Riforma della Giustizia/ I paletti di Bossi a Berlusconi

 

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Alta tensione nella maggioranza? Scontro Berlusconi-Bossi sulle riforme? In realtà i due si sono parlati lungamente al telefono durante il ponte dell’Immacolata e le parole del Senatùr – “la priorità della Lega è il federalismo, eventualmente facciamo anche la Giustizia” – sono servite per ricordare al Cavaliere i patti sottoscritti. Il ministro delle Riforme teme che all’interno del Popolo della Libertà, in particolare tra i deputati e i senatori del Mezzogiorno, ci sia troppa voglia di frenare sul fisco federale, di rimandare continuamente. E in effetti il primo via libera che in teoria sarebbe dovuto arrivare entro la fine dell’anno è slittato a gennaio.

Ora, dopo la bufera scatenata dal caso De Magistris, è tornata d’attualità la Giustizia, con il Pd pronto a dialogare con il Centrodestra. Ecco perché Bossi ha fiutato il pericolo. La base dei padani – in vista delle Amministrative e delle Europee – non perdonerebbe al Carroccio un rinvio alle calende greche. Ed è così che il Senatùr ha presentato il conto al presidente del Consiglio, consapevole che senza i voti ‘nordisti’ in Parlamento non passa nulla. Ok da parte di una delle due Camere entro il mese di gennaio del progetto di federalismo fiscale e disco verde definitivo massimo entro i primi di marzo. Non solo. Impegno del premier a non abolire le province, ovvero a non sottoscrivere la campagna del quotidiano Libero sostenuta anche da molti politici del Popolo della Libertà.

Il terzo punto riguarda l’economia, ovvero lo stop alla revisione degli studi di settori, in modo da aiutare concretamente artigiani e piccoli imprenditori, storico bacino elettorale della Lega. Altro tema, ovviamente, l’immigrazione. Il piano Maroni sulla sicurezza non deve subire modifiche in Aula e la proposta di moratoria per la costruzione di nuove moschee può essere ‘addolcita’ ma non accantonata del tutto. Queste sono le condizioni che, se soddisfatte, vedranno il Carroccio appoggiare in Parlamento la riforma del sistema giudiziario, con o senza confronto con l’opposizione.

Il Senatùr è consapevole della difficoltà del momento: la base spinge su federalismo e immigrati ma serve continuamente la ricerca della quadra con gli alleati. E per questo ha stretto una sorta di rapporto diretto con il presidente del Consiglio, essendo Tremonti troppo impegnato dalla crisi economica e dei mercati, e ogni tanto le frasi quasi buttate lì per caso servono proprio per ricordare al Cavaliere i patti elettorali e gli accordi aggiornati di volta in volta. Spetta poi a Berlusconi far digerire ai suoi i paletti del Carroccio.

affareitaliani

 

Riforma della Giustizia/ I paletti di Bossi a Berlusconiultima modifica: 2008-12-09T12:26:55+01:00da michelepositano
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