Scienza/ Caro non ti riconosco… scoperte le basi neurologiche della prosopagnosia

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Caro non ti riconosco”: a dire una frase del genere al marito potrebbe essere la moglie, non perché colta da un improvviso attacco di “amnesia”, ma perché affetta da prosopagnosia (o cecità facciale), disturbo che non fa riconoscere i visi (anche quelli familiari). Adesso gli scienziati in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Neurosciences ne hanno scoperto le basi neurologiche. Chi soffre della disfunzione (e si stima sia circa il due per cento della popolazione mondiale)  è un individuo che non ha problemi alla vista né di memoria. Si tratta di soggetti che sanno che quello che hanno davanti è il volto di una persona ma che hanno difficoltà a identificarla, come pure stentano a riconoscere il proprio di viso se lo vedono riflesso in uno specchio.


La maschera 2001 © Sarah Leen

Sono invece capaci nello stesso tempo di fare riconoscimenti “deduttivi” a partire da alcune caratteristiche di una persona (un neo oppure per esempio la pettinatura o la voce o i vestiti). Le ipotesi avanzate dagli scienziati della Carnegie Mellon University (Usa) nel nuovo studio è che l’ “anomalia” o meglio l’“errore” stia nella “connessione” tra le aree del cervello preposte al riconoscimento e processamento dei volti, in particolare nei segmenti di materia bianca, formati da fibre nervose che trasmettono gli impulsi, che le collegano. Come mostrato da analisi (realizzate con un nuovo più potente tipo di risonanza magnetica) condotte su sei individui (tra i 15 e i 57 anni) l’ “integrità” dei legami era ridotta o alterata rispetto a quella di altri diciassette soggetti non affetti dal deficit.

All’origine della prosopagnosia, forse, secondo Cibu Thomas, uno degli autori della ricerca, una componente “familiare” : “è possibile che durante il periodo critico dello sviluppo celebrale un’anomalia genetica possa aver alterato la maturazione della materia bianca nella corteccia occipito-temporale”, sostiene l’esperto. La ricerca, che dovrà essere seguita e confermata da ulteriori studi, ha comunque aperto nuovi orizzonti e dato strumenti agli studiosi per capire il disturbo dell’ “uomo che confuse sua moglie con un cappello”, come lo raccontò vent’anni fa in un famoso saggio il neurologo Oliver Sacks.

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Scienza/ Caro non ti riconosco… scoperte le basi neurologiche della prosopagnosiaultima modifica: 2008-11-25T18:16:59+01:00da michelepositano
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