Salute/ Contro il mal di schiena un percorso alle terme

Un trattamento solo non basta più per una delle malattie più diffuse e politically correct di oggi.  Contro il mal di schiena la nuova soluzione è Idrokinesis, un percorso a tappe da fare alle terme. Un’arma innovativa per combattere un disturbo che colpisce indistintamente uomini e donne, adolescenti e adulti, causando problemi anche seri.

Spalle tese e indolenzite, collo dolente, parte bassa della schiena contratta: sono sempre più numerose le persone che, a causa della vita sedentaria, dei ritmi stressanti e delle posture che si trovano costretti ad assumere, arrivano a fine giornata con la schiena a pezzi. Per tutte loro è stato pensato Idrokinesis.”Si tratta di un percorso della durata minima di una settimana, che aiuta a capire le ragioni del dolore e a trovare le soluzioni più adatte, alcune delle quali possono essere applicate anche a casa” spiega Maurizio Grassetto, specialista in Idrologia Medica e Scienza dell’Alimentazione, Direttore Sanitario de La Residence & Idrokinesis di Abano Terme.

Il primo passo è la visita. “Anche se siamo alle terme, non è il medico termale a valutare la persona, bensì un fisiatra, che ha competenze specifiche sulle problematiche muscolari e articolari” chiarisce il dottor Grassetto. Lo specialista osserva attentamente chi ha di fronte, per esempio concentrandosi sulla postura e il senso dell’equilibrio. L’obiettivo è valutare la funzionalità di organi e apparati, in particolare dei muscoli.

Si passa poi all’esecuzione di esami specifici, come la podoscopia. “La persona viene invitata a salire su una pedana dotata di specchio, che mostra l’appoggio dei piedi. Il medico può così vedere se è corretta o sbilanciata” specifica l’esperto. Si usa anche la pedana stabilometrica: in piedi su una pedana, bisogna guardare uno schermo e seguire le istruzioni fornite (per esempio chiudere un occhio o piegare la testa). In questo modo si può capire se eventuali problemi dipendono dagli arti inferiori o da altre parti (spesso dalla dentatura, che può causare tensioni a catena). “Eseguiamo anche una particolare indagine (densitometria ossea ultrasonica del tallone ) per valutare l’eventuale presenza di osteoporosi” aggiunge Grassetto.

A questo punto, si entra nel vivo del percorso, che prevede circa tre ore al giorno di “allenamento”. “Sulla base delle caratteristiche e delle esigenze della persona, i medici studiano un protocollo mirato e personalizzato”. Non esiste dunque una soluzione standard. Il percorso può comprendere diversi trattamenti: i classici fanghi e bagni termali, ma anche un lavoro riabilitativo in palestra, come lo stretching o gli esercizi propiocettivi, che allenano la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio.

Fra le varie soluzioni, c’è anche e soprattutto la ginnastica riabilitativa in acqua termale, la idrokinesiterapia. “Si tratta di effettuare, galleggiando nell’acqua e con l’aiuto del terapista, una serie particolare di esercizi che mirano a rilassare la colonna vertebrale. Il calore e le proprietà terapeutiche dell’acqua termale, unite alla mancanza della forza di gravità – che permette di non sentire il peso del proprio corpo – aiutano a sciogliere le tensioni” afferma lo specialista. In vasca si può lavorare anche dinamizzando l’acqua in particolari settori: si possono creare così getti, correnti, docce, che vengono indirizzate sulla schiena e aiutano a risolvere contratture e dolori muscolari.

Ottimo anche l’approccio antalgico. “Si cerca di agire laddove c’è dolore, con magnetoterapia, laser, tens, correnti, ultrasuoni, ipertermia ” specifica Grassetto. In un percorso di questo tipo non potevano poi mancare i massaggi. “I migliori da questo punto di vista sono quelli riflessogeni, come lo shiatzu, i massaggi orientali, la riflessologia plantare: aiutano, infatti, a contrastare in via riflessa le tensioni sia della mente sia del corpo”. E se si pensa che spesso le preoccupazioni mentali si accumulano nel tratto lombare, è chiara l’importanza di agire anche a livello mentale.

Durante il soggiorno, sono previsti anche ginnastica di gruppo e alcuni momenti didattici di “back-school”: il medico e il fisioterapista, con il supporto di immagini di anatomia, istruiscono le persone sulle precauzioni da prendere per evitare le recidive e sugli esercizi da effettuare una volta tornate a casa. Qualche suggerimento? Per raccogliere una cosa da terra, non flettere la schiena tenendo le gambe tese, ma piegare le ginocchia. Quando si dorme non mettersi a pancia in giù, per non accentuare la curva della schiena e obbligare il collo a una tensione innaturale. Meglio dormire sulla schiena o di fianco.

Se serve, in particolare in caso di sovrappeso o di problemi digestivi, si effettuano anche interventi sull’alimentazione, mirati sulla giusta quantità e qualità del cibo, proponendo sia durante il soggiorno sia per casa, una dieta corretta, digeribile e sana.“Il percorso è adatto a tutti, tranne alle persone in fase acuta, cioè con dolori presenti da meno di un mese. In questi casi, meglio consultare il proprio medico di fiducia e in ogni caso aspettare che l’infiammazione passi prima di intervenire” conclude il medico.


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Salute/ Contro il mal di schiena un percorso alle termeultima modifica: 2008-12-08T10:12:23+01:00da michelepositano
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