Usa/ Quasi 50 milioni di lettori, grandi firme pagate 100mila dollari l’anno, pubblicità per tutti: così i giornali online soppiantano quelli cartacei

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E’ una realtà che pochi, pochissimi non accettano. I giornali stampati sono in agonia? Come può essere? E chi potrà mai prendere il loro posto? Sì alla prima domanda, spiegheremo come alla seconda e… chi potrà mai prendere il loro posto?… I giornali on line, quindi non stampati, che costano di meno, ecco, hanno più pubblicità e sono l’aggancio di oggi al pressante, irrefrenabile attacco dell’internet nel nostro mondo.

Una realtà da accettare. Gli editori delle più grosse testate di questa nazione hanno già capito che vento tira e stanno rapidamente cercando di bloccare la falla avvicinandosi sempre di più al web, eliminando i quotidiani che hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere.
I giornali on line negli Stati Uniti sono circa 10mila. Già un numero enorme se si considera che non sono quotidiani “locali” ma possono essere seguiti e letti praticamente in tutto il mondo.
Certamente anche la pubblicità di alcuni prodotti può raggiungere grosse fette dell’immenso mercato globale e non “coprire” soltanto le zone vicine al giornale on line. Una situazione che può aprire (come sta avvenendo) incredibili canali anche per prodotti finora pubblicizzati soltanto in loco. Vi immaginate il prosciutto ed il formaggio parmigiano senza pubblicità internazionale?

E’ sbagliato credere che i giornali online delle grosse città siano i più seguiti. Il sistema è aperto a tutti, nelle metropoli e nei villaggi. Vince – diciamo così – chi ha il miglior “prodotto”, ossia i servizi giornalistici. Ma mentre il NY Times vende quattro-copie-quattro a Los Angeles o a Miami (perché il costo della spedizione via aerea è elevato), il giornale online di vattelapesca raggiunge con un solo click tutti i luoghi di questa nazione e del resto del mondo.

Ok, sono cose risapute. Nei giornali on line la politica è quasi sempre la meno cliccata. Gli americani si occupano di politica soprattutto nei periodi delle elezioni. Il lavoro, i dollari, l’economia sono il centro delle attenzioni dei lettori. Interviste con personaggi del mondo economico, dettagliate spiegazioni delle nuove leggi federali, lavoro, richieste di lavoro, cambio in Borsa, le banche. Lo sport è sempre big e, come in Italia si parla spesso e volentieri di calcio, qui hanno successo baseball, basket e football americano.
Ci sono spazi dedicati alla cucina, alla letteratura, perfino alla housecleaning (come pulire la vostra casa). Quello del “come fare…” è un vizio tutto yankee che però va sempre bene con i lettori. Un grosso calderone che funziona 24/7, insomma 24 ore al giorno sette giorni la settimana. No more 9 to 5 è il motto dei giornali on line. Le notizie vengono aggiornate immediatamente, per battere la concorrenza.
Tuttavia c’è un archivio dove il lettore può controllare eventuali notizie che gli interessano e che gli sono sfuggite.

In America sono una cinquantina i giornali online più famosi, o comunque più seguiti, proprio perché hanno materiale che i quotidiani stampati si sognano. Gli Stati più “forti” sono Florida, Illinois, California, Pennsylvania, Texas, New York, Ohio. Si parla di un totale di 46 milioni di lettori in questi Stati. Per il momento.
Oggi molti giornalisti dei giornali stampati vanno in pensione, oppure ricevono offerte da parte degli editori dei giornali online. Per i nomi di riguardo ci sono contratti da 100mila dollari l’anno. Non avendo il problema di diventare “professionisti” i giovani lavorano con forza per farsi strada e accettano mensili modesti e anche di lavorare nei “turni della morte” (come li chiamano scherzosamente ma non tanto) da mezzanotte alle 7 del mattino. Il sogno è di raggiungere un punto dove il contratto è a portata di mano. Negli Stati Uniti è tutta una gara per presentare al pubblico le migliori firme, con enormi foto dei “più bravi” piazzate ai bordi di un autobus o in cima a un palazzo. I grossi nomi assicurano lettori e quindi aumenti della pubblicità.

Il costo della pubblicità è tenuto assolutamente segreto. Ci sono contratti in cassaforte tra giornali on line e case che vendono prodotti da pubblicizzare. Si sa con certezza che chiunque può fare pubblicità pagando 225 dollari al mese, con un banner vicino ai titoli 499 dollari al mese. Silenzio per le pubblicità di centinaia di migliaia di dollari.
Chi sono i proprietari di questi giornali on line? Quasi sempre gruppi di investitori che si riuniscono, mettono assieme milioni di dollari ed avviano la testata. Nel Minnesota (tanto per fare un esempio) un gruppo di agricoltori ha formato un trust e creato una testata on line per far conoscere ai lettori il loro lavoro. E incredibilmente sono milioni i lettori che seguono quel particolare giornale.

Qualcuno ha paragonato tutto questo al passaggio dal calesse all’auto. Martin Culbrit, proprietario di un giornale on line della California, ha detto ad Affaritaliani: “Faremo ottime cose se non cercheremo di scannarci a vicenda. E state pur certi che il giornale stampato non risorgerà mai più dalle proprie ceneri. Non c’è araba fenice in questo campo…”
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Usa/ Quasi 50 milioni di lettori, grandi firme pagate 100mila dollari l’anno, pubblicità per tutti: così i giornali online soppiantano quelli cartaceiultima modifica: 2009-01-09T10:10:06+01:00da michelepositano
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