Sessoscritto bis/ Marzia gli stava di fronte, in piedi, con l’ aria sicura e spavalda. Come se fosse lei a poterlo penetrare per prima

Marzia gli stava di fronte, in piedi, con l’ aria sicura e spavalda, fasciata dentro una stretta tuta di jeans e un pesante cinturone di pelle marrone in vita. I lunghi capelli biondi erano tutti sciolti lungo le spalle, fino ai gomiti, ma non le coprivano gli occhi che, scintillanti, lo guardavano diritto dentro i suoi, come fosse lei a poterlo penetrare per prima.
Oh, e invece no! Ora lui allungava le braccia verso la fibbia della sua grossa cintura e la sfilava via… lasciandola semplicemente cadere per terra con un piccolo tonfo strano, di ferraglia, attutito dal tappeto sotto i loro piedi. Le prendeva una mano e le faceva fare un passo in avanti, per avvicinarla a sé ancora di più, senza riuscire a distogliere lo sguardo dai suoi occhi…Le sfilò allora  subito la maglietta di cotone nero, dalla testa, mentre lei faceva ondeggiare i capelli a destra e a sinistra, in un’onda di soffice chiarore, di leggero profumo di shampoo che lui vedeva, che lui avvertiva, che lo attraeva…e poi, mettendole le mani dietro la schiena, liberò le sue tette dal reggiseno con il ferretto, e le tette di Marzia ebbero un sussulto, finalmente sciolte da quella costrizione, si posarono sul suo busto, rimbalzando appena appena. Lui le prese con entrambe le mani, ed erano grandi e pesanti, e non gli entravano tutte dentro i palmi; lui vi affondò il viso, baciandole e stringendole e giocando con la lingua sui capezzoli eretti, che avevano un sapore quasi dolce…Marzia restava lì, vicina, di fronte, in piedi, i lunghi capelli come un leggero manto, e solo un poco muoveva il collo e la testa all’indietro, offrendosi…

Oh, l’avrebbe presa lui per primo…! Si chinò ai suoi piedi e le sfilò via dalle gambe la tuta di jeans, cotone pesante, e gli stivali camperos che portava sotto e i calzini di cotone di spugna. I piccoli piedi di Marzia odoravano un po’ di cuoio, ma anche quel profumo era buono. Poi mise una mano dentro le sue mutande, lì dove i suoi peli erano folti anche se biondi, come i capelli. Le carezzò quella peluria liscia e setosa facendo scorrere un dito lungo il solco della sua fica, che era profondo e scivoloso, come una strada d’ingresso… Arrivò con il dito fino a toccarle, ad accarezzarle l’apertura interna della  fica, a sentire come al tocco delle sue dita si allargava ancora un poco, e come allora le sue dita vogliose continuassero a toccarla, frugandola quasi, come alla scoperta del segreto di tutto  quell’ umidore e sopratutto di quanto, quanto  calore aveva dentro…Marzia lo guardava ancora negli occhi, diritto, con il suo sguardo  sicuro e insieme pieno d’ approvazione e di desiderio.

Lui infine le tolse via le mutande, facendole alzare prima una gamba e poi l’altra. Ecco: Marzia ora era tutta nuda, tutta da toccare, tutta da prendere…Allora lui la fece girare, con un gesto deciso, l’appoggiò al piano della libreria  – dove c’erano  in fila tutti i suoi testi d’architettura – e tenendole con forza una mano sul collo, per non farla alzare, si slacciò i pantaloni, si abbassò solo un poco le mutande e sì tirò fuori il cazzo. Subito con le dita della mano se lo prese e andò a cercare l’apertura bagnata della fica di Marzia e ve lo infilò dentro, prima appena la punta, poi con un colpo deciso, che allargò tutta la fica di Marzia, ve lo mise dentro interamente, e la fica di Marzia lo prese, tutto, e lo avvolse, dentro, con la sua carne calda, mentre lei con la voce faceva: “Ahhh…” perché il colpo con cui lui era entrato era stato forte, ma anche il piacere lo era stato.

Da dietro lui non poteva più vedere gli occhi penetranti di Marzia… ma era lui, ora, che per primo, l’aveva penetrata! Le stava dentro, con il cazzo, e lo muoveva avanti e indietro dentro la sua fica, lo faceva scivolare ritmicamente, un colpo dopo l’altro, energicamente, ed ogni colpo era proprio uno spasmo di piacere.  E ancora Marzia faceva: “Ahhh…” e i suoi capelli biondi le ondeggiavano in parte sulle spalle e sulla schiena e in parte ciondolavano verso terra. Lui allora con una mano ne prese una grossa ciocca e cominciò a tirarli, appena un poco, aggrappandosi poi ad essi con un po’ più di forza mentre con i fianchi ancora le dava dei forti colpi sul culo e con il cazzo le entrava fortemente dentro.
“Ahhh… Ahhh…”, continuava a fare Marzia, ma non era per lamentarsi: lui lo sapeva che le sue urla erano di piacere.
“Lo senti…? Lo senti come ti entro dentro? Lo senti…? Ti sono dentro, tutto, tutto dentro… e ti prendo… ti prendo… e tu non puoi andare via perchè io ti tengo…”
Così lui le diceva. E allora Marzia  gli rispondeva: “Oh si…! Oh si…! Tutto dentro… Tutto dentro… Mettimelo tutto dentro… E non andare più via… Restami sempre dentro…”
Le frasi di Marzia lo eccitavano e lui si muoveva ancora più velocemente, le dava dei colpi, con i fianchi e con il cazzo, ancora più forti e le tirava anche i capelli ancora più fortemente.
“Ahhhh…Ahhh…” Faceva Marzia.
Lui allora si piegava verso il suo orecchio e le sussurrava, leccandoglielo intanto tutto con la punta dura della lingua:
“Dentro… Ti resto dentro… Lo tengo dentro di te… Dove sei calda… Sei così calda…!”

Marzia cominciò a muovere prima un po’ i fianchi e poi il culo e allora lui rallentò il ritmo dei suoi colpi, allungando il tempo in cui il suo cazzo le rimaneva nella fica, penetrandola, dopo il forte colpo. Il piacere divenne quindi ancora più grande e Marzia cominciò a mugolare mentre lui la teneva ancora per i capelli, ma con più dolcezza, e guardava con piacere  il suo culo che si muoveva, in modo circolare e lentamente, intorno al suo cazzo, mentre proprio il suo cazzo le affondava nella fica tutta aperta, che lui continuava a prendere, a penetrare da dietro e in quel modo la intravedeva, rossa e bagnata, ogni volta che il suo cazzo un poco ne usciva…E quanto, quanto gli piaceva quel colore incandescente, dove nuovamente ad ogni colpo lui affondava…
“Ancora….Ancora…”, diceva Marzia e lui non si fermava ma dava al suo movimento quel ritmo costante che a lei piaceva, per cui lei continuava a muovere il culo in maniera circolare e a massaggiare in quel modo il suo cazzo che entrava e usciva e a provocare la sua vista, che godeva proprio nel guardare la carne del suo culo che vibrava e la carne rossa,  viva e pulsante della sua fica…
“Ancora…Ancora…”, ripeteva anche lui e fu proprio in quel continuo mischiarsi di piacere di tutti i sensi insieme,  che anche la voce accompagnava, libera di dare forma alle parole che loro avevano scelto, senza preoccuparsi di disegnare un pensiero – o almeno di sicuro lui non si preoccupava né di questo né di nient’altro –  fu in quel montare eccitato dei movimenti e degli odori provenienti dai fluidi chiari che uscivano dalla fica, dal cazzo, dalla bocca ed erano buoni ed  anche quelli eccitanti; in quel montare eccitato del respiro che si faceva sempre più breve e della voce, che ripeteva sempre le stesse parole o gli stessi suoni; in quel continuo toccare delle mani la carne arrossata e molto, molto calda di Marzia, del culo, delle braccia, della schiena inarcata di fronte a lui; nel sentire i suoi lunghi capelli scivolosi scorrergli tra le dita, una volta, dieci volte…; e le sue tette turgide completamente abbandonate a lui, alle sue mani che le palpeggiavano tutte, concentrandosi a volte sui capezzoli eretti, duri e disponibili ad essere presi e stretti e pizzicati un poco…

Fu durante quel continuo piacere che si ripeteva e che ad ogni ripetizione era ancora più forte e più intenso, che lui sentì provenire un calore dalla punta del suo cazzo e poi su, verso il ventre, verso la pancia e poi verso i reni e la schiena e infine avvolgere le palle sia dentro che fuori; un calore particolare che era  l’estremo apice del suo godere,  che  fece scivolare, lungo il canale all’interno del cazzo, prima un fiotto e poi un altro e poi un altro ancora, di liquido caldo, che lui non poté vedere ma che immaginò fosse entrato nella fica di Marzia mentre lui assecondava quel suo orgasmo – che lo faceva sentire anche particolarmente accaldato – con i movimenti dei fianchi, mentre rivoli di sudore gli scendevano dai capelli e dalla collo.

Provò infine a restare con il cazzo dentro la fica di Marzia ancora un poco, dopo il suo orgasmo, ad aspettare che il cazzo si riposasse lì, dentro la fica di lei, perchè pensava che potesse essere piacevole per lui, ma anche bello, in generale… e poi soprattutto perchè voleva continuare a provare quella sensazione di benessere e di morbidezza, che la vicinanza della pelle  di Marzia gli dava.
Il calore che sentì sprigionarsi dalla fica di lei – Marzia per la verità non aveva provato un orgasmo, a sua volta – però era così particolarmente forte che lui decise che non ce la faceva a resistergli: il suo cazzo non poteva restarle dentro.
Così lo sfilò mollemente via e abbracciò Marzia da dietro, per non perdere comunque il piacere del profumo che il suo corpo emanava e  la setosa vicinanza dei suoi capelli… – ma anche per evitare che ci potesse essere del ridicolo in lui lì, in piedi, con il cazzo floscio e i pantaloni calati appena sotto il culo, in piedi davanti a  Marzia che gli appariva in tutta la sua bellezza nuda.

Fu proprio Marzia però a toglierlo dall’imbarazzo perchè volle andare a sdraiarsi sul suo letto. Lo prese per mano e gli disse: “Portami in camera tua.”
Così lui la scostò dalla libreria, si tirò appena un po’ più su i pantaloni, per poter camminare, e ve la condusse. Tirò giù dal letto le lenzuola verdi e piene di foglie disegnate, accese la lampada di legno e  vetro di murano verde, che si trovava ad un lato della camera, piantata in terra vicino ad un leggio – ma Marzia non poté vedere che libro lui vi tenesse aperto sopra, per bellezza –   poi si tolse la camicia, i pantaloni, le mutande, il resto, e si sdraiò con lei sul suo letto. Prese Marzia per la vita, con le mani, e poi entrò con la sua lingua nella bocca di lei, leccando e poi succhiando la lingua di Marzia, in un bacio lungo e riconoscente ma sopratutto ancora voglioso. Dopo quel bacio infatti il cazzo di lui cominciò ad animarsi di nuovo, ad essere nuovamente pulsante di sangue che vi scorreva dentro. Ma, insieme a quella sensazione di sangue che scorreva, a lui sembrava di provare anche qualcosa di assolutamente nuovo e che si presentava  assolutamente simile alla sensazione di calore che  caratterizzava tanto la sua scopata con Marzia quanto proprio  la fica di lei.

Tutto ciò a lui piaceva molto, non solo perchè era insolito, ma soprattutto perchè era davvero la sostanza della sua idea del sesso: lo sprigionarsi di un calore continuo e sempre più forte da cui tutto nasceva.
Intanto anche Marzia non era insensibile a quel bacio, soprattutto perchè lei non aveva concluso il suo amplesso – mentre invece avrebbe decisamente voluto provare anche lei un orgasmo – ragione per cui  aveva nuovamente aperto la bocca, si era fatta succhiare la lingua, nella speranza che i suoi baci potessero  eccitare il cazzo di lui e renderlo così nuovamente pronto…
E più la bocca di Marzia si apriva più le mani di lui cercavano la sua fica, tra le sue cosce nude. Cominciarono infatti a toccarla, con due dita la palpeggiavano  fuori e  uno invece lo aveva infilato appena  un poco dentro, trovando così la fica di lei subito morbida e pronta ad aprirsi al suo tocco leggero ma  costante e  sempre più veloce, più veloce… Lui non smetteva di toccarla, di muovere costantemente le dita in su e in giù, e Marzia non smetteva di provare piacere,  ad occhi chiusi, con le gambe aperte, mentre lui la guardava godere.

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Anche Marzia ebbe così – in quel modo – il suo orgasmo sebbene non ebbe più dentro la fica il cazzo di lui. La verità era che lui era un po’ fisicamente stanco – dopo averla scopata in piedi e dopo averla toccata fino a farla venire – ma non voleva dirglielo. Inoltre continuava a provare quella strana sensazione, giù, proprio sulla punta del cazzo, perciò di scoparla ora non gli andava. Anche se gli piaceva ancora molto che fossero lì, ancora nudi, lui e lei.
Marzia, pur non conoscendo nei particolari i disegni dei pensieri di lui, capiva che c’era qualcosa di simile alla tenerezza in quel loro restare lì nudi, sdraiati vicini, qualcosa di vagamente affine all’ affettività animale: qualcosa che in qualche modo le piacque e che non la rese mal disposta verso di lui, sebbene l’orgasmo che le aveva dato era arrivato con le mani e non con il cazzo e sebbene avvertisse che una qualche incertezza fisica nei suoi confronti lui la stava provando…
Marzia lo guardava con la sua solita aria sicura, ma con un sorriso che era molto accogliente e che  lui percepiva come una sorta di approvazione.
“Sei così bella tu…”, le disse allora lui, desideroso di farle arrivare, anche attraverso la chiarezza delle parole, il suo apprezzamento.
“E tu sei buono.” Gli disse Marzia. Al che lui un pochino si stupì e domandò:
“Ti ringrazio…Ma tu come sai se è vero o no?”
“Capisco sempre queste cose. E’ nella mia natura, nelle mie possibilità.”
La risposta di Marzia non fu per nulla un chiarimento per lui, ma lui pensò che sarebbe stato molto noioso continuare a chiederle spiegazioni – e forse anche un tantino polemico – perciò ascoltò la frase di lei senza replicare.

Fu però la stessa Marzia a continuare a parlare: “Ho sentito che hai anche tu alcune particolari capacità…” – e qui Marzia fece addirittura una breve risatina maliziosa, che fece sorridere anche lui – “perciò vorrei che tu potessi davvero saperle usare al meglio, al tuo meglio… consapevolmente… e farci bruciare di passione… e di sesso… Posso quindi darti anche un’altra piccola possibilità.”
Lui la guardava davvero interessato e soprattutto si chiedeva cosa lei intendesse dire: voleva fargli un regalo?
Ma Marzia gli prese semplicemente il cazzo fra due dita e gli disse: “Guarda”.
Al che lui abbassò gli occhi proprio verso il cazzo – che era, appunto, un poco eretto – e vide che sulla punta – grossa e rossa, divisa da un solco leggero –  lì dove aveva sentito quella sensazione di forte potenza ma soprattutto di forte calore – guizzavano, ballavano quasi, due piccole azzurre fiammelle.

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Sessoscritto bis/ Marzia gli stava di fronte, in piedi, con l’ aria sicura e spavalda. Come se fosse lei a poterlo penetrare per primaultima modifica: 2009-01-31T16:06:00+01:00da michelepositano
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