Sciopero/ Calearo (PD) contro Guglielmo Epifani: “Ci vuole la proposta non la protesta”

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Il PD molla la Cgil. Se in Corso d’Italia, la sede del primo sindacato italiano, c’era qualcuno che spereva che il partito di Walter Veltroni appoggiasse la scelta di Guglielmo Epifani di scendere in piazza il 12 dicembre, dovrà mettersi l’animo in pace. Già, perché secondo quanto ha dichiarato ad Affaritaliani.it l’ex presidente della Federmeccanica, ora deputato del Partito Democratico, Massimo Calearo, “il PD non parteciperà, perché credo che oggi più che la protesta serva la proposta, perché è quello che stiamo facendo noi in Parlamento”. 

E non varranno nemmeno ritorni di favore, visto che la confederazione cigiellina aiutò il PD ad organizzare la manifestazione del 25 ottobre (al Circo Massimo) Salviamo l’Italia. “Penso che, vista una situazione così difficile, bisognerebbe valutare seriamente prima quello che il Governo propone e solo dopo, eventualmente, decidere. Non farlo a priori”.

Le parole di Calearo fanno pensare al solito pregiudizio ideologico a cui la confederazione di Corso d’Italia viene spesso accusata di ricorre. Ma il deputato del PD aggiusta il tiro: “Non so se ci sia un pregiudizio, ma certamente credo che l’unità sindacale possa avere un valore e dovrebbe dimostrare che l’ideologia non conta niente. Ma conta solo l’interesse dei lavoratori. E oggi c’è l’interesse di un Paese fermo economicamente”.

Attaccata dal presidente del Consiglio (Berlusconi ha affermato che “perseguire la strada dello sciopero è un errore”) e da Cisl e Uil sul giudizio nei confronti del piano anti-crisi messo in campo dal Governo (ma con la solidarietà di Bonanni per quanto riguarda il giudizio severo del premier: vedi box), la Cgil, ora, è isolata. E la manifestazione del 12 dicembre rischia di essere un flop, per poche adesioni.

Un pensiero che deve aver sfiorato lo stesso Guglielmo Epifani che, da Corso d’Italia, durante una conferenza stampa congiunta con il segretario della Fiom Gianni Rinaldini, sul pacchetto di sostegno all’economia reale, ha smorzato un po’ i toni. Lasciando aperto uno spiraglio: “La protesta non è stata indetta a prescindere, ma è stata indetta per ottenere delle cose. Se le otterremo – ha spiegato il sindacalista – non ci sarà lo sciopero, altrimenti sì. E’ corretto comunque aspettare le decisione del Consiglio dei ministri di venerdì: se le decisioni avranno una coerenza con il cuore delle nostre proposte ne trarremo delle conclusioni, sennò trarremo altre conseguenze”.

Dopo aver ascoltato ieri le proposte di Palazzo Chigi, Epifani ha spiegato che bisognerebbe sospendere la detassazione degli straordinari e impegnare quelle risorse, pari a circa 1 miliardo di euro, al finanziamento degli ammortizzatori sociali anche per i precari”. In particolare, secondo i calcoli del primo sindacato italiano, con il miliardo che si renderebbe disponibile dallo stop degli sgravi sugli straordinari, ogni precario – all’interno della platea complessiva dei 400.000 che a fine anno potrebbero andare a casa – riceverebbe 417 euro al mese,
per sei mesi”
.

Il numero uno di Corso d’Italia ha chiesto due Finanziarie per un totale di 23 miliardi di euro. “Una manovra pari allo 0,7% del Pil per quest’anno e allo 0,7% per l’anno prossimo”, ha spiegato. “E’ una manovra grossa, ma corrisponde a ciò che Gordon Brown sta proponendo per il suo Paese”.

Quanto alla compatibilità con la situazione dei conti pubblici italiani, “ci siamo interrogati su questo”, ha precisato, aggiungendo che “la nostra risposta tra la dimensione di questa manovra fatta parzialmente in disavanzo e gli effetti nei prossimi quattro anni è che da subito avrebbe un effetto benefico sui consumi, ridurrebbe gli effetti di abbassamento del Pil, e tra quattro anni avrebbe una sostanziale parità”.

affaritaliani

Sciopero/ Calearo (PD) contro Guglielmo Epifani: “Ci vuole la proposta non la protesta”ultima modifica: 2008-11-26T08:33:00+01:00da michelepositano
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