Meredith/ La lettera di Raffaele: “Da un anno vivo in questo incubo”

È ormai più di un anno che vivo questo inferno fatto di cemento vivo e cerco di fare qualsiasi cosa pur di evadere con la mente. Leggo, studio, scrivo, dipingo, gioco a calcetto. Ma quando torna a pensare alle accuse incredibili che mi rivolgono, nei momenti di solitudine e silenzio, mi guardo intorno e mi domando da chi o da cosa mi devo difendere”. Raffaele Sollecito, processato a Perugia con Amanda Knox per l’assassinio di Meredith Kercher, scrive a quelli che chiama i suoi “amici-fratelli” di Giovinazzo. La lettera, con foto inedite, è pubblicata in esclusiva su ‘Gentè.

Della vicenda che lo vede coinvolto Raffaele dice: “Dalla televisione sembra come una guerra fatta di veleni di ogni genere. Una specie di teatro in cui alla fine si decide della vita di una persona. Il problema è quando questo teatro sbaglia e chi sbaglia non vuole assumersi la responsabilità dei propri errori”. Poi Sollecito parla delle dicerie informali riguardo ai trascorsi della mia famiglia.

 

 

“In particolare -scrive- ciò che mi ha fatto più male è stato sentire delle volgari insinuazioni riguardo al decesso di mia madre. Mia madre è morta per insufficienza cardiaca, semplicemente perchè se ne sono accorti tutti troppo tardi, compresa mia nonna che all’epoca era la persona che la vedeva più spesso. I miei genitori erano divorziati. Io ero a studiare a Perugia e mia sorella era a Roma per lavoro. I suoi primi sintomi erano interpretati da tutti come i soliti problemi di chi è stata operata alla tiroide molti ani prima. Questo è quanto. Chiunque insinua o si inventa storie relative a un suicidio oppure proferisce qualcosa di diverso da ciò che sono i fatti da me citati, lo denuncerò personalmente per calunnia”.

La lettera di Raffaele Sollecito è però anche la lettera di un ragazzo di 24 anni che racconta agli amici la sua vita, come il sogno di una classica serata con gli amici in piazza Porto, a Giovinazzo. Una serata conclusa in un locale, da Mimmo Snack, a mangiare ‘un panino alla piastra con porchetta e insalata russa. Poi il risveglio: “Mi svegliai sbavando impietosamente sul cuscino. Da questo sogno ho capito che nei miei più intimi e inquietanti desideri si nasconde un panino alla piastra con porchetta e insalata russa da Mimmo Snack”.

 

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Meredith/ La lettera di Raffaele: “Da un anno vivo in questo incubo”ultima modifica: 2009-01-20T09:55:04+01:00da michelepositano
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