PARMALAT, DIECI ANNI DI RECLUSIONE A TANZI

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TAN99--140x180.jpgMILANO – I giudici del tribunale di Milano hanno condannato a dieci anni di reclusione Calisto Tanzi per la vicenda del crac Parmalat. I giudici hanno ritenuto responsabile Tanzi dei reati di aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza, concorso in falso con i revisori. Inoltre l’ex patron di Collecchio è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata della pena e condannato a risarcire in via provvisionale le parti civili. E’ stato assolto solo per un capo di imputazione relativo al concorso in aggiotaggio con gli ex funzionari di Bank of America che sono stati assolti.

ASSOLTI ALTRI IMPUTATI TRANNE ITALAUDIT
Il tribunale di Milano ha assolto tutti gli altri imputati, tranne la società Italaudit, per il crac Parmalat. I giudici della prima sezione del Tribunale di Milano hanno condannato la società di revisione Italaudit (ex Grant Thornton) a una sanzione di 240 mila euro e hanno disposto la confisca di oltre 455 mila euro. Le persone assolte a vario titolo, o per prescrizione o perché il fatto non sussiste o perché non è previsto dalla legge come reato, sono tre ex funzionari di Bank of America, Luca Sala, Luis Moncada e Antonio Luzi, i tre ex consiglieri indipendenti Paolo Sciumé, Luciano Silingardi ed Enrico Barachini, e Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela.

RESPINTE DUE RICHIESTE DI PATTEGGIAMENTO
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano, prima di leggere la sentenza di condanna per Calisto Tanzi a dieci anni di reclusione per il crac Parmalat hanno respinto una richiesta di patteggiamento presentata da due imputati: Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca ritenendo la pena patteggiata non congrua, disponendo quindi la separazione delle loro posizioni. Per un’altra decina di imputati è stata invece accolta la richiesta di patteggiamento a pene che vanno dai 5 mesi e 10 giorni ai 2 mesi.

BOFA: FRODE PERPETRATA DA DIPENDENTI SOCIETA’
Bank of America, con una nota, esprime la propria soddisfazione per la decisione del Tribunale di Milano di prosciogliere tre suoi ex dipendenti dall’accusa di aggiotaggio. “La decisione del Tribunale – spiega l’istituto di credito – stabilisce in modo inconfutabile che gli ex dipendenti della banca non hanno commesso il reato di aggiotaggio. Dopo oltre quattro anni di processo è emerso chiaramente che la frode Parmalat è stata perpetrata solo dai dipendenti della stessa società con l’assistenza di alcuni suoi revisori contabili”. “Come le prove prodotte in giudizio hanno dimostrato – conclude la nota -, nessuno dei dipendenti di Bank of America sapeva, o era in condizione di sapere, della reale situazione finanziaria della Parmalat, che non fu rilevata neppure nel corso di indagini approfondite della Consob e di altre autorità pubbliche”.

LEGALE LUZI: SENTENZA GIUSTA
“Siamo molto felici e la consideriamo una sentenza giusta e rispettosa del diritto”: lo ha affermato Jacopo Pensa, legale di Antonio Luzi, ex dipendente di Bank of America, assolto nel processo sul crac Parmalat. A un cronista che gli chiedeva se è possibile che Tanzi sia l’unico responsabile, l’avvocato ha risposto: “può essere così, ma certamente se l’ha fatto con altri, non l’ha fatto con chi è stato assolto questa sera”.

PM GRECO: IMPIANTO RIMANE CONFERMATO
Non sembra turbato dalla sentenza di questa sera del Tribunale di Milano, che ha condannato il solo Calisto Tanzi e ha assolto gli altri imputati, il procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, il quale analizza la situazione nella sua complessità e ricorda come su 29 imputati complessivi almeno una ventina siano stati condannati o abbiano patteggiato. “Per quanto riguarda il capo d’imputazione riguardante Bank of America – spiega il procuratore aggiunto – è stata riconosciuta la prescrizione, peraltro modificata a seguito della legge Cirielli”. Pertanto, per il magistrato, “l’impianto dell’inchiesta rimane confermato”. Impugnerete la sentenza? “Vedremo le motivazioni e decideremo”.

Calisto Tanzi, dall’impero alla condanna

PARMA – Calisto Tanzi ha compiuto 70 anni un mese fa. E’ nato a Collecchio, il paese a due passi da Parma dove poi ha edificato la sede del suo regno economico. Diplomato in ragioneria all’Istituto tecnico commerciale Melloni di Parma, fu costretto ad abbandonare gli studi alla morte del padre, Melchiorre, per sostituirlo nella direzione dell’ancora piccola azienda familiare che, nella storica sede di via Grassi, si occupava di salumi e conserve. A poco più di 21 anni Calisto era già in azienda e nel giro di pochi mesi separò i suoi destini da quelli dello zio, socio del padre. Poco interessato al settore dei salumi creò una nuova impresa nel settore del latte.

Nel 1965 sposò Anita Reggi, che a Parma tutti conoscono come Titti, signora bene impegnata in attività benefiche, e ha tre figli, Stefano e Francesca, poi coinvolti nella bufera del crac, e Laura, impegnata nel settore farmaceutico. La crescita del gruppo dalla metà degli anni Sessanta in poi fu rapida, nei primi anni Settanta al latte si aggiunsero lo yogurt e, all’inizio degli anni Ottanta, i succhi di frutta con il marchio Santal. Nel ’90 Parmalat Finanziaria fu quotata in Borsa e si accelero’ l’internazionalizzazione che raggiunse il suo apice a cavallo del 2000. Il gruppo arrivò ad avere 148 stabilimenti in 31 paesi con un fatturato realizzato per un terzo in Europa, per un terzo nel Nord e Centro America e il rimanente in Sud America e nel resto del mondo. Trentaseimila i dipendenti in cinque continenti. Tanzi ebbe due idee geniali che avrebbero fatto della sua azienda una fra le più importanti del settore a livello mondiale: il latte a lunga conservazione nel tetrapack e le sponsorizzazioni sportive.

Al nome Parmalat si lega prima il mondo della Formula Uno, poi lo sci e, infine, il calcio con il Real Madrid prima e poi il Parma calcio. Nel calcio entrò alla grande portando il Parma ai vertici nazionali, lottando per lo scudetto contro la Juve, conquistando coppe e arrivando in Champions League. Al ‘Tardini’ passarono Arrigo Sacchi, Crespo, Chiesa, Veron, tanti campioni anche nazionali. Lui pagava, aveva grandi rapporti con la Lazio di Cragnotti, il presidente lo faceva il figlio Stefano. Nel 1984 Tanzi fu nominato Cavaliere del Lavoro e l’impero Parmalat cominciò ad interessarsi anche di viaggi, con Parmatour, poi affidata a Francesca, la figlia prediletta, anche lei travolta dal crac, e di finanza, grazie soprattutto a Fausto Tonna, direttore finanziario dell’azienda di Collecchio. Con Tanzi e Tonna sono poi finiti nel vortice giudiziario tanti personaggi del suo entourage aziendale ma anche legati al territorio: escluse poche eccezioni, sono tutti della provincia di Parma ed uno, Franco Gorreri, era stato anche sindaco di Collecchio.

La crisi che poi porterà alla vicenda giudiziaria cominciò il 26 febbraio 2003 quando Tanzi annunciò l’emissione di un nuovo bond. La poca chiarezza dell’informativa fece crollare il titolo in Borsa e l’azienda ritirò il bond. Il 27 dicembre dello stesso anno, dopo una breve fuga in Sudamerica, Tanzi finì in manette a Milano. Quando uscì dal carcere i giornalisti appostati all’esterno della sua grande villa a due passi da Parma lo videro giocare sul prato (anche con una rovinosa caduta) col nipotino. Salutò con la mano e disse soltanto “Ora va meglio”. E anche nelle rare apparizioni ai processi di Milano e Parma (ancora in corso) ha fatto poche apparizioni con poche parole come “Non sono qui per commentare ma per essere giudicato” o “Non ho ideato io la grande truffa”. Lontani i tempi in cui sul suo impero economico-alimentare non tramontava mai il sole.

Le tappe della vicenda economica
MILANO – Ecco le principali tappe della vicenda Parmalat, cominciata nel 2003:

– 26 feb: la Parmalat annuncia un bond da 300 milioni di euro rivolto a investitori istituzionali della durata di sette anni. La Borsa risponde con un crollo del titolo del 9% per la mancanza di chiarezza informativa sull’operazione: l’azienda cancella il bond e ribadisce la propria solidità.

– 26 mar: Fausto Tonna, in seguito alla vicenda del bond di febbraio, lascia l’incarico di direttore finanziario.

– 3 nov: ricapitalizzazione in vista per la Parmalat Spa: gli azionisti vengono convocati in assemblea il 24 dicembre per deliberare un aumento capitale sociale a pagamento da 400 milioni a 500 milioni di euro.

– 6 nov: la Consob, anche sull’onda della vicenda Cirio, chiede al gruppo di chiarire nella prossima trimestrale come intende rimborsare i bond in scadenza da qui al 2004

– 11 nov: la Deloitte & Touche esprime i suoi dubbi sull’ investimento nel fondo delle Isole Cayman Epicurum: il gruppo risponde respingendo le ipotesi di dissesto e ribadendo la propria solidità finanziaria. Ma a fine giornata Standard & Poor’s pone sotto creditwatch negativo tutti i rating assegnati ai titoli Parmalat

– 12 nov: il gruppo annuncia l’imminente smobilizzo della quota nel fondo Epicurum.

– 8 dic: scade il bond da 150 milioni di cui è in dubbio il rimborso. La Consob chiede al gruppo di dare informazioni e di rassicurare il mercato. Parmalat comunica che Epicurum non ha proceduto alla liquidazione della quota alla scadenza prevista del 4 dicembre. Titoli sospesi in attesa del cda del 9.

– 9 dic: il Cda assicura che il bond verrà rimborsato entro il 15 dicembre, e nomina Enrico Bondi superconsulente. Tanzi parla di “momento difficile” e assicura l’impegno della famiglia. S&P declassa Parmalat a livello junk (‘spazzaturà).

– 19 dic 2003: Bank of America disconosce l’autenticità di un documento del 6 marzo che attesta l’esistenza di posizioni in titoli e liquidità per 3.950 milioni di euro al 31 dicembre 2002 di pertinenza di Bonlat, società delle Isole Cayman del gruppo. Standard & Poor’s declassa i titoli Parmalat a Default.

– 27 dic: Calisto Tanzi viene arrestato a Milano su ordine della Procura di Parma per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e falso in bilancio. Il Tribunale delibera l’insolvenza.

– 10 feb: sette banche indagate a Milano per aggiotaggio: Bank of America, Citigroup, Deutsche Bank, Morgan Stanley, UBS, Popolare Lodi e la Sgr di Intesa, Nextra.

– 17 feb: arrestati su ordine dei pm di Parma i figli di Tanzi Stefano e Francesca, il fratello Giovanni.

– 26 mag: la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per 29 persone fisiche e tre persone giuridiche, tra cui Calisto Tanzi, componenti dell’ex cda, ex sindaci, direttori, contabili, revisori dei conti, funzionari di Bank of America. Richiesta di giudizio anche per Bank of America e per le società di revisione Grant Thornton e Deloitte & Touche.

– 14 ott: il commissario straordinario Enrico Bondi decide la focalizzazione su due settori: latte e succhi di frutta. Il resto dovrà essere ceduto. Bondi raggiunge con Nextra un accordo per un risarcimento di 160 milioni. E’ la prima di una serie di istanze verso tutte le banche che hanno avuto a che fare con il gruppo per i magistrati a conoscenza della reale situazione contabile. Attualmente le transazioni con 20 banche e il revisore Deloitte hanno raggiunto quota 1,9 miliardi di euro

– 1 mar 2005: il nuovo cda delibera il ritorno in Borsa. – 27 ago: cessione del Parma calcio all’ex presidente del Real Madrid Lorenzo Sanz

– 15 set: uscita dal business dei prodotti da forno. I marchi Grisbì e Mr Day venduti a Vicenzi per 19 milioni.

– 27 set: ceduta Parmatour per 47 milioni a Grandi Viaggi e Aurum. Last Minute Tour era già di Filo Diretto International.

– 28 set: comincia il processo di Milano.

– 1 ott: nasce ufficialmente la nuova Parmalat spa in seguito all’approvazione della proposta di concordato con i creditori di 16 società del vecchio gruppo che ricevono azioni in cambio dei loro crediti.

– 6 ott: la nuova Parmalat torna in Borsa.

– 21 mag 2007: Parmalat esce dalle attività legate al pomodoro e cede il marchio Pomì a una società partecipata dal Cio (Consorzio Interregionale Ortofrutticolo) e da Consorzio Casalasco per circa 32,5 milioni di euro.

PARMALAT, DIECI ANNI DI RECLUSIONE A TANZIultima modifica: 2008-12-19T08:49:37+01:00da michelepositano
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