Pakistan/ Donne sfigurate con l’acido. A colpire sono mariti rivali o uomini rifiutati.

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LA SENSIBILITA’ DEL LETTORE

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E’ terribile anche soltanto immaginarlo: troppo crudele, una tortura che lascia un marchio d’ orrore, nella carne e nell’ anima. Una tecnica che in Pakistan è però diffusa a macchia d’olio. Donne che vengono sfigurate dall’ acido, vittime di una pratica crudele ma ricorrente. A colpire sono uomini rifiutati, mariti imposti o anche donne rivali. Vittime involontarie di un’idea perversa: quella della superiorità dell’uomo sulla donna. O ancora perseguitate da donne gelose che pur di eliminarle dalla concorrenza le distruggono con l’acido.

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DONNE SFIGURATE- Quando è la tua faccia che viene deturpata è come se la vita stessa in quel momento fosse cancellata per sempre, negata. I volti delle donne si presentano corrosi sia dalla rabbia che dal veleno. Storie di ordinaria follia direbbe Joel Schumacher. Come quella di Saira Liaqat aveva solo 16 anni quando il marito ha deciso di scioglierne la bellezza nell’acido. Punita dal suo sposo solo perché la sua dote non era adeguata. O quella di Mumtaz Bibi che si era opposta alla vendita delle tre figlie mettendosi contro il marito. Naseera invece era bella, forse troppo. Così un pretendente a cui ha detto di no ha deciso che doveva pagare quell’affronto. Viso, collo e torace completamente ustionati. Saima Siddique aveva solo quattro anni: acidificata da una zia invidiosa. Poi c’è Shamin Akhtar che ha respinto la corte di quattro ragazzi: prima l’hanno violentata, poi l’hanno sfigurata con l’acido.

LE STORIE- Sabra è pakistana, ed è una delle tante 15enni vittime di un matrimonio combinato tra uomini come un “affare di famiglia”. Aveva un solo problema: era troppo bella. Per questo il marito l’ha ” acidificata”. Perché era sua. E nessuno la doveva più guardare. Nasreen ha 24 anni e fino ad oggi ha subito 18 interventi che le consentono di sorridere ancora ma non hanno potuto impedire all’acido di portarle per sempre via quegli occhi verdi e perfetti  che aveva un tempo. Così non vede più.

 

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Kuldeep aveva 16 anni quando il marito, rientrato a casa ubriaco e con voglia di farle provare qualcosa di nuovo rispetto alle solite botte di ogni giorno l’ha colpita con l’acido. Oggi non parla e non sente.  Storie vere, di questi anni, avvenute in Pakistan, in India, in Afghanistan. Una mappa geografica degli orrori dove certe barbarie sono agghiaccianti e incomprensibili.

L’ASSOCIAZIONE SMILEAGAIN- Per loro si batte Smileagain, un’associazione che aiuta le donne sfigurate a reintegrarsi nel tessuto sociale attraverso il supporto psicologico e una serie di servizi medici.

La chirurgia plastica può aiutare a recuperare i tratti di un tempo. Ma purtroppo ancora non fa miracoli. E soprattutto non può cancellare il dolore e la rabbia per una violenza senza scuse.

“Le motivazioni per questi gesti sono le più svariate”- raccontano dall’associazione di SmileAgain- “E’ un atto barbarico a cui le giovani vengono sottoposte. La polizia si rifiuta di intervenire e il più delle volte i reati restano impuniti perché lo Stato protegge gli aggressori. Le donne colpite sono spesso abbandonate dalla propria famiglia ed emarginate dalla comunità d’origine”.

La nostra associazione – continua Clarice Felli, presidente di Smile Again – da sette anni si batte affinché la legge venga fatta rispettare. In Pakistan esiste una legge contro la violenza. Ma questa non prevede però una pena per chi utilizza l’acidificazione”. Così l’associazione si fa carico delle operazioni delle ragazze colpite dal vetriolo. Con tanto di riabilitazione. L’anno scorso ad esempio, grazie ad un finanziamento da parte della provincia dell’Aquila alcune giovani hanno frequentato un corso di estetica ed attualmente lavorano nei centri di bellezza. ” E ora”- conclude la presidente “le donne hanno sempre meno paura di denunciare le violenze subite”.

affritaliani 

Pakistan/ Donne sfigurate con l’acido. A colpire sono mariti rivali o uomini rifiutati.ultima modifica: 2008-12-11T10:15:00+01:00da michelepositano
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