Culto da passeggio/ Per riciclare i telefoni pubblici in disuso, l’artista Dylan Mortimer ha ideato le “cabine per pregare”

Nelle città si va sempre più di fretta, figurarsi se si riesce a trovare un po’ di tempo da dedicare alla preghiera (sempre se si è fedeli a qualche culto). Da questa semplice conclusione, è partito Dylan Mortimer, artista postmoderno particolarmente originale, per ideare le “Prayer Booth”, cioè le “cabine di preghiera”, da istallare lungo gli affollati marciapiedi (o le aiuole) di una qualsiasi metropoli multietnica del pianeta (dove quindi la frenesia quotidiana trova la sua massima espressione).

Si tratta di strutture facilmente riconoscibili: innanzitutto, c’è un apposito segnale stradale sopra di esse ad indicarle. Poi, c’è la forma: semplice e di rara efficacia. A metà tra cabine telefoniche e inginocchiatoi (c’è anche un comodo cuscino), chiunque (al di là della divinità in cui crede) può fermarsi (sempre che la cabina di turno non sia occupata da qualche altro devoto…) e rivolgere la propria preghiera. Un momento di silenziosa riflessione in mezzo ai rumori della folla. Quasi un’oasi, se non fosse per i clacson, le sirene, e gli altri mille assordanti “suoni” metropolitani a cui ormai non facciamo più caso tanta è l’abitudine…

Mortimer, originario di Kansas City, attraverso quest’opera d’arte “di uso pratico”, intende (anche) favorire il riutilizzo delle vecchie cabine telefoniche ormai in disuso a causa del boom dei cellulari. Come al solito in questi casi, non sono mancate le accuse di blasfemia da parte dei soliti benpensanti. Ma l’artista statunitense, certamente in modo provocatorio, ha invece avuto un’idea che farà piacere a tanti e che ci avvicina: non va infatti sottovalutato il fatto che le “Prayer Booth” si rivolgono praticamente a tutti (nessuna fede è discriminata, e neppure chi non crede, evidentemente). Di questi tempi, non è poco…

Davvero un’idea al passo coi tempi, non c’è che dire: tra i fenomeni recenti socio-religiosi più studiati, c’è infatti la de-secolarizzazione. In pratica, se fino al secolo scorso si era assistito all’allontanamento del sacro dalla sfera pubblica (cioè, la preghiera era diventata sempre più un fatto privato, e le Chiese di turno avevano sempre avuto meno a che fare con il potere politico), negli ultimi anni, invece, e l’11 settembre e tutto ciò che ne è seguito hanno contribuito e non poco, si è assistito alla tendenza opposta: quando ormai tutti la davano per morta (Nietzsche docet), la religione (cristiana, musulmana, ebraica, induista…) è tornata di prepotenza nelle vite di ciascuno di noi.

Al di là di questo aspetto, chi volesse saperne di più sull’opera di Mortimer, può visitare il suo sito personale, dove si possono trovare tutte le sue ideazioni più curiose.

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Culto da passeggio/ Per riciclare i telefoni pubblici in disuso, l’artista Dylan Mortimer ha ideato le “cabine per pregare”ultima modifica: 2008-12-28T08:28:19+01:00da michelepositano
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