La “grande strategia” di Osama spiazza Obama. Al Qaeda isolata? Macché, è viva e vegeta

 Antonio Di Lorenzo italiano ucciso in India

I fatti di Mumbai suonano come un macabro benvenuto alla nuova amministrazione Usa. Obama non è nemmeno insediato è già un tremendo episodio segna la recrudescenza del terrorismo. Il neo presidente pensava di affrontare nell’immediato un futuro fatto soprattutto di gestione della crisi economica, invece contemporaneamente dovrà affrontare anche inedite tensioni internazionali. Mentre Obama è ancora impegnato a mettere insieme il suo staff pensando soprattutto ai problemi interni ed ai collassi di Citibank e General Motors, l’Islam radicale sembra adottare il principio neo-con dell’attacco preventivo, colpisce pesante e con inaudita violenza con una clamorosa azione volta a condizionare o ritardare l’imminente viaggio in India del nuovo Presidente. 

Per 24 ore la star sulla ribalta internazionale non è Obama ma coloro che piuttosto sbrigativamente erano già stati dati per politicamente e operativamente spacciati, i terroristi. Abbiamo assistito ad una operazione militare di altissimo livello, degna di un esercito super addestrato, pianificata da tattici di esperienza e perfettamente disegnata per creare caos e massimo clamore mediatico internazionale. Le prime informazioni descrivono un attacco multiplo ad almeno una decina di diversi bersagli, secondo uno schema assolutamente innovativo.

Una operazione su larga scala di tipo “complesso”,  senza precedenti né in India né altrove e che dimostra che il terrorismo intende mettere da subito in difficoltà la nuova presidenza Usa, destabilizzare la regione (incluso Pakistan e Afghanistan) e impaurire l’India, la più grande democrazia in Asia ma nella quale convivono ben 120 milioni di cittadini di fede musulmana. Gli esecutori sembrano essere giovani leve dei movimenti jihadisti Lashkar o Deccan  Mujaheedin che con questo attacco rimettono l’iniziativa nelle mani dello stato maggiore di Al Qaeda.


La strage e i primi soccorsi


Antonio Di Lorenzo, l’italiano ucciso a Mumbai
I capi del terrore hanno senza possibilità di equivoco avvisato Obama che il suo progetto, fino ad oggi rimasto assolutamente riservato, di far alleggerire la pressione militare indiana sul confine pachistano e nel Kashmir (così da lasciare Islamabad libera di combattere nelle aree tribali qaediste del Waziristan e Kafiristan senza timore di essere attaccata alle spalle) deve restare una illusione. Le mosse di Obama sono attentamente spiate e anticipate dall’efficacissima intelligence di Al Qaeda, i cui agenti, al contrario di quanto immaginano gli Americani, non vivono in grotte afgane ma operano efficacemente in Usa ed in Europa.

Gli attacchi coordinati di Mumbai confermano le capacità militari di Al Qaeda e sono la prova dell’esistenza di una sua “grande strategia” mirata alla ricostruzione di un califfato pan-arabo transnazionale.  Al Qaeda è viva e vegeta e velocissima a colpire molto efficacemente colui che per l’Islam radicale resta il vero grande nemico: il presidente americano. Per Bin Laden Obama non è altro che un altro Bush che non deve illudersi di aver messo fuori gioco la cupola del terrorismo mondiale. La minaccia dell’attacco alla metropolitana di New York e la concretezza dell’attacco di Mumbai spengono in Obama l’illusione di avere il coltello dalla parte del manico.

 


Emenuele con la sua bambina

La vignetta

affaritaliani

La “grande strategia” di Osama spiazza Obama. Al Qaeda isolata? Macché, è viva e vegetaultima modifica: 2008-11-29T10:41:00+01:00da michelepositano
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