Museo della figurina/ In mostra a Modena le immagini dalle favole di Esopo

Della vita di Esopo, favolista greco del VII o VI sec, a. C., si conosce molto poco. Ma è rimasto famoso per aver composto 400 brevi e argute favole, spesso riferite agli animali e con trasparenti allusioni al mondo degli uomini.  Molte di queste furono anche riadattate da grandi scrittori di fiabe, come Fedro e Jean de La Fontaine. Altro mistero intorno a Gualterius Anglicus, divenuto Arcivescovo di Palermo, che rivisitò le favole di Esopo nel XII secolo. Secondo lo studioso francese Hervieux, Gualtiero, di nazionalità inglese, vissuto nel XII secolo, sarebbe stato cappellano di Enrico II d’Inghilterra e da questi inviato in Sicilia con l’incarico di occuparsi della formazione di Guglielmo II, promesso sposo di Giovanna, figlia del sovrano inglese.


Favole, 1901, Pubblicità cioccolato Suchard, Neuchâtel. Serie di 12 figurine

Legati alla sua funzione di precettore sarebbero state sia una grammatica latina composta per il suo allievo, sia la raccolta di favole esopiche. La sua biografia fu però contestata nel 1972 da L. Loewenthal che negava credibilità ai dati forniti dall’erudito francese. Vera o presunta che sia l’identità, il manoscritto sulle favole di Esopo è ritenuto, dai più, opera proprio di Gualtiero e il suo fac-simile è esposto nella mostra “Esopo e la volpe. Iconografia delle favole dal IV a. C. al XX secolo”, da venerdì al Museo della figurina di Modena.
Curata da Paola Pallottino, la rassegna si snoda attraverso la presentazione di cinque favole tra le più popolari: “La cicala e la formica”, “Il corvo e la volpe”, “Il lupo e l’agnello”, “Il lupo e l’airone” e “La volpe e la cicogna”, indagate in altrettante immagini selezionate da manoscritti miniati e opere a stampa fra le più significative apparse in Europa tra il XIV e il XX secolo.


Il lupo e la gru in C. H. Bennett, The Fables of Aesop and Others, London, W. Kent & Co., 1857. 22 xilografie colorate di Swain sui potenti disegni caricaturali di Charles Henry Bennett (Londra 1829-1867)

Seguendo un percorso cronologico, l’esposizione mette a confronto le tematiche delle singole narrazioni, così da creare una suggestiva panoramica tra i loro contenuti e la loro evoluzione. Oltre al più antico documento figurativo della favola “La volpe e la cicogna”, conservato su un’idria a figure rosse del IV-III secolo, sono ospitate figurine, volumi originali illustrati dai fantasiosi miniatori agli anonimi xilografi delle prime edizioni figurate, fino ai grandi illustratori e tra questi Gustave Doré.
Una sezione è poi dedicata alle figurine, la cui iconografia, aggiornata alle rielaborazioni favolistiche di La Fontaine e Perrault, ha accompagnato le generazioni.

Figurine utilizzate come pubblicità, come quelle dei Grandi Magazzini Bon Marché di Parigi, o della svizzera Suchard che ne pubblicò tra il 1880 e il 1914 circa 300 e poi l’inglese Liebig con il tipico barattolo di ceramica bianca contenente l’estratto di carne.

Favole di Esopo

“Esopo e la volpe. Iconografia delle favole dal IV a. C. al XX secolo”
Museo della Figurina
Palazzo Santa Margherita –  corso Canalgrande 103, Modena
Durata: 31 gennaio – 13 aprile 2009
Orari: da martedì a venerdì 10.30-13; 15-18; sabato, domenica e festivi 10.30-18 – lunedì chiuso
Ingresso gratuito

Informazioni: 059.2033090/2032940
museo.figurina@comune.modena.it

Favole di Esopo
 
Favole di Esopo

Museo della figurina/ In mostra a Modena le immagini dalle favole di Esopoultima modifica: 2009-01-30T09:21:23+01:00da michelepositano
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