GEA, UN ANNO E SEI MESI A LUCIANO MOGGI, MA C’E’ L’INDULTO

Un anno e sei mesi per Luciano Moggi e un anno e due mesi per il figlio Alessandro, sono queste le due uniche condanne con cui si conclude il primo grado del processo Gea. Non ci saranno conseguenze pratiche però: i giudici, che hanno concesso le attenuanti generiche, hanno disposto la sospensione della pena che sarà completamente indultata perché i fatti di violenza privata sono avvenuti prima del maggio 2006.  Luciano Moggi ha incassato anche una sentenza di ‘non doversi procedere’, come aveva chiesto la procura, per prescrizione del reato in relazione a un episodio di tentata violenza privata, avvenuto nel dicembre del 2000, ai danni dell’allora direttore sportivo della Roma, Franco Baldini, suo acerrimo nemico.

In quella occasione, secondo la procura, nel rimproverare Baldini del fatto che, da quando era dirigente giallorosso, era diventato impossibile per il figlio Alessandro e per Zavaglia acquisire le procure dei giocatori del settore giovanile, Moggi avrebbe detto al suo interlocutore: “Il lavoro nel mondo del calcio e’ un lavoro particolare, un anno si lavora da una parte, un anno dall’altro e un anno non si lavora”. Per la procura, Moggi, sfruttando la sua forza di intimidazione, avrebbe compiuto atti per costringere cosi’ Baldini a intercedere presso gli atleti della Roma affinche’ rilasciassero le procure a Moggi jr e Zavaglia.


Luciano Moggi

Tra l’altro, secondo l’ipotesi dell’accusa i due Moggi insieme al socio Franco Zavaglia, ai due collaboratori Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo, e a Davide Lippi (socio Gea oltre che figlio del Ct della Nazionale) sarebbero stati responsabili di un’associazione per delinquere finalizzata all’illecita concorrenza tramite violenza e minaccia.  La sentenza, invece, smentisce questa ricostruzione condannando i Moggi solo per alcuni episodi di minaccia, a pene ben più basse dei 5 e 6 anni chiesti rispettivamente per Alessandro e Luciano Moggi. In più dovranno pagare in solido anche 11mila euro di spese. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 40 giorni. Assolti Franco Zavaglia (che ha pianto di gioia e abbracciato il figlio Emanuele), Francesco Ceravolo, Davide Lippi e Pasquale Gallo (visibilmente contenti).


Alessandro Moggi

MOGGI JR: PENSAVO ALL’ASSOLUZIONE

“Sono amareggiato e deluso, mi aspettavo una piena assoluzione – ha commentato a caldo Alessandro Moggi -. Sono stato condannato per aver parlato 30 secondi con due giocatori. Sono contento del fatto che sia caduta l’accusa di associazione a delinquere dimostrando così che la Gea era una società e non un’associazione, non credo nei complotti e sono io l’unica vittima di questo processo”.

LEGALI ZAVAGLIA, SOCIETA’ HA OPERATO CORRETTAMENTE

“La sentenza emessa dal tribunale dimostra che la Gea ha operato correttamente: questo perché è caduta l’associazione per delinquere e perché le condanne inflitte ai Moggi per violenza privata fanno escludere la sussistenza del reato di concorrenza illecita con minaccia e violenza che la procura aveva contestato”. Sono le riflessioni di Maurilio Prioreschi e Paolo Rodella, difensori di Franco Zavaglia, ex amministratore delegato della Gea.

PALAMARA: I CALCIATORI NON HANNO COLLABORATO

Prima di ogni altra valutazione, il pm Luca Palamara, autore dell’inchiesta Gea assieme a Maria Cristina Palaia, aspetta di leggere le motivazioni della sentenza che ha ridotto lo scandalo del mondo dei procuratori sportivi a qualche episodio di violenza privata. Una valutazione iniziale, però c’è già: ”Resta il fatto che nel mondo del calcio sono avvenuti episodi di violenza e minaccia – ha spiegato il pm Palamara – episodi che stridono con i valori fondanti dello sport. Non è dignitoso che sia un giudice a doversi accupare di quel che avviene nel calcio”.

Giudizio amaro, poi, sul contributo alle indagini portato dai calciatori: ”Come ho detto anche durante la requisitoria, i giocatori non hanno portato alcun contributo alla formazione della prova in dibattimento. Fanno parte di questo mondo ed evidentemente hanno altri interessi”. E’ presto per dire se i pm ricorreranno in appello contro una sentenza a rischio prescrizione e già condonata e indultata sia per Luciano Moggi (un anno e sei mesi) sia per Alessando (un anno e due mesi). Le motivazioni del giudice Fiasconaro arriveranno nei prossimi quaranto giorni.


Cobolli e Ranieri

COBOLLI: LA GIUSTIZIA SPORTIVA CONDANNO’ LA JUVE IN TEMPI MOLTO BREVI…

“La giustizia sportiva è una cosa, quella penale un’altra – ha commentato il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli-  Quella sportiva è stata costretta a prendere decisioni in un tempo breve, quando c’era anche una campagna negativa nei confronti della Juve, tanto amata ma anche tanto odiata”. Poi spiega: “Alla conclusione del processo penale se gli imputati saranno assolti, sarà difficile tornare indietro e farci ridare quello che la giustizia ci ha tolto, ma lo diremo ad alta voce. Il passato però è passato, deve servirci solo per fare meglio nel futuro

GEA, UN ANNO E SEI MESI A LUCIANO MOGGI, MA C’E’ L’INDULTOultima modifica: 2009-01-09T09:09:57+01:00da michelepositano
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