerosi pesticidi e che dovrà essere applicato entro i prossimi tre anni. Nell’attesa gli esperti invitano a prediligere prodotti certificati e coltivati senza il ricorso a pesticidi e concimi chimici. Giudizio sospeso, invece, per quanto riguarda i prodotti geneticamente modificati: “Le posizioni sono contrastanti: non esistono dati che certifichino la pericolosità dei cibi geneticamente modificati rispetto agli altri alimenti, ma al contrario esistono diversi studi scientifici che testimoniano ora l’effetto negativo degli Ogm sulla fertilità, ora la loro ininfluenza” dichiara il dottor Gentile. “Non possiamo trarre delle conclusioni certe.”

PREVENIRE – Contro un inquinamento così diffuso, però, non è facile difendersi, per lo meno agendo solo a livello individuale. E’ importante, quindi, tenere costantemente sotto controllo la propria salute, con visite periodiche dall’andrologo. Un’occasione è offerta dalla Settimana della Prevenzione Andrologica: da lunedì 23 a sabato 28 marzo sarà possibile sottoporsi a visite specialistiche gratuite e ottenere consigli preziosi in uno dei 235 centri specializzati che hanno aderito al progetto. Per trovare il più vicino: www.andrologiaitaliana.it.


Salute/ Bye bye spermatozoi… E’ colpa dell’inquinamentoultima modifica: 2009-03-16T18:48:25+01:00da michelepositano
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