Alimentazione/ Boom dei vegetariani, in Italia sono oltre sei milioni. E negli States…

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Il numero dei vegetariani in Italia è in forte aumento. Il numero di chi ha deciso di bandire la carne dalla propria dieta è omai ben al di sopra dei sei milioni. E cresce anche il numero di coloro che, pur non facendo una scelta completamente vegetariana, riducono comunque il consumo di carne. E il trend di crescita non è certo destinato a fermarsi, tutt’altro. I vegetariani sono destinati ad aumentare fino a 30 milioni nel 2050. È quanto emerge da una ricerca Eurispes.

E, ovviamente, la trasformazione degli stili di vita ha anche un risvolto economico. Gli indicatori economici sono tutti al rialzo, dall´Inghilterra, dove il business del cibo meat-free è cresciuto del 38%, agli Stati Uniti, dove il mercato del cibo vegetariano ormai supera i miliardi di dollari e con un incremento del giro d´affari previsto nei prossimi due anni pari al 61%. Anche in Italia il mercato dei cibi compatibili con la dieta vegetariana è in aumento costante: proliferano i centri di alimentazione naturale, si moltiplicano i corsi di cucina dove l´uso di frutta&verdura è alla base delle ricette, nascono associazioni monodedicate.

E negli States nasce un nuovo movimento… quello dei Flexitariani

Un nuovo “movimento alimentare” sta diffondendosi negli Stati Uniti e nel resto del mondo: il flexitarianesimo. Si tratta di un regime alimentare prevalentemente vegetariano (non vegano) che comprende occasionali pasti a base di carne e pesce. Almeno tre le diverse ragioni che convincono sempre più persone a diventare “flexitariani”: motivi di salute, sentimenti ecologico-ambientalisti e, non ultimi in ordine di importanza, alcuni calcoli economici.

Una dieta completamente vegetariana se non attentamente studiata e bilanciata rischia di essere povera di proteine, ferro e amminoacidi essenziali e allo stesso tempo, ove non sia strettamente vegana, può contenere troppi grassi derivanti dai latticini. Dall’altra parte, una dieta troppo ricca di carne può mancare in fibre e far alzare i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) e di acido urico. E poi la produzione di carne ha un notevole impatto ambientale in termini di disboscamento (per la produzione di mangimi), emissioni di anidride carbonica e altri gas serra (produzione di carne dagli animali, trasporto ecc.), riduzione di biodiversità vegetale. Inoltre per molti è ancora difficile oggi potersi permettere una dieta vegetariana equilibrata: al ristorante il menu vegetariano è solitamente il più costoso, e anche al mercato e al supermercato i prezzi di frutta e verdura non sono sempre accessibili a tutti. Così presso una fascia sociale diffusa si sta imponendo un approccio intermedio, che prevede un mix di alimentazione a base di verdure e prodotti vegetali, riducendo il consumo di carne al minimo.

Non è ancora chiaro quante siano le persone che seguono questo regime più flessibile e onnicomprensivo, anche perché il numero è in costante aumento. Sembra però che a convertirsi siano in uguale misura vegetariani e mangiatori di carne incalliti. Con una differenza, i primi sembrano prestare più attenzione alla provenienza e ai processi di produzione della carne ed essere orientati verso scelte biologiche ed eco-compatibili.

affaritaliani

Alimentazione/ Boom dei vegetariani, in Italia sono oltre sei milioni. E negli States…ultima modifica: 2008-11-25T18:20:00+01:00da michelepositano
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